Una pergamena ricordo per i donatori periodici dell’Advs Fidas Catania

I donatori di sangue possono donare fino a 70 anni di età. Li abbiamo visti, nell’Aula Consiliare di Palazzo degli Elefanti, a Catania, in un pomeriggio di pioggia – giovedì 25 Novembre 2021 – ritirare una pergamena a ricordo dei tanti anni di donazioni di sangue e di solidarietà trascorsi a favore delle necessità degli ospedali catanesi per la terapia dei pazienti emoglobinopatici, delle sale operatorie e delle urgenze. Un’iniziativa, questa dell’Advs Fidas Catania, probabilmente la prima del genere perché è solo da poco tempo che i donatori periodici di sangue possono donare fino a  70 anni.

Abbiamo trovato uno spiraglio nel testo dell’ultimo decreto ministeriale  su “Disposizioni relative ai requisiti di qualità e sicurezza del sangue e degli emocomponenti” del 2 novembre 2015 – ha dichiarato il direttore sanitario associativo Vincenzo Caruso – e così, se i donatori, al compimento di 65 anni, stanno bene in salute, soprattutto dal punto di vista cardiovascolare, e condividono con il medico la scelta di continuare le donazioni di sangue, ecco che siamo andati avanti, con l’attento monitoraggio dei parametri ematici, e siamo arrivati ai 70 anni di età, con grande soddisfazione per alcuni e con dispiacere di non poter più continuare per altri ”.

Una quindicina di donatori periodici dell’Advs Fidas, quelli premiati, hanno al momento chiuso il capitolo delle donazioni di sangue, ma è necessario, come ha ribadito il presidente Advs Fidas Catania e della Fidas Sicilia Salvatore Caruso, che bisogna invertire la rotta  rispetto al calo progressivo dei giovani donatori e all’invecchiamento dei donatori riscontrati in questi ultimi decenni. Occorre un ricambio generazionale assolutamente indispensabile ad evitare di rimanere a corto di sangue nei prossimi anni, un necessario passaggio di testimone, e questo in tanti lo stanno facendo, da un donatore che si stoppa per età o sopravvenuta patologia a un donatore giovane, spesso figlio, figlia o nipote – è la testimonianza, l’esempio, il clima di solidarietà e di donazione che si fa respirare in famiglia che avvicina tanti giovani; ma occorre soprattutto un coinvolgimento di altri, e tanti, giovani sin dall’età dell’adolescenza o anche prima per acquisire la consapevolezza del grande bisogno di sangue della medicina d’oggi da una parte e dall’altra dalla responsabilità e l’impegno personale di ciascuno di essere protagonista di un gesto di solidarietà che dà sapore alla vita e che la rende bella e sana.

La cerimonia si è svolta alla presenza del presidente del consiglio comunale Giuseppe Castiglione, del direttore del Centro Trasfusionale del Garibaldi Santi Sciacca, del presidente provinciale dell’ANCRI Giuseppe Adernò, della presidente regionale Fratres Palmina Liliana Dipasquale, del dirigente del Centro regionale sangue dell’Assessorato alla Salute Luisa Ventura e di Elvira Amato in rappresentanza dell’ Atog (pazienti con talassemia dell’ospedale Garibaldi.

E’ stata ribadita la disponibilità delle istituzioni a sostegno delle varie iniziative di salute e di promozione della donazione di sangue, la collaborazione esistente tra i vari gruppi di volontariato del sangue nell’unico obiettivo del raggiungimento dell’autosufficienza sangue in Sicilia,  la sicurezza dei centri prelievo di sangue, in ospedale o nelle associazioni ed autoemoteche non avendo avuto in questa pandemia alcuna diffusione del coronavirus tra i donatori grazie alle misure di prevenzione adottate, la bella notizia che l’Advs Fidas catanese ha raggiunto in questi giorni le 2000 unità di sangue e plasma donate dall’inizio dell’anno.

V.C.

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