Il 13 febbraio, al “Metropolitan” di Catania, Turi e Federica Amore omaggiano il teatro di tradizione con “L’eredità dello zio canonico” di Russo Giusti

Turi e Federica Amore

Terzo appuntamento con la “Nuova Compagnia Sipario”, diretta da Turi e Federica Amore che domenica 13 febbraio, alle ore 18.00, sul palco del Teatro Metropolitan per la XII rassegna Antonio De Curtis 2021/22 metterà in scena “L’eredità dello zio canonico”, un classico della drammaturgia siciliana scritto da Antonino Russo Giusti e diretto da Turi Amore nei panni del protagonista. “È uno dei testi più conosciuti del nostro teatro di tradizione-dichiara Turi Amoreed ho deciso di dirigere lo spettacolo nel pieno rispetto della volontà dell’autore e senza stravolgimenti, che snaturerebbero il testo e potrebbero sconvolgere anche le aspettative del pubblico puntando però ad un ritmo veloce e dinamico dei dialoghi per tutta la messa in scena”. La storia, diventata nel 1934 anche un film per il grande schermo interpretato da Angelo Musco e Rosina Anselmi, racconta tra equivoci e gag la disperazione del nipote del canonico che morto lo zio, dopo aver dedicato la sua vita a quella del religioso, si aspetta l’eredità che non arriva per un banale ritardo nella consegna di un plico scatenando una serie di esilaranti incomprensioni. Tre atti in cui Turi e Federica Amore, insieme agli attori Franco Colaiemma, Mirella Petralia, Carmela Trovato, Nuccio Nicastro, Luca Micci, Franco Leontini, Saro Pannofino, Gianni Fontanarosa, Adele Ferlito e Luca Nicolosi, danno vita a quel “naturalismo comico” che tra grottesco e surreale a distanza di cento anni dal debutto diverte ed incanta nonostante lo scorrere del tempo.

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