IMU e TASI sempre dovute in presenza di accatastamento ed effettivo utilizzo

Casa fotovoltaica

Con sentenza n.914 del 09/03/2021 la Commissione Tributaria di Agrigento ha respinto il ricorso promosso da parte di una società avverso un avviso di accertamento del Comune di Licata avente ad oggetto il mancato pagamento dell’IMU relativamente ad un fabbricato aziendale.

Il presente contenzioso traeva origine dall‘attività ispettiva della Guardia di Finanza del nucleo di Polizia economico-finanziaria di Agrigento, in seno alla quale era stata riscontrata la mancata esibizione dei modelli F24 relativi al pagamento delle imposte oggetto dell‘atto impugnato.

In particolare, a sostegno del proprio ricorso, la società lamentava l’assenza dei presupposti di imposta e la sussistenza dell’esenzione prevista dall’art. 2 comma 2 della l. 124/2013 e modificato dall’art. 13 della l. 214/2011.

La Commissione Tributaria Provinciale di Agrigento, in accoglimento delle eccezioni opposte dal Comune di Licata, assistito dagli avvocati Luigi Randazzo e Flavio Randazzo dello Studio Gierrelex, ha precisato che a differenza di quanto avviene per gli immobili strumentali iscritti tra le immobilizzazioni, gli immobili merce non concorrono alla formazione del reddito di impresa secondo il meccanismo dei ricavi e delle rimanenze e della esenzione introdotta con la legge 124/2013 modificativa dell’art.13 comma 9 bis D.L. 201/2001.

Secondo la Commissione il beneficio introdotto con l’art. 2 comma 2 della l. 124/2013 e modificato dall’art. 13 della l. 214/2011, è subordinato, a pena di decadenza, ad un’apposita dichiarazione del contribuente che intende avvalersi della c.d. esenzione IMU – per i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati-.

In primo luogo, quindi, deve trattarsi di fabbricati di nuova costruzione, ovvero, come ha chiarito il Ministero dell’Economia e delle finanze con la risoluzione n. 11/df/2013, di fabbricati oggetto di intervento di restauro, risanamento conservativo o di ristrutturazione.

I fabbricati, inoltre, devono essere destinati alla vendita dalla stessa impresa costruttrice.

Lesenzione, quindi, opera solo nel caso in cui i fabbricati siano di proprietà del soggetto che li ha costruiti (intestatario del permesso di costruire), con esclusione, pertanto, delle ipotesi in cui fabbricati di nuova costruzione siano ceduti ad altri soggetti, pur se quest’ultimi li destinino alla vendita.

La destinazione alla cessione, di norma, può ricavarsi dalla contabilizzazione dei relativi costi nell’attivo circolante tra le rimanenze e non tra le immobilizzazioni, nel cui caso si verificherebbe invece una destinazione durevole all’esercizio dell’impresa.

Ultimo presupposto è che il fabbricato non sia in ogni caso locato.

Qualsiasi utilizzazione anche temporanea del fabbricato da parte dell’impresa, infatti, fa cessare l’esenzione.

Anche qualora  si trattasse di fabbricato in corso di costruzione, come argomentato dalla ricorrente, questo sarà assoggettato a imposta come fabbricato dalla data di ultimazione dei lavori o di utilizzo, se antecedente a tale periodo (articolo 2, comma 1, lett. a) Dlgs. n. 504/1992).

Peraltro, a conferma dell’orientamento della Suprema Corte, laccatastamento del fabbricato ne fa presumere il completamento e quindi obbliga il contribuente a pagare lIMU (e la TASI) dovuta, senza doverne verificare l’effettivo utilizzo.

Analogamente la Commissione ha rigettato le eccezioni avanzate dall’odierno ricorrente in merito all’avvenuta decadenza della concessione demaniale su cui ricadeva l’immobile.

<<Il binomio possesso-soggetto in quanto connesso alla titolarità del diritto di proprietà o, in alternativa, di un diritto reale, non rileva più ai fini dell’imposizione – afferma l’avv. Luigi Randazzo – ma ora viene collegato alla funzione di godimento del bene immobile, nel caso di concessione di beni demaniali, oppure all‘assimilazione dell‘utilizzatore del bene al titolare del diritto reale sul bene stesso, nel caso di leasing>>.

La Commissione Tributaria Provinciale di Agrigento ha, quindi, rigettato il ricorso, condannando il proponente al pagamento delle spese legali in favore del Comune.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*