Rientrate a Catania le campionesse d’Italia dell’Ekipe Orizzonte, Martina Miceli: “Una vittoria che ci ripaga dei tanti sacrifici”

Martina Miceli e Tania Di Mario con la Coppa

Sono rientrate stamattina a Catania le campionesse d’Italia dell’Ekipe Orizzonte dopo aver conquistato il loro 21° titolo battendo ieri pomeriggio a Padova, nella gara 5, le ragazze della Plebiscito Queste le dichiarazioni del presidente Tania Di Mario e del coach Martina Miceli dopo lo straordinario risultato ottenuto dalle ragazze etnee.

“Indipendentemente dalla vittoria – ha detto Tania Di Mario -, sono felice perché in questo gruppo ci sono davvero tante persone che meritano questo scudetto. A partire da Martina, per il grandissimo lavoro che ha fatto, fino a tutte le ragazze, che hanno sofferto non solo oggi ma praticamente per tutta la stagione. Non so se per chi ha deciso di ritirarsi sia veramente finita perché poi ci si può sempre ripensare, ma se fosse davvero così è bellissimo che sia finita come desideravano”.

Le ragazze esultano con la Coppa

“In pratica è come se questo scudetto l’avessimo vinto più volte – ha sottolineato Martina Miceli, ma ogni volta ci sfuggiva la partita di mano. Anche ieri stava per accadere, ma tutto questo ha sicuramente un suo perché. Negli ultimi sei mesi le nostre ragazze hanno giocato con un macigno sulle spalle e per questo sono ancora più orgogliosa di queste donne, ma lo sono davvero di tutto lo staff. Per noi sono stati tutti importanti, non voglio dimenticare nessuno ma ognuno ha fatto il suo. Dagli istruttori di Ekipe, la nostra casa, quella dove c’è sempre chi pensa a non farci mancare nulla, fino alla nostra psicologa, al nostro medico sociale, l’ufficio stampa, la nostra Aurora Coppolino, Tania, Renato e ovviamente tutta la squadra. Abbiamo lavorato ventiquattro ore al giorno e ognuno ha fatto in modo che queste ragazze diventassero donne proprio in questi sei mesi, basti pensare che qualche giorno fa gli istruttori del nostro centro sportivo sono pure venuti a incitarci e fare il tifo per noi durante gli allenamenti. Non è stato facile, ma difficilissimo e logorante. Nell’ultima settimana abbiamo pianto tutte, perché sapevamo che sarebbe stato l’ultimo allenamento, l’ultima trasferta, l’ultima partita, l’ultima volta che stavamo tutte insieme. Ecco perché le nostre ragazze avevano questo macigno addosso e per questo sono ancora più orgogliosa delle donne che sono diventate. Quello che abbiamo vissuto, come ho detto anche a loro, è stato l’inizio di qualcosa di nuovo. Ho ribadito a tutte che oggi stava a loro determinare che tipo di donne volessero diventare, per chi smette, che tipo di giocatrici volessero diventare, per chi continuerà a esserlo. Anche stavolta, anche oggi abbiamo dimostrato che, nonostante le difficoltà e malgrado il rientro in partita del Padova, non abbiamo mai smesso di crederci. Questo perché eravamo proprio convinte di vincere ed è ciò che ha fatto la differenza alla fine. Mi dispiace per le ragazze che smettono, soprattutto perché hanno dato tantissimo alla pallanuoto italiana e probabilmente in determinati casi avrebbero meritato un trattamento diverso, ma questa finale e questa vittoria le ripagano. Perché questa è la loro storia e doveva proprio concludersi così. È quel che ci siamo ripetute stamattina, quando ci siamo dette che la nostra storia l’avremo scritta noi anche oggi, pensando che quando faranno la calzetta racconteranno ai nipotini imprese come quella di ieri sera. Purtroppo per gli atleti funziona così, è accaduto anche a me e Tania. Finché servi sei osannato, quando smetti di farlo vieni messo da parte. Forse in questi casi basterebbe invece dare un po’ di attenzione anche alle persone ed è proprio ciò che abbiamo fatto noi in tutti questi mesi. Oltre a pensare all’atleta ci siamo concentrate sulla persona, per ognuna delle nostre ragazze. Questa è stata la chiave di volta che ci ha permesso di uscire dal tunnel, nel quale ci siamo ritrovate tra gennaio e febbraio”.

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