Campionati Europei al via l’11 giugno, la speranza Azzurra e le squadre favorite

Campionati Europei

Non c’è più tempo e spazio per pensare o provare nuovi schemi: i campionati Europei sono alle porte e con l’approssimarsi dell’inizio di questa nuova avventura, le migliori nazionali del vecchio continente affilano le armi in vista delle prime sfide. Sono tante le squadre che ambiscono al trono del Portogallo di Cristiano Ronaldo che, nell’ultima edizione (quella giocata in Francia del 2016), battendo i cugini transalpini in finale, per la prima volta nella storia della nazionale lusitana sono riusciti a salire sul tetto d’Europa e a diventare i più grandi tra i grandi del torneo continentale.

Oggi squadre come l’Inghilterra, il Belgio, la stessa Francia, proveranno a conquistare l’ambito scettro. E la nostra Italia? Negli ultimi 24 mesi, dopo la debacle delle qualificazioni Mondiali, la Nazionale guidata da Roberto Mancini è stata in grado di riconquistarsi la fiducia dei tifosi e, gradualmente, anche la stima ed il rispetto delle altre squadre, a suon di vittorie e gol. Anche per questo motivo, dietro le ben più quotate nazionali che abbiamo prima citato, troviamo – tra le varie – anche l’Italia, favorita alla vittoria finale secondo le quote Europei appena dietro le prime tre.

Trovare il favore del pronostico non sempre però equivale a vincere qualcosa. Lo sanno bene i ragazzi del Mancio che proveranno quest’anno a gettare il cuore oltre l’ostacolo e a portare a casa un trofeo che manca dal lontano 1968. Ma sarà un’impresa difficilissima questa volta. Partiamo allora con l’analisi delle nazionali favorite alla conquista del titolo europeo. Come detto, è l’Inghilterra, la nazionale dei tre leoni, a partire in pole position per questo torneo. D’altra parte, gli inglesi, nei tornei che contano, sono sempre partiti con il favore del pronostico, almeno negli ultimi venti anni, tuttavia mai portando a casa il bottino pieno.

Quest’anno il finale potrebbe essere a lieto fine per i calciatori d’oltre Manica visto che la nazionale di Sua Maestà avrà il fattore campo a proprio vantaggio. Pur giocandosi in 12 diverse città d’Europa (per la prima volta nella storia dell’Europeo non c’è un singolo o una coppia di Paesi organizzatori), l’Inghilterra disputerà in casa, a Wembley, tutte e tre le partite del girone iniziale; dovessero andare avanti, gli uomini di Gareth Southgate giocherebbero ancora in casa gli ottavi di finale, le semifinali e l’eventuale finale dell’11 luglio. Un vantaggio non di poco conto visto il calore che solo il tifo inglese sa trasmettere in questo tipo di manifestazione.

L’Inghilterra dal canto suo può vantare in campo la presenza di uno degli attaccanti più forti del momento, Harry Kane, autentica macchina da gol oggi in forza al Tottenham. Kane si prepara a strappare a forza di gol il titolo di capocannoniere del torneo, sperando nel contempo di trascinare i suoi il più lontano possibile.

Al netto di Kane, la rosa inglese vanta giocatori del calibro di Raheem Sterling (Manchester City) e Marcus Rashford (Manchester United) in attacco, i giovanissimi Mason Mount (Chelsea), Phil Foden (Manchester City) e Jadon Sancho (Borussia Dortmund) in mediana, senza dimenticare i difensori Ben Chilwell e Reece James (Chelsea) ed ancora Harry Maguire (Manchester United) e Trent Alexander-Arnold (Liverpool).

Subito dietro la nazionale dei tre leoni troviamo i diavoli rossi del Belgio, terzi nell’ultimo mondiale e autentica fucina di fuoriclasse. La punta di diamante della squadra centroeuropea è l’attaccante dell’Inter Romelu Lukaku, miglior giocatore dell’ultima Serie A. L’ex centravanti del Manchester United ha trovato in Italia il suo ambiente ideale, elemento che gli ha permesso di esplodere definitivamente e di diventare uno degli attaccanti più prolifici e richiesti del mondo.

Attualmente il Belgio è al primo posto del ranking FIFA. Oltre Lukaku, Roberto Martínez, commissario tecnico spagnolo dei diavoli rossi, può vantare su un organico di primo livello con gli esperti Eden Hazard (Real Madrid) e Dries Mertens (Napoli) in avanti, Kevin De Bruyne (Manchester City) in mediana e Thibaut Courtois (Real Madrid) a difesa dei pali.

Passiamo adesso alla Francia campione del Mondo a Russia 2018 e finalista dell’ultima edizione dei campionati europei di calcio. I galletti allenati dall’ex juventino Didier Deschamps sono al momento secondi alle spalle del Belgio nel ranking FIFA. Giocatori del calibro di Antoine Griezmann (Barcellona), Kylian Mbappé (Paris Saint-Germain), Karim Benzema (Real Madrid), Kingsley Coman (Bayern Monaco) farebbero la differenza in attacco in qualsiasi nazionale. Ebbene, Deschamps avrà il difficile compito di gestire una nazionale che in questa edizione dell’europeo sarà stracolma di campioni, tutti ansiosi di scendere in campo e di mettere la propria firma sulla coppa più prestigiosa per le nazionali del vecchio continente.

Il Ct Mancini

Oltre agli attaccanti sopra menzionati, la rosa dei Bleus potrà contare sui centrocampisti N’Golo Kanté (Chelsea) e Paul Pogba (Manchester United) e sul difensore Benjamin Pavard (Bayern Monaco). Insomma, la Francia a tutti gli effetti può essere considerata una vera e propria macchina da guerra.

L’Italia partirà dietro questi tre colossi. Anche gli azzurri potranno contare su una squadra piena zeppa di talenti e sul giusto mix tra giovani emergenti e giocatori esperti. In quest’ultima categoria si inseriscono le convocazioni di Ciro Immobile della Lazio, l’attaccante che lo scorso anno ha conquistato la scarpa d’oro in Europa, Giorgio Chiellini e Leonardo Bonucci della Juventus in difesa, ovvero i due pilastri che guideranno la retroguardia dell’Italia. Ma la nostra Nazionale farà affidamento anche su un nutrito gruppo di giovani di belle speranze, con Federico Chiesa della Juventus e Nicolò Barella dell’Inter che saranno chiamati alla consacrazione definitiva nel gotha del calcio mondiale. Il più giovane della truppa di Mancini sarà l’attaccante del Sassuolo, il 21enne Giacomo Raspadori, autentica rivelazione di questa stagione. Il centravanti bolognese si è fatto notare soprattutto nell’ultima parte del campionato. I suoi gol e le sue giocate hanno convinto Mancini a chiamarlo in Nazionale per l’avventura europea. Partirà come quinto elemento del comparto attaccanti (che, oltre Immobile, vede anche la presenza di Andrea Belotti del Torino, Lorenzo Insigne del Napoli ed il collega del Sassuolo Domenico Berardi). Tuttavia, questo non gli precluderà alcuna chance di scendere in campo vista la stima e la fiducia che il commissario tecnico azzurro nutre nei confronti del giocatore.

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