Assunzione di Maria, la Madre di tutti elevata al cielo, in una omelia del vescovo Teotekno di Livia  

La basilica dell’Assunzione e la tomba vuota della Vergine al Getsemani - Gerusalemme

Pio XII l’1 novembre 1950 ha proclamato solennemente con la Bolla Magnificentissimus Deus, nella quale, dopo una minuta storia della questione, il riferimento alle fonti scritturali e patristiche, l’esposizione delle ragioni teologiche e liturgiche, la citazione delle petizioni rivolte alla Santa Sede da tutti i vescovi,  ha dichiarato: <<essere dogma rivelato da Dio che l’Immacolata Madre di Dio, sempre Vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in corpo e anima>>. Il dogma intende unicamente affermare che Maria la madre di Gesù è riunita a Gesù risorto e partecipa, con tutto il suo essere, alla vita gloriosa del Figlio.

Assunzione di Maria Peter Paul Rubens – 1625!1626 – Cattedrale di Nostra – Signora Anversa

La festa dell’Assunta, che è una delle più antiche feste mariane, in Oriente appare sotto il nome di Dormitio Virginis, assai prima dei Concili di Efeso del 431 e di Calcedonia del 451, e non solo tra i cattolici, ma anche nelle Chiese orientali monofisite (armeni, copti, etiopici). L’origine orientale è innegabile: l’imperatore Maurizio (582-602) ordinò che fosse celebrata in tutto l’impero. In Occidente la festa giunse per vie diverse: nella Spagna e nella Gallia troviamo nel VI secolo una festa dell’Assunzione. A Roma fu introdotta verso il 650 sotto il nome di Dormitio o Assumptio e celebrata il 15 agosto con riti caratteristici. Un Constitutum di papa Sergio I (650-701) istituisce per la festa della Dormitio una processione solenne che si snodava da Sant’Adriano al Foro fino a Santa Maria Maggiore. La festa si diffuse rapidamente e con papa Leone IV (847) ebbe la Vigilia e l’Ottava. Nell’858 papa Nicolò I afferma che già dall’antichità le si premetteva oltre che la Vigila anche il digiuno.

Morte e Assunzione della Vergine Scultura di Andrea di Cione di Arcangelo, soprannominato l’Orcagna (1350) – Tabernacolo di Orsamichele – Firenze

Secondo il bizantinista Martin Jugie (1878-1954) (La mort et l’assomption de la Sainte Vierge. Étude historico-doctrinale : pubblicato dalla Biblioteca Apostolica Vaticana, 1944 Citta del Vaticano) gli apocrifi che in prospettive diverse  raccontano la morte di Maria, la deposizione del corpo ai piedi dell’albero della vita e il suo trasferimento in cielo, sarebbero posteriori a questa festa. Sarebbero invece precedenti ad essa secondo l’ipotesi dell’insigne archeologo di Terra Santa padre Bellarmino Bagatti OFM (1905-1990), che fa risalire i primi apocrifi  al II o al III secolo, e che ritiene probabile una venerazione antichissima della tomba della Vergine a Gerusalemme da parte dei giudeo cristiani, un gruppo marginale e ignorato.

Gli apocrifi sono racconti popolari che non hanno autorità nel campo della fede, anche se hanno ispirato l’iconografia ed hanno catalizzato la riflessione cristiana sulla fine terrena della Vergine, ma la fede nell’assunzione è nata da questa riflessione e non dalle riflessioni fantastiche. Lo sviluppo di tale presa di coscienza è riconoscibile in una omelia liturgica di Teotekno, di Livia, che cerca di cogliere la collocazione di Maria sul piano di Dio.   

Teotekno di Livia

Teotekno, vescovo di Livia in Palestina, piccola cittadina nei pressi del Mar Morto e Gerico, visse tra la fine del secolo VI e la prima meta del VII secolo. Lo conosciamo solo in grazia di un’omelia trasmessa sotto il suo nome da un codice antico, il Sinaitico greco 491, e tradotta anche in arabo. L’omelia di Teotekno è una delle prime, se non addirittura la prima, pronunciata per la festa dell’«Assunzione della santa Madre di Dio», che il vescovo di Livia qui chiama «festa delle feste». L’omelia fu pubblicata da Antoine Wenger (L’Assomption de la T. S. Vi la tradition dans la tradition byzantinedu VI au X siècle) nel 1955 con testo greco e traduzione francese.

