Ottava Assemblea elettiva Cia Sicilia Orientale il 18 marzo Hotel Le Dune

Affronterà la crisi economica globale, il caro energia, il caro bollette, il raddoppio dei  costi  delle materie prime, ma anche le vecchie e nove sfide legate all’innovazione   delle filiere produttive,  lo sviluppo sostenibile, le nuove strategie per le imprese agricole, l’ottava Assemblea elettiva congressuale della CIA Sicilia Orientale che si terrà, venerdì  18 marzo, a Catania,  all’hotel Le Dune di viale Kennedy, a partire dalle 10.

Una lunga giornata di lavori, nel corso della quale verranno eletti i nuovi vertici provinciali. Saranno presenti, tra gli altri, Il presidente nazionale Dino Scanavino, la Giunta provinciale al completo con il presidente Giuseppe Di Silvestro.

Tra i temi centrali, il ruolo dell’agricoltura nella prospettiva dello sviluppo sostenibile, dell’innovazione che guardi al legame con il territorio, alle filiere, al nuovo rapporto con il mercato delle imprese che puntano sempre più su qualità e “made agroalimentare in Italy”. Ma anche le questioni più cogenti a livello internazionale,  i rincari di materie prime, il caro bolletta con un raddoppio del costo energia e del costo gasolio agricolo.  “Servono politiche agricole che rimettano al centro la questione dell’autosufficienza alimentare,- anticipa Dino Scanavino- che incentivino le produzioni. Così come servono interventi governativi per ridurre i costi dell’energia. Infine, dobbiamo parlare di più e meglio con la grande distribuzione.  Dobbiamo stare molto attenti perché ne vale di tutto il nostro settore e tutte le nostre filiere. Dobbiamo salvaguardare assolutamente i nostri prodotti, i nostri agricoltori e il nostro brand Made in Italy.

Oggi nel mondo si deve saper coniugare produttività, competitività e sostenibilità, salvaguardando, al tempo stesso, la biodiversità e la ricchezza dei diversi sistemi agricoli – territoriali planetari. Il sistema produttivo del futuro, dovrà essere efficiente sotto il profilo delle risorse, sostenibile e competitivo. È la crescita inclusiva, che prevede investimenti e partecipazione delle persone, mediante livelli d’occupazione elevati e di qualità, per sostenere lo sviluppo socio economico delle aree rurali. Anche questo è un ambito su cui l’agricoltura è chiamata a svolgere un ruolo da protagonista essendo un settore che fornisce un importante contributo in termini di PIL e di posti di lavoro. Per consentire agli agricoltori di poter continuare a svolgere la preziosa funzione di gestione delle terre, il modello di sviluppo dovrà essere governato da regole chiare, condivise e certe. Ciò richiede una politica per lo sviluppo rurale che sostenga l’agricoltura che più ha necessità, che elimini le rendite parassitarie e dia prospettive di successo agli agricoltori, ai giovani che scelgono l’impresa agricola e decidono di non abbandonare le aree interne e svantaggiate”.

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