Al “Verga” di Catania la follia necessaria di “Enrico IV” di Luigi Pirandello con un istrionico Sebastiano Lo Monaco, regia di Yannis Kokkos, per lo “Stabile” etneo

"Enrico IV"-Sebastiano Lo Monaco- Foto di Tommaso Le Pera

Un Pirandello emoziona e fa riflettere sempre. E’ accaduto anche stavolta al “Verga” di Catania, per la stagione dello “Stabile” etneo, con “Enrico IV”, in scena dal 30 novembre al 9 dicembre, con l’accattivante regia e scena di Yannis Kokkos e la camaleontica e convincente interpretazione, nel ruolo del titolo, di Sebastiano Lo Monaco, coproduzione Associazione Sicilia Teatro, “Biondo” di Palermo, “Stabile” di Catania e “Stabile” del Veneto. “Enrico IV” di Luigi Pirandello, dramma in 3 atti, scritto nel 1921 e rappresentato per la prima volta nel 1922 al Teatro Manzoni di Milano, è considerato il capolavoro teatrale di Pirandello insieme a “Sei personaggi in cerca di autore” e rappresenta uno studio sul significato della pazzia e sul tema caro all’autore del rapporto tra personaggio e uomo, finzione e verità.

Una scena dello spettacolo

Il protagonista della vicenda, Enrico, si è immedesimato nella maschera che incarnava durante una parata in costume a cavallo, vent’anni prima: una caduta, un trauma cranico ed ecco la figura da burla diventare l’autentico Enrico IV di Germania. Poi, segregato in un palazzo arredato ad hoc, l’uomo è rinsavito, ma rifiutando la mondanità non ha svelato a nessuno la propria condizione fino a che il nipote, fidanzato di Frida, figlia della Marchesa di cui forse Enrico era invaghito, gli ha condotto un medico, per guarirlo. Quella vita, quegli anni, gli sono stati rubati e un rancore profondo innerva le corde recitative del preteso “folle” che recita nella prima parte dello spettacolo. I visitatori, indossando abiti moderni, entrano in scena, ma la Marchesa Matilde con la figlia Frida, con i rispettivi amanti, il Barone Belcredi e il Marchese di Nolli e guidate dal Dottor Genoni, raffigurano gli emblemi di una società stupida e vuota. Per Enrico, la follia è l’unica finzione possibile e quindi si trasforma in un eccentrico buffone per farsi beffa dell’ipocrisia borghese.

Enrico IV è vittima non solo della follia, prima vera poi cosciente, ma dell’impossibilità di adeguarsi a una realtà che non gli si confà più stritolato nel modo di intendere la vita di chi gli sta intorno e sceglie quindi di “interpretare” il ruolo fisso del pazzo. Alla fine Enrico IV, vendicatosi del suo rivale, dal suo trono chiama a raccolta tutti coloro che lo circondano e che lo assecondano fingendo, sussurrando: “Ora sì, per forza. Qua insieme… e per sempre!”.

Presentazione “Enrico IV”

L’intrigante regia di Yannis Kokkos strizza l’occhio al moderno, con una scenografia che presenta un camerino teatrale dove si cambiano d’abito i protagonisti, la scalinata del trono e dei dipinti dove spicca un primo piano di Enrico IV/Lo Monaco. Sull’intera scena poi incombe un orologio elettronico che scandisce l’ora in tempo reale e altri agganci al moderno sono rappresentati da un rivoltella (usata dal protagonista nel finale per vendicarsi del suo rivale Belcredi) – invece dell’originale pugnale – e dall’uso del video del dottor Genoni che illustra così il profilo, il percorso medico, del malato Enrico IV.

I protagonisti in scena

Applausi convinti e reiterati alla fine da parte del pubblico per lo spettacolo – due atti di circa due ore – e soprattutto per la solita, straordinaria, prova d’attore di Sebastiano Lo Monaco che continua la sua ricerca nel mondo pirandelliano, affrontando il tema della follia così come aveva fatto in “Il berretto a sonagli” e “Così è, se vi pare”. Lo Monaco in scena è accompagnato da una compagnia che ben lo asseconda, formata da Rosario Petix, Mariàngeles Torres, Claudia Mazzenga, Luca Iacono, Sergio Mancinelli, Francesco Iaia, Giulia Tomaselli, Marcello Montalto, Gaetano Tizzano, Tommaso Garrè. I costumi sono di Paolo Mariani, le musiche di Dario Arcidiacono, le luci di Jacopo Pantani.

Testo e rappresentazione di grande suggestione e che ancora una volta fa apprezzare le tematiche, lo stile, il continuo ragionare sull’essere e sull’apparire, sulla ragione e sulla follia del grande Pirandello.

Scheda

“Enrico IV” di Luigi Pirandello

Regia Yannis Kokkos

con Sebastiano Lo Monaco,
Mariàngeles Torres, Claudio Mazzenga, Rosario Petix, Luca Iacono,

e con Sergio Mancinelli, Francesco Iaia, Giulia Tomaselli, Marcello Montalto,
Gaetano Tizzano, Tommaso Garrèscene Yannis Kokkos
Costumi Paola Mariani
Musiche Dario Arcidiacono
Luci Jacopo Pantani
Collaboratrice artistica Anne Blancard
Aiuto regia Stephan Grögler
Aiuto scenografo Cleo Laigret

Produzione Associazione SiciliaTeatro, Teatro Biondo di Palermo, Teatro Stabile di Catania, Teatro Stabile del Veneto

di Maurizio Sesto Giordano 675 Articles
Giornalista con esperienza trentennale nella carta stampata, ha collaborato per oltre venticinque anni col “Giornale di Sicilia”. Cronista e critico teatrale, da anni collaboratore dell’associazione Dramma.it, cofondatore nel 2005 del quotidiano di informazione www.cronacaoggiquotidiano.it. Esperto in gestione contenuti, editing, video, comunicazione digitale e newmedia, editoria cartacea, consulenza artistica, teatrale e sportiva.

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