Rischia di scomparire il Piccolo Teatro di Catania e la sua anima, il regista Gianni Salvo: la lotta dell’avv. Lina Arena contro debiti ed indifferenza

Il Piccolo Teatro di Catania e Gianni Salvo

Il Piccolo Teatro di Catania è morto ed il suo fondatore e direttore artistico, Gianni Salvo, vive un momento drammatico della sua esistenza: sono a rischio i suoi beni per debiti contratti con le banche e il suo stato d’animo è desolato. Catanese, classe 1939, Gianni Salvo, dopo aver speso 50 anni per il teatro, per la cultura, per l’arte, vive solo nella sua casa nel centro di Catania. Oggi gli restano i libri, le foto, le locandine, i documenti di decenni di impegno culturale, per il teatro, per la cultura di una città oscena. Le banche “battono” alle porte: “Presto– racconta Salvo- porterò via le valigie”. Infatti, per mantenere in vita il teatro i debiti sono divenuti insostenibili. Risultato? “Il Piccolo Teatro” è finito inglobato al “Brancati”, ma dall’immobile dove era allocato il teatro, dopo lo sfratto di qualche anno fa, ora arriva un introito inferiore a quello di una volta. Poi, è arrivato il “conto” dell’ipoteca sulla casa.

Gianni Salvo e gli 80 anni (Ph. Dino Stornello)

Eppure, per anni, Gianni Salvo ha ricordato ai piccoli uomini della “politica” catanese quanto accaduto: risultato? Zero. E dire che un tempo, quando al “Piccolo Teatro” si ricordava Strehler in occasione dell’anniversario della nascita di Brecht, in molti si facevano le foto d’occasione. Poi, il vuoto.

I suoi occhi spenti raccontano degli anni Sessanta, dei primi progetti con la nascita dell’Associazione culturale Piccolo Teatro, lungo poi un percorso che abbraccia 50 anni di vita artistica, con la compagnia, con gli attori, incrociando personaggi come Mario Giusti dello “Stabile” con il suo teatro mediterraneo e tanto altro. Al “Piccolo”, nella provincia catanese, si fa avanguardia fra i Sessanta e i Settanta: si presentarono testi poco noti in Italia all’epoca, opere di artisti ed intellettuali del calibro di Fernando Arrabal, Pavel Kohout, Vladimir Majakovskij, Eugène Ionesco. Nel 1974 l’associazione si trasformò in cooperativa e si cominciò a collaborare con il Teatro Stabile di Catania. Una storia che sembrava disegnare una parabola ascendente. Difficoltà? Il pubblico, con la Regione, faceva la sua parte, ma erano Gianni Salvo e i “suoi” attori, che andavano avanti. Il contesto quello di una città che “è un paese, non la vede…?” – dice il regista.

Eppure nel 1989 la cooperativa inaugurava la nuova sede teatrale in via Ciccaglione 29, a Catania: la sala ha una struttura ad anfiteatro e un’acustica di pregio. Sembrava di stare ad Atene? O nella Grecia di un tempo? Forse, magari nella mente di Salvo, mentre fuori, la città “bruciava” o meglio viveva i suoi soliti momenti di slanci improvvisi e poi di mesti ripiegamenti.

La sede del “Piccolo” in via Ciccaglione 29, a Catania

Un po’ come gli uomini di teatro catanesi: o almeno, così li descrive il regista. Tradotto: piccole gelosie, rivalità da cortile, pettegolezzi di provincia….”Visione d’insieme? Idee generali sulla città? No, no….” -la voce di Gianni Salvo è sempre bassa, monocorde. Insomma, si passa dalla rappresentazione di “In alto mare” del drammaturgo polacco Slawomir Mrozek nel teatro trasformato per l’occasione in una piscina, alla collaborazione successiva con il Teatro Vincenzo Bellini, alla proposizione di Pirandello in chiave di ricerca, al successo per il “Goldoni europeo “e la sua arte fuori dagli schemi, in collaborazione con una compagnia francese; ancora arriva il riconoscimento dell’Eti (Ente Teatrale Italiano) quale referente per la Sicilia di un circuito regionale di Teatro per ragazzi (altra grande passione del “Piccolo” e di Gianni Salvo) ma dietro l’angolo ci sono i problemi economici.

Tarda ad arrivare il contributo regionale, Catania e la sua “classe dirigente” di piccoli uomini si fa avanti solo magari per qualche flash e qualche apprezzamento di rito, ma nulla di più.

A lottare contro una grottesca situazione resta l’avv. Lina Arena, con un tentativo di mediazione con le banche e l’idea di un “museo diffuso” che potrebbe, trasformandosi in un volano economico se l’Università vorrà fare la sua parte, scongiurare il disastro finale.

