Serata con proiezione, all’Arena Adua di Catania, il 20 settembre, per il film “Milena, la luna” di Giuseppe Lazzaro Danzuso

Il film

“Questo film, come la sua protagonista, è una maravigghia, un po’ miracolo e un po’ freak: da spettacolo teatrale che doveva essere, ha mutato genere ed è stato girato in tempi risicatissimi e con modalità funamboliche, diventando ciò che poteva essere, non quel che avremmo voluto che fosse”. Lo ha detto il regista Giuseppe Lazzaro Danzuso a Marzamemi dove Milena, la luna, mediometraggio di quaranta minuti incentrato sulla figura di un trans di San Berillo, il quartiere catanese della prostituzione, è stato presentato martedì in anteprima nell’ambito del Festival internazionale del Cinema di Frontiera. Tra gli applausi del pubblico, che ha espresso i medesimi consensi l’indomani nel corso di Corti in cortile, dove, viste le richieste, è stato necessario improvvisare una doppia proiezione.  Ma prima l’assessore Barbara Mirabella ha consegnato un premio speciale alla festeggiatissima Alessandra Cacialli. Nel Palazzo della Cultura è stato annunciato che il film potrà essere visto ancora, sempre a Catania, il 20 settembre a partire dalle 19.15 nell’Arena Adua, in una serata a inviti, con successivo ingresso gratuito fino a esaurimento posti. E sarà l’occasione, ha detto il regista, per “annunciare una nuova avventura”.

Corti in Cortile, da sinistra, Giuseppe Lazzaro Danzuso, Barbara Mirabella, Davide Catalano – Foto di Santo Consoli

Lusinghieri giudizi sono stati espressi su Milena da Nello Correale e Davide Catalano, patron, rispettivamente, delle rassegne di Marzamemi e Catania.

“All’inizio – ha detto Correale – ero perplesso perché certe tematiche rischiano di creare nello spettatore un ricatto emotivo: l’argomento è importante e dunque deve interessare. Invece il valore di questo film sta nell’aver saputo amalgamare diversi linguaggi con una naturalezza impressionante. Ed è questa una peculiarità della cinematografia contemporanea, che mescola forme letterarie e teatrali, cinema impressionista ed espressionista e anche un certo documentarismo”.

“Un’opera cinematografica – ha aggiunto Catalano di forte impatto introspettivo. Gli attori sono riusciti a tirar fuori sentimenti profondi e il regista li ha messi insieme creando qualcosa di magico, capace di lasciare un ricordo profondo. E triste. Bravissima Debora Bernardi, che ha saputo lavorare sul personaggio descritto in una sceneggiatura complessa, difficile. Una grande interpretazione, la sua, come quella di Aldo Toscano”. 

Le dichiarazioni di Davide Catalano su “Milena, la luna”

Negli incontri è stato sottolineato inoltre come Milena, la luna sia il pilot di una trilogia sui “nuovi vinti”.

“Con un riferimento diretto – ha detto Aldo Toscano, che nel film interpreta il Professore – a Giovanni Verga, il quale, narrando nei cinque romanzi del ciclo la lotta per l’esistenza, così definiva chi nella vita non era riuscito a realizzare le proprie aspirazioni. Dai luppini di Padron ‘Ntoni a oggi, la situazione di marginalità economica, di degrado, rimane elemento di penalizzazione sociale e culturale, vissuta non solo a Catania, non solo nel Sud, ma anche nelle periferie delle grandi città del centronord”.

“Il tema della deprivazione culturale – ha aggiunto Debora Bernardi è centrale nel testo, pieno di sofferenza e poesia, scritto da Giuseppe Lazzaro Danzuso. Milena non ha potuto conoscere la bellezza del mondo attraverso lo studio. E si lega al suo amante, il Professore, che definisce uno gentile, perché le dona i milioni di parole di un vecchio dizionario, ma anche l’incanto della musica di Vincenzo Bellini. E poesie capaci di mutare il pisciatoio di San Berillo, in una casa”.

