Il 17 luglio al Centro Zo di Catania, per “Seltz – Palco Aperto”, “Don Chisciotte e Sancio Panza, due attori soli” di e con Marcello Montalto e Alessandro Romano

"Don Chisciotte e Sancio Panza, due attori soli"

Per la rassegna Seltz – Palco Aperto di Zō Centro culture contemporanee di Catania, negli spazi esterni di SpiaZō, sabato 17 luglio spazio al teatro con lo spettacolo “Don Chisciotte e Sancio Panza, due attori soli” di Montalto e Romano, liberamente ispirato al romanzo di Miguel de Cervantes con Marcello Montalto e Alessandro Romano che curano anche adattamento e regia.

Il leitmotiv di questa folle vita sembra essere, oggigiorno, la continua barbarica lotta dell’uno contro l’altro per superare le difficoltà ed emergere. Ma davanti a questo “cannibalismo competitivo” non tutti resistono. Ci sono individui più sensibili, esposti, onesti che tale spietato meccanismo rende muti, impotenti. Come i due protagonisti della rappresentazione, che derubati della loro integrità a causa delle ingiustizie subite, sono costretti a diventare entità vagabonde, emarginati dalle leggi del tempo. E usano, quale arma per ribellarsi, la forza della parola e del gesto, scegliendo così di raccontare una storia. Quella di un uomo pazzo, che accompagnato dal suo “prode scudiero” Sancio Panza, ancora più pazzo, decise di mettere tutto sé stesso al servizio della giustizia, seppur perdendoci gran parte dei suoi denti.

Montalto e Romano: “Don Chisciotte, il primo che in tempi così meschini si dedicò all’esercizio delle armi erranti”. Cosi Cervantes presentò l’hidalgo spagnolo Alonso Quijana, morbosamente appassionato di romanzi cavallereschi. Quanto ai tempi meschini, nella cosiddetta “nostra epoca contemporanea”, essi non sembrano essere per nulla tramontati. Ma vale davvero la pena, in questi anni apparentemente così poco lucidi, ergersi a paladini contro le ingiustizie, o è tutto inutile, è solo una lucida follia? Nel corso dell’adattamento del testo, realizzato come fosse un lavoro di sartoria, spontaneamente si è dipanata la tela sulla quale abbiamo “montato” i vari quadri dello spettacolo. Ecco allora che Don Chisciotte e Sancio Panza sono due attori soli, che sul palcoscenico della vita (nel nostro caso una discarica, metafora di ciò che sta al limite della discriminazione sociale), giocano a raccontare una storia. Cosi come nel romanzo dello scrittore spagnolo un branco di pecore e montoni diventa, agli occhi del Cavaliere dalla Triste Figura, un innumerevole esercito schierato, ecco che nel nostro gioco una gruccia può diventare una spada, un giubbotto una corazza, e un’ombra un mulino a vento”.

Info: Ingresso: € 10,00. Prenotazione obbligatoria ai numeri 095.8168912 (dalle 10 alle 13.30) e 328.1742045 (whatsapp dalle 15 alle 18). Prenotazioni per cenare al 392 544 8183. Indirizzo: Zō Centro culture contemporanee, Piazzale Rocco Chinnici, 6 – 95129 – Catania.

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