Italia e Francia unite nell’amicizia conviviale del migliore buon gusto

Da sinistra: Roberto Ghin, Andrea Finocchiaro, Laura Giovenco Garrone, Irene Castagnoli, Anita Minardi

Unire la migliore tradizione italiana della pasta, uno dei capisaldi della Dieta mediterranea, e i vini e i cocktail più adatti con le eccellenze gastronomiche Made in Italy, frutto del lavoro prezioso degli chef del Belpaese: ecco il filo conduttore del progetto che ha visto uno scambio di esperienze fra Italia e Francia. Ed è stato successo pieno per la master class sulla gastronomia e sui cocktail italiani appena realizzata in una delle più prestigiose scuole alberghiere di Parigi, fiore all’occhiello di una tradizione, quella appunto francese che, con quella italiana, rappresenta un esempio e un modello a livello mondiale.

Punte di diamante del team in trasferta in territorio francese lo chef Andrea Finocchiaro, fondatore di Ristoworld Italy, associazione di cucina e valorizzazione del made in Italy e docente di cucina in diversi istituti alberghieri tra cui l’Istituto omnicomprensivo Pestalozzi di Catania e l’ente di Formazione Eris. Accanto a Finocchiaro, giovane promessa della cucina italiana, la professoressa Anita Minardi, maître esperta nel servizio di sala, nella preparazione di cocktail, sommelier e docente anche lei alla Pestalozzi: una professionista che vanta al suo attivo specifiche competenze che abbracciano il settore scientifico, quello tecnologico e gestionale, fino agli aspetti di tutela della sicurezza alimentare per il consumatore finale. Strizzando sempre l’occhio alla sostenibilità e al rispetto per la materia prima. I due professionisti italiani hanno trascorso una settimana al prestigioso “Lycée Hôtelier Guillaume Tirel” di Parigi, primo liceo statale di Francia, per insegnare agli attenti allievi d’Oltralpe la storia, la realizzazione e la cottura della pasta, realizzando cocktail italiani da abbinare, appunto, alla “regina” della Dieta mediterranea e ai saporiti e unici taglieri di salumi e formaggi tipici del nostro Paese.

Un momento di altissima formazione reso possibile dalla convergenza di interessi culturali e strategici volti al rafforzamento costante del patrimonio culturale gastronomico italiano nel mondo, come ha sottolineato la professoressa Rosetta Cartella, delegata dell’Accademia Italiana della Cucina di Canicattì e coordinatrice territoriale per la Sicilia occidentale, trait d’union tra Italia e Francia nella ricerca dei professionisti che rappresentassero il Belpaese in questa Master Class.

Proprio tra quest’ultima e la delegazione di Parigi Montparnasse, con in testa l’attivissima delegata Laura Giovenco Garrone, promotrice di questa iniziativa, sono state inoltre organizzate diverse manifestazioni che hanno richiamato l’attenzione generale: una per tutti, le recenti tre edizioni della “Settimana Italiana della Cucina”, in calendario a novembre di ogni anno su iniziativa del ministero degli Affari Esteri, tramite le sue ramificazioni locali di ambasciata, consolato, Ice ed Enit.

«Si è trattato di un momento di alta formazione e di generale interesse per la cucina e per l’eccellenza del paniere enogastronomico italiano – commenta la delegata Garrone – che ha visto l’alternarsi di chef importanti e autorevoli interpreti della migliore scuola che unisce il rispetto per la tradizione e l’innovazione. La cucina è una delle espressioni più profonde della cultura di un Paese: è il frutto della storia e della vita dei suoi abitanti, diversa da regione a regione, da città a città, da villaggio a villaggio. La cucina racconta chi siamo, riscopre le nostre radici, si evolve con noi, ci rappresenta al di là dei confini. Ed è per questo che siamo attentissimi alla formazione e al trasferimento alle nuove generazioni di questi contenuti».

Ed è proprio questo, peraltro, il pilastro su cui si fonda l’Accademia Italiana della Cucina, associazione nata nel 1953 e dal 2003 Istituzione culturale della Repubblica italiana che, tra i più importanti scopi accademici che si prefigge, annovera quello di divulgare e tutelare il Patrimonio culturale gastronomico italiano sul territorio nazionale e, soprattutto, all’estero, attraverso le sue molteplici delegazioni presenti in tutto il mondo. Anche durante il periodo di lockdown le attività dell’Accademia non si sono fermate, come ha raccontato la dirigente Rosetta Cartella, che ha fortemente voluto la presenza dei due professionisti siciliani a Parigi e si è complimentata con loro per l’ottima riuscita dell’iniziativa, con momenti di scambio e confronto a distanza in videoconferenza ai quali hanno partecipato vari chef e relatori italiani e francesi, tra cui il presidente dell’Accademia, Paolo Petroni, la Console generale d’Italia a Parigi, Irene Castagnoli, il direttore dell’Ice, Dr. Giovanni Sacchi, oltre a migliaia di utenti.

E proprio la Console generale d’Italia a Parigi, Irene Castagnoli, non ha fatto mancare la sua significativa presenza all’istituto alberghiero del Lycée Hôtelier Guillaume Tirelin in occasione della cerimonia ufficiale di ringraziamento, durante la quale lo chef Andrea Finocchiaro e la professoressa Anita Minardi hanno incantato i partecipanti con creazioni di cucina e abbinamenti di gran classe. Il tutto sotto gli occhi vigili e compiaciuti di Roberto Ghin, direttore del Liceo.  «Sono davvero felice e soddisfatto per la presenza di Finocchiaro e Minardi che hanno conquistato tutti con la dolcezza e la professionalità – commenta il direttore Ghin –: ci saranno altri momenti di formazione che la nostra scuola porterà avanti con prestigiose realtà italiane, europee e d’oltreoceano. Abbiniamo due eccellenze mondiali, quella italiana e quella francese, nel nome della cultura e della buona cucina».

In degustazione, tra le altre prelibatezze, anche l’arancino (rigorosamente con la o, secondo la tradizione della Sicilia orientale!) e il migliore formaggio francese, abbinati allo spritz con lo champagne: una vera poesia!

«Sono entusiasta per questa iniziativa che ha visto Ristoworld Italy presente a Parigi– ha dichiarato il presidente Marcello Proietto di Silvestro –. Ringrazio lo chef Finocchiaro e la professoressa Minardi per la loro professionalità e l’Accademia Italiana della Cucina per aver reso possibile questo progetto meraviglioso che lega cuori, volti, emozioni e profumi nel nome del buon cibo italiano».

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