“Camurrìa” personale di Roberto di Alicudi, dal 7 luglio al 10 agosto a Salina

Camurrìa, mostra personale di Roberto Longo, che raccoglie oltre venticinque pitture su vetro, si rifà alle espressioni dialettali “Chi camurrìa” o “Sì ‘na camurrìa”, utilizzate per fare riferimento ad un tipo di seccatura o di fastidio insistente e reiterato nel tempo.

Dal 7 luglio al 10 agosto 2022, a cura di Marta Bandini e Elettra Bottazzi,  alla galleria Amaneï (Salina, Isole Eolie, Sicilia), con il patrocinio del Comune di Santa Marina Salina.

L’inaugurazione si terrà il 7 luglio dalle ore 18.00.

La stessa camurrìa che doveva affrontare Giovanni Lo Schiavo, abitante di Ginostra (Stromboli), ogni volta che doveva sistemare i suoi occhiali, vittime di plurimi incidenti. L’artista, profondamente affascinato da questo personaggio di Ginostra, impiega come base la sua “strana” storia per dispiegare una serie di opere popolate da sirene, mostri marini, asini, cantanti neomelodici e preti. Atmosfere oniriche e surreali si intrecciano creando un universo magico e seduttivo, di finzione e cultura popolare.

L’amore per la Sicilia, le Eolie ed in particolare per Alicudi, hanno alimentato la sua passione per la pittura su vetro. La scoperta continua di piccoli quadretti dipinti con Madonne e Santi, di pareti con decori nelle case abbandonate, di vetrate delle piccole chiese, sono un continuum nel linguaggio dell’artista in una eterna contemplazione e attenzione alla bellezza sia naturale che architettonica di questi paesaggi.

Sant’Agata 40×35

Questa pittura poco diffusa e “scomparsa” (come la definì Gustave Flaubert nel suo Dizionario dei luoghi comuni), vanta una tecnica molto complessa. Una delle sue peculiarità è il dovere dipingere al contrario: occorre quindi ragionare in maniera opposta rispetto ad un quadro “normale”. Si svela ciò che si dipinge solo quando si gira il vetro dalla parte contraria alla superficie dove si stende il colore, una sorpresa continua. La sorpresa, lo stupore, sono contrari alla noia, ciò da cui Roberto fugge. Ne è un esempio la scelta del suo nome d’arte, che deriva da un racconto familiare e dal palazzo ferrarese di Schifanoja, impiegato per immedesimarsi in una contessa che allontana la monotonia del quotidiano. Un nome che è anche il manifesto di vita e lavoro di questo contemporaneo pincisanti: sfuggire la noia attraverso la bellezza e la immaginazione.

Roberto Longo (Napoli, 1975) in arte Contessa di Alicudi Schifanoja vive e lavora tra Roma e le Isole Eolie. Artista autodidatta, come i veri “pincisanti” (pittori su vetro), scelse diversi anni fa queste isole come dimora e il Mediterraneo come inesauribile fonte di ispirazione. Numerosi e mai banali i riferimenti a soggetti sacri e mitologici, a leggende e storie locali che l’artista combina in un sapiente dialogo e gioco tra antichità classica e folklore siciliano.

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