Dal 15 al 17 novembre, alla Sala Futura di Catania, in scena “Eppideis” di Rosario Palazzolo con Silvio Laviano

Silvio Laviano in "Eppideis" - Foto Antonio Parrinello

Dal 15 al 17 novembre alla sala Futura di via Macallè del Teatro Stabile di Catania va in scena “Eppidais” di Rosario Palazzolo con Silvio Laviano nel ruolo femminile della protagonista Gioni. Voci fuori campo di Cosimo Coltraro, Manuela Ventura, Viola Palazzolo e dello stesso Rosario Palazzolo. Si tratta del debutto siciliano prima delle tournée già in programma a Genova e Milano a fine mese.

“Una produzione – commenta la direttrice Laura Sicignano che per noi si pone nell’ambito del progetto di valorizzazione della nuova drammaturgia siciliana, tra i principali percorsi di rinnovamento artistico che abbiamo perseguito in questi anni: Rosario Palazzolo è, infatti, uno degli autori contemporanei dell’isola che produciamo già dal 2019. In questo caso il suo lavoro vede l’interpretazione del catanese Silvio Laviano, talento della città dal significativo curriculum nazionale. Eppideis è tra gli spettacoli con cui inauguriamo e rafforziamo l’identità della neonata Sala Futura, la cui Stagione  Numero Zero ospita una programmazione innovativa e sorprendente”.

Note sullo spettacolo

Gioni è una ragazzina di tredici anni, felice, solare, oltremodo empatica, che vive nel mondo edulcorato e scintillante dei meravigliosi anni Cinquanta, dentro la cornice immaginifica del telefilm Happy Days. Però è una bugia.
Perché questo mondo è una ricostruzione minuziosa di ciò che sogna, ché a suo parere gli anni Cinquanta sono stati gli anni migliori, quelli in cui tutto poteva accadere, e poi in effetti accadeva.
Adesso non più, perché Gioni, in realtà, vive in un futuro distopico in cui la morte è stata debellata, e così propone situazioni esistenziali funzionali, al fine di trovare una strada, pure un buco di strada, un buco in un buco di strada in cui gridare il suo dolore. Perché anche la sua felicità è una bugia.
Per cui, non le rimane che immaginare, progettare, entusiasmarsi, ballare, ridere, urlare, raccontare, ritrattare, semplificare, sbaragliare, minacciare, e ribadire fino in fondo, senza mai raggiungerlo.
Il tutto con una lingua corrotta, personalissima, traboccante di ironia. E poi la musica, che è un gioco nel gioco, un calcio col calcio, un urlo dell’urlo.

Note dell’autore Rosario Palazzolo
“Eppideis è uno spettacolo atipico, forse il più atipico dei miei spettacoli atipici, e ciò principalmente perché offre la mia versione scritta, detta, rappresentata del fallimento inteso come fallimento della creazione artistica, intesa come realtà, intesa come l’insieme dei dispositivi narrativi che adoperiamo per restare in vita nel mentre che moriamo, e del resto Eppideis, in greco antico significa Apprendimento, e l’apprendimento genera la consapevolezza, e la consapevolezza non può che determinare una fine, e sarà la fine della rappresentazione, in questo caso, e perciò mi sporgerò inesorabilmente verso un me stesso ipotetico, e contesterò l’invenzione, travalicherò la catarsi, soprattutto quella indotta o mitigata dalla comprensione piena delle cose, ché le cose, per come le sento io, sono formule esistenziali stridenti, traboccanti di poco, che provano a stabilire connessioni fragilissime e disincantate con la realtà, e con chi, nella realtà, intenda girare nella giostra del dubbio insieme al personaggio sulla scena, immedesimandosi in lui, interrogandosi sulla sua ricerca, per poi giudicarla, boicottarla, irriderla, piantarla su una croce qualsiasi, e tornarsene a casa, con quel bel tipico peso alla bocca dello stomaco. E in effetti, ciò di cui andiamo alla disperata ricerca, quello che più agogniamo, è una specie di alter ego sciagurato a cui far vivere le peggiori peripezie, col patto che ci lasci tutta la meraviglia”.

La scheda

Eppideis

testo e regia Rosario Palazzolo
con Silvio Laviano
con le voci di Cosimo Coltraro, Manuela Ventura, Viola Palazzolo e Rosario Palazzolo 
scene e costumi Mela Dell’Erba 
musiche originali e effetti sonori Gianluca Misiti 
luci Gaetano La Mela
assistente alla regia Gabriella Caltabiano
produzione Teatro Stabile di Catania

Si ringrazia l’Associazione culturale Peppino Impastato di Salemi

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