Aba Catania, assegnate sei borse di studio per la Mostra Sant’Agata

Aba, Mostra S. Agata

“Sono emozionatissima. Per la mia creazione mi sono ispirata al vestito da sposa di mia mamma, l’abito più bello della mia infanzia, immaginando Sant’Agata come la sposa che non è mai stata”. Lo ha detto Rebecca Mazzotta, indicata dalla giuria come prima classificata nella ventesima edizione della mostra di abiti e costumi realizzati a mano dagli allievi dei corsi di Fashion design e di Scenografia, che l’Accademia di Belle Arti dedica alla Patrona di Catania. E che quest’anno ha visto assegnate sei borse di studio offerte dall’atelier Amelia Casablanca e dall’Humanitas Istituto Clinico Catanese.

Tra le creazioni di quest’anno, dopo l’abito di Rebecca Mazzotta si sono classificate quelli di Olena Blyednykh e di Adriana Centamore. Tra quelle storiche, prima è risultata quella di Corrado Trincali, seguita dai costumi firmati da Roberta Schillirò e Susanna Ascia.

La nostra sede di via Franchetti – ha detto la presidente dell’Aba, Lina Scalisi, in questo periodo inusuale, si è vestita degli abiti creati per la grande mostra del ventennale. Una giornata intensa in cui arte e moda hanno intrecciato un felice dialogo con gli spazi dell’Accademia finalmente riaperta al pubblico”.

“Per due anni – ha aggiunto il direttore dell’Accademia, Gianni Latinoa causa del Covid non abbiamo potuto esporre queste splendide creazioni degli allievi di Liliana Nigro e adesso finalmente inauguriamo questa mostra impreziosita da un catalogo, con un testo critico di Giuseppe Frazzetto, realizzato dalla nostra scuola di Graphic Design in sinergia con gli studenti di fotografia e con gli scatti d’autore dei loro docenti, maestri come Carmelo Bongiorno, Carmen Cardillo, Egidio Liggera, Carmelo Nicosia e Armando Tomagra”.

Un momento della Mostra

A festeggiare la Patrona c’erano dunque il pubblico delle grandi occasioni – a conferma del grande riscontro popolare e non solo della manifestazione -, e un testimonial d’eccezione come il cantautore Giovanni Caccamo, che, la mattina, aveva avuto un incontro con gli allievi dell’Aba per discutere con loro del suo progetto Parola ai giovani.

“Si tratta – ha spiegato Caccamodi un concorso d’idee che pone una domanda: cosa cambieresti della società in cui vivi e in che modo. Ho girato le università italiane alla ricerca delle migliori idee, che saranno raccolte in un Manifesto del cambiamento che consegneremo al presidente Mattarella e a papa Francesco come contributo dei giovani all’Italia”.

Nel pomeriggio il cantautore ha tagliato il nastro della mostra dopo aver ammirato i diciassette abiti e costumi dedicati a Sant’Agata, piazzati a tre metri dal suolo sul prospetto dell’Accademia secondo il progetto del docente di Scenografia Massimo Savoia.

“Queste creazioni – ha sottolineato Liliana Nigro rappresentano i momenti più importanti dei vent’anni di Sant’Agata Humanitas. Certo, nessuno pensava si potesse festeggiare la Patrona il 25 maggio con questa grande partecipazione di pubblico. Ma ce l’abbiamo fatta grazie al contributo di tantissime persone tra cui gli sponsor e, ovviamente, il nostro testimonial Giovanni Caccamo”.

Quest’ultimo, dopo il taglio del nastro, ha ammirato le felpe d’autore, realizzate dagli allievi della docente di Art Direction, Viviana Santanello ed è poi, salito nell’aula magna intitolata al fondatore dell’Istituzione, Nunzio Sciavarrello, per scegliere i vincitori con gli altri componenti la giuria. Di questa, oltre alla Presidente e al Direttore dell’Aba, facevano parte Fabio e Nino Palella per la maison Casablanca, due medici, Annunziata Sciacca e Francesco Caruso, per Humanitas Istituto Clinico Catanese e i presidenti della Fondazione Sant’Agata Riccardo Tomasello e di Acto Sicilia Daniela Spampinato.

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