“Ciàula scopre la luna” per “La buona novella”, nuovo appuntamento il 17 giugno per “sinESTEsie” del format Radio Teatro Città on Web, on air il radiodramma di Luigi Pirandello, diretto da Angelo Tosto

"Ciaula scopre la luna"

“E  Ciàula  si  mise  a  piangere,  senza  saperlo,  senza  volerlo,  dal  gran  conforto, dalla grande dolcezza che sentiva, nell’averla scoperta, là, mentr’ella saliva pel cielo,  la  Luna…”. Ciàula scopre la luna è forse uno dei testi più poetici di Pirandello. Una novella che si è prestata perfettamente alla riduzione per radiodramma che l’attore e regista Angelo Tosto ha realizzato per la  trasmissione radiofonica e multimediale SinESTEsie – EStensioni TEatrali, nell’ambito del progetto La Buona novella ispirato alla raccolta Novelle per un anno dell’autore girgentino.

Il radiodramma pirandelliano che andrà in onda giovedì 17 giugno, ore 19 (repliche venerdì ore 13) fa parte del nutrito palinsesto del progetto Radio Teatro Città on Web – iniziativa culturale multimediale lanciata ormai due mesi fa dal Teatro della Città – Centro di Produzione Teatrale, in collaborazione con l’Università di Catania. L’appuntamento,come sempre, sarà fruibile su diversi canali multimediali: sul sito teatrodellacitta.it, sulla pagina fb teatrobrancati e sui vari canali multimediali dell’ateneo catanese (radiozammu.it; in FM sulla frequenza 101.00 MHz; su Spotify (podcast “Sinestesie“) in video sul canale YouTube zammù tv – Università di Catania (playlist “Sinestesie”).

A proporre la nuova novella, in versione radiodramma, oltre allo stesso regista Angelo Tosto, gli attori Filippo Brazzaventre, Alessandra Costanzo, Lorenza Denaro, Riccardo Maria Tarci. Saranno loro a evocare, con le loro voci, la storia del povero Ciàula che, abituato a una vita di maltrattamenti, scopre finalmente la bellezza della luna.

“Si tratta – dice il professore Fernando Giovialedi uno dei titoli più emblematici di Pirandello, da cui emerge sia il rapporto filiale e morale dell’autore con il mondo di Giovanni Verga sia il bisogno di affrancarsi da questo peso quasi insostenibile. Il testo passa dal tono realistico, duro, non consolatorio tipico del Verismo a un linguaggio più contemplativo e pervaso quasi da un misticismo consolatorio. Tutto sembra parlare di un Pirandello che cerca di risalire dai cuniculi oscuri, come da una miniera. Una vicenda che ha del poetico, che si esplica nel momento in cui questo povero spirito, abituato a vivere chiuso come se fosse in un cattivo grembo e a conoscere solo maltrattamenti, per una casualità esce epifanicamente dal suo antro oscuro, fino alla visione della Luna. E per la prima volta quest’uomo-bambino può trovare l’appagamento della commozione”.

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