Il vescovo di Livia nella sua omelia, accanto alle fonti bibliche, utilizza come normali i racconti assunzionisti e dell’infanzia di Maria, divulgati dagli apocrifi e ormai conosciuti anche dai Padri; ma con vera sapienza pone i fondamenti dell’Assunzione su solide basi dommatiche: innanzitutto, la divina maternità, per la quale Maria divenne la dimora di Dio, arca incorruttibile della sua presenza; la sua dignità unica, con la quale trascende tutte le creature, anche i più grandi patriarchi e profeti, quali Enoch ed Elia, che pure salirono al cielo; la sua vita verginale, per la quale piacque a Dio; la sua eccelsa santità, che la colloca al vertice del creato; e anche, argomento importante per l’omiletica posteriore, la sua partecipazione singolare al mistero salvifico di Cristo: mistero di dolore sul Calvario, mistero di gloria in cielo. Maria vi sale incorrotta: viene assunta in anima e corpo. Ma ciò che compiva quaggiù per noi, pregando, non si interrompe lassù: anzi, entra in cielo proprio come ambasciatrice di tutti e interceditrice di grazia per tutto il genere umano. La posteriore tradizione greca userà questi stessi argomenti per documentare la Dormizione della Madre di Dio e la sua vigile intercessione in cielo presso il suo Figlio.

La festa dell’Assunta a Messina – 15 agosto – intreccio di fede e di tradizioni

Dall’Omelia del vescovo di Livia sull’Assunzione della santa Madre di Dio: <<Era opportuno che (Maria fosse assistita al momento della sua morte) dai santi apostoli, essendo la madre di tutti, dal momento che il Figlio unigenito e Verbo di Dio ha chiamato fratelli i suoi discepoli (Gv 20,17). Era opportuno che il suo corpo santissimo, quel corpo teoforo, ricettacolo di Dio, divinizzato, incorruttibile, illuminato dalla luce divina e pieno gloria, fosse trasportato dagli apostoli insieme agli angeli, e affidato per breve tempo alla terra, ed elevato al cielo nella gloria, unitamente alla sua anima gradita a Dio.

Se infatti il Signore, vedendo gli apostoli affliggersi per la sua passione, ha detto loro: Dunque il corpo senza macchia della Vergine santissima e la sua anima pura, entrambi amati da Dio, furono elevati al cieloIl corpo teoforo della santa Vergine, se ha conosciuto la morte, non ha tuttavia subito la corruzione. E’ stato preservato dalla corruzione e mantenuto immune da tutto ciò che poteva contaminarlo, ed è stato elevato al cielo con l’anima pura e senza macchia dai santi arcangeli e dalle potenze celesti, e (Maria) si trova più in alto di Enoch e di Elia, di tutti i profeti e di tutti gli apostoli, più in alt  dei cieli, ad eccezione soltanto di Dio, che nella sua benevolenza ha disposto ogni cosa per la nostra salvezza. La divinità, infatti, non è circoscritta nello spazio, essendo senza quantità, senza misura, senza composizione e senza limiti>>.

L’assunzione Della Vergine Maria Al Cielo Nei Racconti Di Alcuni Scritti Apocrifi

Per il vescovo Teotekno l’Assunzione di Maria era considerata una verità incontestabile, probabilmente per il fatto che la Chiesa di Livia, che si trovava nei pressi di Gerusalemme, dove già dai primi secoli si venerava la tomba di Maria al Getsemani e dove <<la festa delle feste>> veniva celebrata da tempo. A questo riguardo, il mariologo don Luigi Gambero (1930-2013 –La Dormizione di Maria: Testimonianze di antichi Padri Orientali e celebrazione liturgica)) scrive: «Talvolta una chiesa locale può avere, per quanto riguarda una determinata verità di fede, una visione di maggior chiarezza e sicurezza che non l’insieme della Chiesa universale».

Diac. Dott. Sebastiano Mangano

Già Cultore di Letteratura Cristiana Antica nell’Università di Catania

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