Gianni Salvo in “Il sarto della strada lunga” di Giuseppe Bonaviri

“Per evitare  che la procedura giudiziaria  travolga tutto – spiega l’avv. Arena ed azzeri ogni speranza di salvezza  degli atti e dei documenti che attestano la vita del Piccolo Teatro e che sono conservati  nell’appartamento di Salvo a Catania, per mettere in atto il desiderio di Gianni e di Luisa Fiorello  di conservare la memoria storica del Piccolo Teatro,  abbiamo fatto ricorso al vincolo del Museo diffuso ed alla donazione di tutti i beni mobili ed immobili di proprietà di Gianni Salvo all’Università di Catania  affinchè vengano destinati alla fruizione da parte di professori e studenti  dell’attività di oltre cinquant’anni  del Piccolo Teatro”.

Bisogna segnalare che già  la regia di Gianni e  tutto il lavoro del  Piccolo  Teatro– continua il legale –  ha formato oggetto di studio di corsi di laurea i cui esiti sono stati brillanti ottenendo il riconoscimento con elevati punteggi. Ma l’istituzione del Museo diffuso  e la donazione dei beni mobili ed immobili all’Università viene impedita dall’esistenza di un vincolo  ipotecario e da un pignoramento immobiliare  a favore delle Banche che hanno erogato prestiti alla Cooperativa Piccolo Teatro. L’Università non può ricevere la donazione da parte di Salvo  se non si estinguono  i debiti con le Banche che hanno concorso a finanziare la Cooperativa Piccolo Teatro con la garanzia fideiussoria dello stesso  Salvo, nella qualità di presidente. Le difficoltà insorgono a questo punto perchè  le Banche che avevano versato modeste somme per  il Piccolo, dopo il pignoramento hanno ceduto il loro credito, definito sofferente, a società finanziarie le quali alimentano il mercato delle aste giudiziarie e cioè un mercato fatto di avvocati, notai, magistrati, agenzie immobiliari che hanno interesse a comprare  i beni pignorati a prezzo vile. Questo è il muro che delimita le vicende di questa fetta di economia gestita dalle Banche e garantita dalla magistratura con il fedele assenso della classe degli avvocati- delegati all’esproprio. Per costoro i documenti del Piccolo Teatro sono  carta straccia  che non interessano neanche ai mercanti domenicali  di Portobello”.

Marco Benanti

SCHEDA PICCOLO TEATRO DI CATANIA

Il Piccolo Teatro di Catania, movimento di informazione e filologia teatrale, trae origine dall’associazione culturale, sorta a Catania nel 1966, che svolgeva la sua attività in uno spazio di 150 posti in via Costanzo, diventato la sua “sede storica”. Agisce, dunque, a Catania da oltre quarant’anni, presentando cartelloni di notevole impegno culturale, mettendo in scena autori mai rappresentati o testi teatrali poco conosciuti in Italia, tenendo laboratori teatrali per i giovani e corsi di aggiornamento per docenti, convegni e mostre. Nello spazio di via Costanzo ha presentato i suoi più prestigiosi spettacoli, quasi tutti novità assoluta, come “Il cimitero delle automobili” di F. Arrabal, “Augusto Augusto Augusto” di P. Kohout, “La cimice” di Majakovskij, “Le sedie” di Ionesco, ecc. Nel 1974 si trasforma da associazione culturale in cocietà cooperativa a r.l., ampliando la sua attività ed inizia la collaborazione con il Teatro Stabile di Catania ed al Teatro Musco presenta “Un uomo è un uomo” di B. Brecht, “Storia di Vasco” di Scheadé, “Peer Gynt” di Ibsen ed altri spettacoli. 

Nel novembre del 1989 inaugura un nuovo spazio teatrale di 242 posti in via Ciccaglione e nella stagione 1990/91 realizza e collabora con il Teatro Massimo Bellini di Catania con la produzione di “Zaira” di Voltaire, nell’ambito del festival belliniano 1990. Nel 1994 viene scelto dall’ETI (Ente Teatrale Italiano) come referente per la Sicilia, per l’organizzazione di un circuito regionale di Teatro per ragazzi; verranno così organizzate presso il Piccolo Teatro vere e proprie stagioni di Teatro per ragazzi. Nel corso della sua cinquantennale attività, ha dedicato molta attenzione al teatro per ragazzi, allestendo spettacoli e organizzando laboratori teatrali, animazione e seminari per docenti.

Per info: http://piccoloteatrogiannisalvo.it/

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