SUNIA: “Il 70% del patrimonio Iacp necessita di opere di consolidamento, occorre intervenire prima che si verifichino incidenti”

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Il  70% del patrimonio Iacp di Catania necessita di interventi di consolidamento a causa della vetustà delle costruzioni in cemento, mentre l’intero patrimonio, eccetto sporadici casi, va messo in sicurezza per affrontare il rischio sismico e reso efficiente dal punto di vista energetico. Lo segnala il SUNIA di Catania, sindacato degli inquilini, che per bocca della segretaria Giusi Milazzo chiede che sugli immobili si intervenga prima che si verifichino eventi gravi e che sui progetti su cui da mesi sembra che lo Iacp stia studiando per l’utilizzo della detrazione del 110% ci sia “chiarezza e trasparenza e un coinvolgimento delle organizzazioni sindacali degli assegnatari e dei lavoratori del settore”.

Il SUNIA ha più volte sollecitato sia i vertici dello Iacp di Catania sia la Regione affinchè si cogliesse l’opportunità consentita dalle norme e, quasi a costo zero, si intervenisse per avviare un imponente piano di riqualificazione degli edifici abitativi pubblici le cui condizioni di degrado edilizio, come è stato più volte puntualizzato anche dalla Commissione parlamentare, incidono sia sulla qualità della vita dei cittadini sia sulle condizioni di disagio sociale. 

Aggiunge Milazzo: “É importante ribadire  che gli interventi di efficientamento energetico e  di messa in sicurezza dal punto di vista sismico, possano essere realizzati utilizzando il bonus fiscale del 110%, introdotto già dal 2020 e rivolto anche all’edilizia pubblica, per la quale il legislatore ha previsto che i lavori possano essere realizzati entro dicembre del 2023, concedendo così un anno di tempo in più rispetto a quanto stabilito per l’edilizia privata”.  

“Ci si aspettava che tutti gli enti gestori cogliessero l’opportunità immediatamente, ma così non è stato. – prosegue la segretaria del SUNIA- Degli interventi sui circa 200 palazzi  dello Iacp di Catania realizzati per la maggior parte nei grandi quartieri di Catania come San Giovanni Galermo e Librino  e per il resto  distribuiti sul territorio metropolitano, non è dato sapere nulla, tranne che sarà utilizzato questo sistema di finanziamento per intervenire sulle palazzine di via Rovattazzo a Giarre dopo il crollo di un balcone. Un grande progetto di messa in sicurezza non solo comporterebbe un sostanziale miglioramento del volto delle nostre periferie e della qualità della vita degli abitanti, ma si tradurrebbe in un grande piano per il lavoro nel settore edile e non solo. Non vorremmo che invece per il nostro territorio si trattasse di un’ulteriore opportunità mancata”.  

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