“Non chiamatelo ragazzino” di Marco Pappalardo sul giudice martire Rosario Livatino

L’ultimo appuntamento, ma in programma ce ne sono ancora tanti, di presentazione del libro “Non chiamatelo ragazzino” sulla figura del giudice martire Rosario Livatino, scritto dal giornalista Marco Pappalardo, si è tenuto presso l’oratorio dell’istituto salesiano San Giuseppe di Pedara mercoledì 14 luglio, in serata.

Non poteva avere sede più adeguata quest’incontro, inserito nei programmi di festeggiamenti, tra fede e cultura, che la Congregazione Maria Santissima del Carmelo di Pedara in collaborazione con le tre comunità parrocchiali della Basilica pontificia minore S. Caterina Alessandrina, di Sant’Antonio Abate, di Maria Immacolata e il Comune, ha messo su per onorare la Beata Vergine del Monte Carmelo.

Perchè di un oratorio salesiano, parliamo, dove si educano i ragazzi e giovani ai valori della vita, della solidarietà e della legalità, come ha ricordato don Alfio Lucio Bruno, direttore dell’istituto pedarese; perchè lo scrittore è cooperatore salesiano, quindi siamo nella sua famiglia d’elezione dove anche ha svolto attività di insegnamento in qualità di docente di lettere in un liceo, e perchè ad animare e presentare con lettura di brani e danze sono stati proprio gli animatori e i giovani dell’oratorio animanti da don Stefano Cortesiano.

Gli interventi programmati di saluto del sindaco arch. Alfio Cristaudo e del prefetto della congregazione prof.ssa Pina Fazzio, con la moderazione della giornalista Valeria Maglia, e poi dell’avv. Giovanni Ferraù e dello stesso Pappalardo, hanno messo in risalto la figura del giudice originario di Canicattì, in provincia di Agrigento, ucciso da componenti della mafia locale – a soli 38 anni – il 21 settembre 1990 e beatificato il 9 maggio di quest’anno. Un cristiano che faceva, si è detto, com’è giusto e bene fare sempre, il proprio dovere, la propria professione, anche nel campo difficile della giustizia, a costo di rischiare la vita. Ma solo la sua, perchè non ha voluto mai essere accompagnato nei suoi viaggi da alcun parente, amico nè da agenti di scorta, per la salvaguardia della vita altrui.

Un cristiano credibile è stato il Nostro beato, come tutti i santi sono, e come ogni cristiano dovrebbe essere perchè la santità è per tutti e di tutti, se solo viviamo bene la nostra vita, nel rispetto degli altri e del creato, anche se non sempre è facile e le virtù, anche le più semplici, richiedono una eroicità non comune. Il libro, di lettura scorrevole e a portata di tutti, giovani e non giovani, potrà essere occasione di riflessioni personali e di promozione di uno stile di vita sano e all’insegna della comune fraternità della famiglia umana.

Di originale, abbiamo riscontrato la maniera di raccontare la figura del giudice protagonista del volume, edito dalle edizioni Paoline e arricchito dalle illustrazioni di un noto fumettista di Genova Roberto Lauciello: a parlare di Livatino, infatti, sono la sua città, alcuni oggetti personali, i luoghi di studio e di lavoro, i simboli della fede, fra tutti il Crocifisso che gli stava sempre davanti nella sua scrivania, e della giustizia e anche alcuni testimoni. Per concludersi, il volume, con una bella riflessione di Virginia Drago, iscritta al primo anno di Giurisprudenza, con un sogno: “di essere un giorno un magistrato come Rosario Livatino!“. 

Vincenzo Caruso

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