Nel chiostro dell’Istituto per ciechi Ardizzone Gioeni di Catania l’adattamento del regista Giovanni Anfuso della commedia “Le allegre comari di Windsor” di William Shakespeare

Un momento dello spettacolo - Foto Santo Consoli

Sono davvero allegre, imprevedibili, fortemente determinate e scaltre le comari di Windsor, nell’adattamento ed in una location davvero suggestiva, del regista Giovanni Anfuso che propone così la commedia di William Shakespeare, “Le allegre comari di Windsor”, con la produzione di Buongiorno Sicilia e Vision Sicily.

Dopo l’anteprima per autorità e stampa e le prime due rappresentazioni, l’incantevole chiostro dell’Istituto per ciechi Ardizzone Gioeni di Catania sta ospitando il frizzante adattamento del regista Giovanni Anfuso della commedia di William Shakespeare “Le allegre comari di Windsor”. Lo spettacolo in circa 1 ora e 40 minuti, propone al pubblico musica, coreografie, battute, scherzi e birbanterie e tanto movimento, il tutto grazie ad un corposo cast (17 gli interpreti sulla scena) ed a una regia che mantiene la narrazione, il divertente intreccio della vicenda, sempre a dei ritmi elevati, regalando, sorrisi, applausi e riflessioni.

Alcuni protagonisti dello spettacolo – Foto di Santo Consoli

Ricordiamo che l’opera, tra le meno valorizzate del repertorio del Bardo, fu commissionata dalla regina Elisabetta (tra il 1599 e il 1600), curiosa di scoprire l’evoluzione del personaggio di Falstaff, già presente nell'”Enrico IV” ed infatti al centro della vicenda c’è proprio un buffo e smargiasso sir John Falstaff che, alla ricerca di avventure e di denaro, invia lettere d’amore a due ricche donne maritate, la signora Ford e la signora Page che, però, scoperto l’inganno, decidono di beffarlo e punirlo gettandolo al primo appuntamento in una cesta di panni sporchi nel fiume, bastonandolo al secondo e facendolo assalire da una falsa orda di fate e folletti durante il terzo. Attorno al presuntuoso Falstaff, alle furbe comari di Windsor e ad altri buffi personaggi ruotano poi l’assurda gelosia di Mastro Ford, la furbizia di Comare Quickly, donna saggia ed ironica e che tira le fila di tutti i meccanismi dell’intreccio narrativo. Non manca poi, come in ogni lavoro di Shakespeare, l’intreccio amoroso tra la figlia della signora Page e il suo giovane e contestato spasimante. Nella pièce l’operato sottile e divertente delle allegre comari non fa altro che prendere in giro, stigmatizzare, le malefatte, la lussuria, la gelosia, la tirchieria, evidenziando infine – ieri come oggi – che tutti i personaggi amano sempre giudicare, ma non essere giudicati. Dopo una iniziale danza rinascimentale, con gli attori intenti a ballare sul grande palcoscenico come si faceva alllora, alla fine trionfa il perdono del goffo e presuntuoso Falstaff e l’amore della figlia della comare Page che potrà così sposare il suo giovane innamorato.

Liliana Randi e Valentina Ferrante – Ph: Santo Consoli

In scena, con la sapiente regia di Giovanni Anfuso, un cast davvero scatenato e che si muove su un capiente e poderoso palcoscenico (in ordine alfabetico: Angelo D’Agosta, Valentina Ferrante, Barbara Gallo, Plinio Milazzo, Luigi Nicotra, Salvo Piro, Liliana Randi, Davide Sbrogiò, Pietro Casano, Gabriele D’Astoli, Corrado Drago, Luciano Fioretto, Giulia Messina, Davide Pandolfo, Francesco Rizzo, Fabrizio Scuderi, Mattia Valenti). Il regista, gli interpreti e tutto lo staff nel chiostro dell’Ardizzone Gioeni costruiscono, danno vita, ad un vero e proprio divertissement, tra battute e scherzi, richiami alle comiche e ai fumetti, al gallismo di brancatiana memoria e tra passato e presente (pistole, biciclette e telefoni). Il tutto in un gioco dell’immaginazione, del desiderio e del più semplice del divertimento, soprattutto con la saggia presenza – per tutta la vicenda – dello stesso autore, William Shakespeare, interpretato con eleganza da Angelo D’Agosta, puntuale ed efficace nei suoi interventi. Tra gli interpreti segnaliamo poi le due comari Page e Ford che guidano il gioco degli inganni, rese con grande simpatia da Liliana Randi e Valentina Ferrante, il Falstaff pieno di sè e buffo di Davide Srogiò, la Comare Quickly di Barbara Gallo e i due mariti delle comari Page e Ford, interpretati con le loro manie e fissazioni, da Plinio Milazzo e Salvo Piro.

Ancora una scena dello spettacolo – Foto Santo Consoli

I costumi e gli elementi scenici sono di Riccardo Cappello, le musiche sono firmate da Paolo Daniele e le coreografie di Fia Distefano. Aiuto regista è Agnese Failla. Pubblico che alla fine ha lungamente applaudito attori e regista dimostrando di gradire l’allestimento e l’operazione dei produttori (Buongiorno Sicilia e Vision Sicily), gli stessi di Inferno, Odissea e Agata la Santa fanciulla. Le repliche de “Le allegre comari di Windsor” sono previste il 15, 16, 17, 18, 22, 23, 24, 25, 29, 30, 32 luglio e 1 agosto, alle ore 21.00.

“Le allegre comari di Windsor” – Anteprima e prima a Catania

di Maurizio Sesto Giordano 629 Articoli
Giornalista con esperienza trentennale nella carta stampata, ha collaborato per oltre venticinque anni col “Giornale di Sicilia”. Cronista e critico teatrale, da anni collaboratore dell’associazione Dramma.it, cofondatore nel 2005 del quotidiano di informazione www.cronacaoggiquotidiano.it. Esperto in gestione contenuti, editing, video, comunicazione digitale e newmedia, editoria cartacea, consulenza artistica, teatrale e sportiva.

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