Il 10 giugno per “sinESTEsie”, on air il radiodramma di Luigi Pirandello “La paura del sonno – La buona novella”, diretto da Angelo Tosto

"La paura del sonno"

Saverio Càrzara e la moglie Fana costruiscono burattini. Il loro è un matrimonio sereno e tranquillo, anche grazie al carattere calmo di lei. Talmente calmo da tradursi in una pesantezza delle palpebre che la porta spesso a essere vittima di attacchi di sonno. Finché un giorno, cade dalla sedia come morta…  
Dalla novella pirandelliana La paura del sonno trae ispirazione l’omonimo radiodramma in programma – giovedì 10 giugno, ore 19 – nell’ambito di La buona Novella, il percorso ispirato alle Novelle per un anno di Pirandello che fa parte del nutrito palinsesto di SinESTEsie – EStensioni TEatrali, prima trasmissionedel progetto Radio Teatro Città on Web – iniziativa culturale multimediale lanciata dal Teatro della Città – Centro di Produzione Teatrale, in collaborazione con l’Università di Catania.  
Il radiodramma sarà fruibile sul sito teatrodellacitta.it, sulla pagina fb teatrobrancati e sui vari canali multimediali dell’ateneo catanese (radiozammu.it; in FM sulla frequenza 101.00 MHz; su Spotify (podcast “Sinestesie“) in video sul canale YouTube zammù tv – Università di Catania – zammù tv – Università di Catania (playlist “Sinestesie”).  
A proporre il nuovo appuntamento, sempre diretto da Angelo Tosto che è anche uno degli attori, ci saranno gli interpreti: Debora Bernardi, Filippo Brazzaventre, Alessandra Costanzo, Lorenza Denaro, Riccardo Maria Tarci. La consulenza critica, nonché l’introduzione e la presentazione sono sempre affidate al professore Fernando Gioviale, che dice:“In questo lavoro pirandelliano è evidente l’eternadialettica tra realtà e finzione tra l’ordine che vorremmo dare a un’esistenza e l’insulto che l’imprevisto ci presenta fino a sconvolgere la vita. A tutto questo si aggiunge anche qualche accenno che potrebbe sconfinare nel fantastico e che sfiora l’idea della resurrezione. La paura del sonno è, infatti, proprio la paura che si possa riproporre all’improvviso la morte apparente e tutto lo sconvolgimento che ne consegue”.  Perché se è vero che bisogna prepararsi alla morte, quando la morte sorprende in modo così repentino, la confusione è assicurata.
“Si tratta di una novella inconsueta – conclude Giovialedove c’è tutto il gusto pirandelliano e  novellistico del paradosso ma che consente, come sempre, una piccola dose di saggezza interiore così cara allo scrittore che è sempre un didatta che inserisce in ogni sua opera qualche insegnamento e dona sempre un dibattito intorno all’esistenza”.

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