Omaggio di Antonio Caruso a Franco Battiato con “E ti vengo a cercare”, il 22 settembre al Giardino di Scidà, a Catania, per il Centro Magma

Antonio Caruso e Franco Battiato- "E ti vengo a cercare"

Dopo la serata “Semplicemente, Dante”, lettura di canti scenti della Divina Commedia, il Centro culturale e teatrale Magma, diretto da Salvo Nicotra, nell’ambito della programmazione estiva, presenta domani, mercoledì 22 settembre alle ore 21.00 al Giardino di Scidà, in via Randazzo 27, a Catania, “E ti vengo a cercare”, omaggio al cantautore, compositore, musicista Franco Battiato tra i versi delle sue canzoni, con Antonio Caruso. Assistenza tecnica di Donatella Marù.

Una serata tutta da gustare, tra i brani ed i versi del cantautore, artista a tutto tondo, Franco Battiato, voluta fortissimante dall’attore, regista e autore Antonio Caruso. Una serata speciale, dal significato particolare e che lo stesso Antonio Caruso racconta.

Locandina

“Bob Dylan nel 2016 – momento in cui gli fu assegnato il premio Nobel per la Letteratura- dichiarò che le canzoni –sottolinea Antonio Caruso non si leggono, si cantano. Personalmente ritengo parzialmente errata questa affermazione. Ci sono canzoni che funzionano proprio grazie alla con-fusione di musica e parole. Separando le une dalle altre il tutto risulterebbe altamente penalizzato. Non tutte le canzoni però sono uguali. Ci sono canzoni che vanno al di là dell’ambito stesso della canzone. Canzoni che contengono parole che parlano anche nei silenzi, con testi così potenti da uscire dal recinto della musica che li contiene e andare oltre le note. Pensi a certe canzoni, appunto, di Bob Dylan ma anche per restare in Italia, di Fabrizio De Andrè, di Lucio Dalla… e si potrebbe continuare con tutti quei cantautori poeti che meriterebbero il Nobel più che alla letteratura, alla lettera-dura, tanto pesanti, pregnanti e incisive risultano essere le parole delle loro canzoni. Per tornare a Bob Dylan e alla sua dichiarazione, la mia risposta è , le canzoni si leggono, non tutte, ma alcune sì. Si leggono per permettere di viverle oltre i confini della partitura e scoprire le cose ignote, respirarle citarle e recitarle. Poi ci sono canzoni speciali con testi speciali per permettere occasioni speciali. Poi ci sono cantanti speciali e Franco Battiato appartiene alla categoria dei cantanti speciali. L’artista è un privilegiato, ma solo nella misura in cui la sua arte diventi strumento per ottemperare alla personale evoluzione come uomo e non soltanto  per realizzarsi professionalmente”. Nel 1990 studiavo recitazione, – continua – poi morto mio padre e rimasi folgorato, compresi profondamente quanto il teatro potesse essere molto più del teatro stesso. Il teatro divenne così lo strumento ideale per la mia personale ricerca verso altro. Mentre allo stesso modo compresi che il disegno, che tanto prima del teatro era stato il mio strumento di comunicazione, assumeva il carattere di canale privilegiato per la meditazione.  A teatro cominciai i miei esercizi strani nei primi laboratori, la telepatia, l’energia, le comunicazioni oltre la logica e la mente. Di Franco Battiato sentivo già parlare tanto. Ma lo ascoltavo poco, c’è un tempo per tutto ed ancora non ero pronto. Nel 2003 firmai la regia di Così è se vi pare di Pirandello per una compagnia teatrale di Riposto. Battiato, amico di alcuni della compagnia, venne a vedere lo spettacolo assieme a Manlio Sgalambro e lo apprezzò tanto.  In quel periodo mi limitavo ad ascoltare solo i brani più famosi, ma arriva il momento per ogni cosa. Dal 2010 cominciai ad ascoltare con attenzione i brani, cominciai a divorarli uno dopo l’altro. Poi arrivò la sera del 21 gennaio 2016, l’aneurisma cerebrale, i sette giorni di coma, il viaggio fantastico oltre tutto. Sono stati i giorni dell’abbraccio, della presenza e dei messaggi del Supremo. E sono stati giorni in compagnia di quella musica che fino a qualche ora prima dell’aneurisma ascoltavo: le esecuzioni di Ludovico Einaudi e le canzoni di Franco Battiato. Ludovico Einaudi è stato la colonna sonora protagonista di tutti i miei esercizi di meditazione-teatrale e di alcuni miei spettacoli sin dal 2012. Non so per quale motivo nei giorni del coma – di cui ricordo tutto – la mia energia fosse in compagnia con le sonorità di Einaudi e Battiato. Presumo che la mente abbia voluto ricostruire delle atmosfere vissute. Presumo, perché dato il mio viaggio andato oltre l’umana logica, tutto in realtà è possibile. Per quanto riguarda Battiato, certe immagini e certi pensieri li ho ritrovati proprio nell’Eden in cui ho vissuto in quei sette giorni. Mi hanno fatto compagnia canzoni come E ti vengo a cercare, L’ombra della luce, La cura, Gli uccelli, Stati di gioia, ecc.”.

“La serata al Giardino di Scidà – conclude Caruso – avrà un taglio personale, perché personale sarà la scelta dei brani letti ed ho scelto il Battiato più spirituale e più vicino a me rispetto al Battiato popolare, anche se operare in lui la divisione in modo netto è molto difficile, perché anche i brani popolari contengono messaggi spirituali. La serata è il modo a me più congeniale per esternare tutta la mia gratitudine a Franco Battiato”.

La serata, che prevede un ingresso di Euro 5,00, si svolgerà nel rispetto delle norme anti Covid-19, sarà necessario esibire la propria Certificazione verde (Green Pass) in corso di validità, fornire le informazioni richieste e prenotare tramite posta elettronica (prenota.mgm@libero.it) indicando i dati anagrafici e un recapito telefonico o indirizzo di posta elettronica di ciascun prenotando, sarà obbligatorio indossare correttamente la mascherina e mantenere il distanziamento. Info: 333. 3337848.

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