Al Centro Zo di Catania, per “AltreScene”, Roberto Latini e il suo Amleto destrutturato con la pièce “Amleto + Die Fortinbrasmaschine”

Roberto Latini (Foto di Fabio Lovino)

Spettacolo complesso, ricco di fascino e di mille suggestioni e contenuti, in linea con le precedenti produzioni dello stesso interprete che si conferma come il più eclettico e geniale attore italiano contemporaneo. E’ certamente da vedere, per la sua costruzione e per il suo sviluppo, la pièce Amleto + Die Fortinbrasmaschine” in scena lo scorso sabato al Centro Zo di Catania, nell’ambito della rassegna “AltreScene”, frutto della collaborazione con Latitudini (rete siciliana della scena contemporanea), scritta da Roberto Latini con Barbara Weigel e prodotta da Fortebraccio Teatro di Bologna in collaborazione con L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, Fondazione Ater circuito teatrale dell’Emilia Romagna, Teatro Laura Betti di Casalecchio di Reno, Fondazione Orizzonti d’Arte con il contributo del Ministero della Cultura e la Regione Emilia-Romagna.  Protagonista assoluto, come accade sempre nei suoi lavori, dello spettacolo – in circa 50 minuti intensi, coinvolgenti, a volte stranianti – Roberto Latini, attore ed autore romano di nascita e bolognese d’adozione, tenebroso signore della parola, abile interprete/manipolatore di testi e di contenuti ed alla ricerca sempre di nuovi significati legati all’essere, al sembrare, alla vita, al contemporaneo ed alla capacità dell’attore nell’interpretare fatti, personaggi e classici.

“Amleto + Die Fortinbrasmaschine” (Ph. Fabio Lovini)

Su una scenografia accurata e sofisticata si muove, con grande fisicità, Roberto Latini, che si presenta con parrucca bionda e costume bianco e comincia poi, tra microfoni, zeppe e tacchi a spillo o scarpe da tennis, maschere, simboli e mille richiami, a interpretare e raccontare il suo “Amleto + Die Fortinbrasmaschine” ovvero una riscrittura della riscrittura in quanto tratta dall’opera di Heiner Müller “Die Hamletmaschine” scritta dall’autore tedesco alla fine degli anni ’70 e che, allo stesso tempo,  si ispirava all’opera shakespeariana. Per tutta la durata della pièce Latini non propone una storia, ma bensì pezzi di storia, frutto della fusione di due opere. Con la sua voce, la capacità di camuffarsi, interpretare e confondersi tra i tanti personaggi, richiami, frasi che intrigano ed a volte confondono lo spettatore, Latini si impadronisce di Amleto e lo destruttura, lo viviseziona. Nella pièce si susseguono il fascino di Marilyn Monroe o di “Blade Runner”, Ecuba, Lady Macbeth, Desdemona, Otello, Ofelia, “te piace ‘o presepe” o l’Essere o non essere recitato: tante suggestioni, maschere, fumo, fisicità, straniamenti, parole, suoni e musica gradevole. Resta solo un briciolo di trama, quel “bla bla bla” che lui stesso accenna in chiusura di spettacolo, ma a Latini, autore/interprete profondo ed infaticabile in scena, interessano i singoli frammenti del testo e il suo senso più profondo, i suoi rapporti  etici, filosofici, esistenziali  con quello che è l’uomo oggi.

La regia attenta, connessa con il non semplice impianto scenografico, è dello stesso Latini, lineari i movimenti di scena di Marco Mencacci, Federico Lepri e Lorenzo Martinelli, le accattivanti musiche e i suoni sono di Gianluca Misiti, le luci e tecnica di Max Mugnai.

Roberto Latini in “Amleto + Die Fortinbrasmachine”

Spettacolo che, ancora una volta, colpisce per l’estetica ricercata, per la fisicità e l’eleganza della rappresentazione, in grado di suscitare interesse ed emozione tra gli spettatori. Ed il lavoro certosino di Latini e di Fortebraccio Teatro (oltrepassare il classico e assorbire il mito per lasciarsi condurre al contemporaneo) meritano gli applausi reiterati, alla fine, del pubblico che osanna l’interprete con la sua sofferenza per l’omaggio affascinante in onore del principe di Danimarca e per la sua originalità che lo distingue nel panorama teatrale italiano.

Scheda

Amleto + Die Fortinbrasmaschine” di e con Roberto Latini 

Drammaturgia Roberto LatiniBarbara Weigel

Regia Roberto Latini

Musiche e suoni Gianluca Misiti

Luci e tecnica Max Mugnai

Movimenti di scena Marco Mencacci, Federico Lepri, Lorenzo Martinelli

Organizzazione Nicole Arbelli

Produzione Fortebraccio Teatro in collaborazione con L’arboreto – Teatro Dimora di MondainoATER Circuito Regionale Multidisciplinare – Teatro Comunale Laura BettiFondazione Orizzonti d’Arte con il contributo di MiBACT e Regione Emilia-Romagna.

Foto Fabio Lovino

Rassegna “AltreScene” – in collaborazione con Latitudini (rete siciliana della scena contemporanea) – Centro Zo di Catania – 9 Aprile 2022

di Maurizio Sesto Giordano 666 Articles
Giornalista con esperienza trentennale nella carta stampata, ha collaborato per oltre venticinque anni col “Giornale di Sicilia”. Cronista e critico teatrale, da anni collaboratore dell’associazione Dramma.it, cofondatore nel 2005 del quotidiano di informazione www.cronacaoggiquotidiano.it. Esperto in gestione contenuti, editing, video, comunicazione digitale e newmedia, editoria cartacea, consulenza artistica, teatrale e sportiva.

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