Apprezzato anche il documentario sul backstage del film, realizzato dal giovanissimo filmaker Giacomo Seminara, in cui si sottolinea come un altro tema centrale di Milena sia quello della sorte: non c’è colpa nel nascere in un corpo sbagliato, sulla sponda sbagliata del Mediterraneo, al Sud invece che al Nord, in periferia piuttosto che nel centro di una città. O in una famiglia sbagliata perché troppo povera o mafiosa. Voltarsi dall’altra parte o urlare è semplicissimo. Ma ci fa perdere la principale caratteristica della persona umana, non a caso definita umanità. Quella che porta a cercare ciò che unisce, non ciò che divide, valorizzando le differenze e combattendo le diseguaglianze.

Debora BernardiFoto di Santo Consoli

La sinossi del film

Milena ha una lunga vita di sofferenza alle spalle, visto che è nata, lei profondamente donna, in un corpo sbagliato. E in una famiglia anch’essa sbagliata, perché troppo povera. E in un luogo sbagliato, la Sicilia dei vinti. Il destino l’ha condotta a non poter più fischiare o baciare, mutilazione che la angoscia. Eppure Milena riesce ancora a provare gioie e slanci commoventi.  In una stanza di quello che definisce il pisciatoio di Catania, ossia San Berillo, orrido e sublime quartiere della prostituzione, vive nel ricordo del Professore. È lui l’amante che le ha fatto conoscere, attraverso un vecchio dizionario, la potenza delle parole, capaci di mutare il mondo. E che, conducendola nel tempio della musica, il Teatro Bellini, l’ha iniziata alla bellezza salvifica dell’Arte. Non vuol essere più una maravigghia, una freak, Milena, ma, colma di dignità nonostante gli affronti della sorte, sogna d’essere, come amava dire il Professore, “semplicemente un essere umano”. E danza alla luce della luna, immaginandosi circondata da nipotini.

Interpreti e realizzazione

Oltre a Debora Bernardi, la protagonista, ad Aldo Toscano nel ruolo del Professore e ad Alessandra Cacialli, in uno straordinario cameo, gli altri interpreti del film sono Dora Marchese, Marcello Motta, Giuseppe Privitera, Aldo Seminara e Gianni Vinciguerra. Con Antonio Fisichella. Ci sono poi le donne che hanno accettato di farsi filmare sulle sedie bianche su cui, a San Berillo, si accomodano prostitute e trans: la giornalista Flaminia Belfiore, la presidente delle guide turistiche Giusy Belfiore, la cantante folk Simona Di Gregorio, la regista Monica Felloni e ancora Anna Palmisano, medico e Lorena Russo e Giusy Sicari.

Costumi, musiche e parte tecnica. I costumi del film sono di Liliana Nigro, le musiche originali di Giancarlo Lazzaro Danzuso, mentre la Casta Diva di Vincenzo Bellini è eseguita al pianoforte dalla concertista Ketty Teriaca. Per quanto riguarda la parte tecnica, il direttore di produzione è Francesco Scuderi, quello della fotografia Francesco Caudullo e a firmare montaggio e postproduzione è Mel Pappalardo. Da citare poi gli operatori alla macchina, Fabrizio Rizzo e Giacomo Seminara, l’operatore gimbal, Daniele Corbino, il fotografo di scena, Santo Consoli e ancora il gruppo make up, sartoria e costumi, formato da Serena Amarù, Giordana Fichera, Chiara Viscuso, Serena Siclari, Grazia Nicosia e Giuseppe Adorno.

Istituzioni e organismi

Poiché Milena, la luna è stato realizzato come opera di volontariato per il suo significato sociale. vanno ringraziati Istituzioni e organismi che hanno sostenuto il film: Accademia di Belle Arti di Catania, Catania Film Commission, Cgil Catania e Musa, azienda agricola Bronte. Ringraziamenti per la collaborazione anche a Polizia di Stato, Questura di Catania, Servizi Cimiteriali e Polizia municipale del Comune di Catania, e Teatro Massimo Bellini.

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