“Teatro del Molo 2”: Gioacchino Palumbo riprende le attività in presenza del laboratorio teatrale attivo dal 1981

Gioacchino Palumbo

Chi voglia affinare l’arte della recitazione deve farlo anche con la testa, e non solo con la propria sensibilità. Che il talento da solo non basti, che serva l’innesto della tecnica e della cultura non è più il “paradosso” di cui scriveva Diderot. Così come la creazione di scuole di teatro, auspicata dal filosofo francese, non ha per noi ormai nulla di eccentrico. Se non quando ci si imbatte in una scuola che può vantare più di quarant’anni di attività, collaborazioni importanti e la formazione di attrici e attori professionisti molto noti al grande pubblico.

È il caso del Laboratorio sull’Arte dell’attore della Scuola-Laboratorio di recitazione del Teatro del Molo 2, condotto e diretto sin dal 1981 da Gioacchino Palumbo, la cui esperienza e professionalità sono un punto di riferimento indiscusso nella cultura dello spettacolo (regista, autore e docente teatrale, cineasta) del nostro territorio, e non solo. E anche per quest’anno siamo ai nastri di partenza: si ricomincia giovedì 15 settembre.

Quarantadue anni di vita, e non sentirli! La formula? I corsi sono proposti sia come un’esperienza di formazione sull’arte dell’attore, sia come un percorso collettivo di creazione teatrale. I partecipanti che affrontano questa avventura artistica sono infatti coinvolti, nei mesi finali, nella realizzazione di uno spettacolo (presentato al pubblico a fine giugno), in cui la stessa drammaturgia è frutto di una ricerca collettiva guidata. Si tratta di un percorso che, comunque lo si affronti (con l’aspirazione di diventare attori o come esperienza concreta di conoscenza), assume il teatro come campo privilegiato di studio e di ricerca sull’uomo, sul suo paesaggio interiore, sulle sue interazioni e aspirazioni.

Poche sono le Scuole teatrali in Italia e in Europa che possono vantare la stessa continuità e la stessa longevità del Teatro del Molo 2 di Catania. Continuità che, al di là della passione e della capacità di resistenza di chi li conduce, sono una testimonianza significativa dei fermenti e delle vitalità culturali che abitano e che serpeggiano nella città che li ospita. Questa longevità non sarebbe stata possibile senza il contributo fondamentale che ognuno dei partecipanti (come numero vicini al migliaio) ha dato in termini di interesse, passione, curiosità, voglia di mettersi veramente in gioco in un processo creativo. Ciò implica naturalmente un aspetto “sociologico” che è stato anche colto ed evidenziato da un libro sui Laboratori del Teatro del Molo 2 promosso dall’Istituto di Storia della Università di Catania, frutto della collaborazione tra Antonio Coco e dello stesso Palumbo.

Poche ancora le Scuole che possono vantare collaborazioni con Università, Accademie, Teatri, Rassegne, in Italia e in Europa (Berlino, Valencia, San Pietroburgo, Siena, Cagliari, Roma, ecc.); o che ospitano, in seno a stage e attività pedagogiche e di ricerca, importanti maestri internazionali, tra cui Ludvig Flaszen (co-direttore del Teatro Laboratorio di Grotowski), Rena Mirecka, (attrice protagonista del Teatro Laboratorio di Grotowski), Yoshi Oida (attore e regista già attivo a Parigi, al Centro Internazionale di Ricerche Teatrali diretto da Peter Brook), i Fratelli Colombaioni (i clown di Fellini).

Ma torniamo alla nuova sfida che sta per partire.

Il laboratorio teatrale di quest’anno si articola in due incontri settimanali di 2 ore ciascuno (martedì e giovedì a partire dalle 20:00) e si svolgerà nella Biblioteca Navarria (via Naumachia 18). Il programma prevede la sperimentazione dei diversi linguaggi espressivi dell’arte dell’attore, sia nella recitazione teatrale che in quella cinematografica.

“Ogni incontro si suddivide in due fasi – spiega il regista Palumbo -: nella prima si imparano e ci si allena su esercizi di voce e di movimento; nella seconda si lavora sulla creazione del personaggio, sulla recitazione, sulla espressività drammatica. Nei primi mesi si lavora su scene e drammaturgie diverse (drammatiche, brillanti, classici, contemporanei, sceneggiature), nei mesi finali ci si concentra tutti su un unico testo o progetto scenico, anche in vista dello spettacolo finale”.

Il successo del laboratorio è legato però anche al metodo: per quanto riguarda le tecniche vocali, gestuali e di movimento espressivo si farà riferimento al metodo di allenamento dell’attore di Grotowski (Palumbo ha frequentato i suoi progetti parateatrali dal 1975 al 1980); per lo studio e la creazione del personaggio si utilizzeranno tecniche recitative ispirate al metodo di Stanislavskij e Maria Knebel (che ha sviluppato il metodo delle azioni fisiche di Stanislavskij).

Tra gli ultimi spettacoli del Laboratorio del Molo 2 realizzati ricordiamo allestimenti che hanno puntato lo sguardo sui temi della memoria (Fare memorie), della libertà (Eleutheria), dell’esilio e dell’emigrazione(Solo andata), e configurato le loro drammaturgie su testi tratti da opere e autori solitamente poco frequentati o mai utilizzati per una trasposizione teatrale, come Szymborska, Duras, Proust, Maraini, Yalom, Moneti Codignola, Gurdijeff, Bordonaro, ma anche Sofocle, Calvino, Beckett, von Hofmannsthal, Ionesco, Camus, Dürrenmatt, Witkiewicz, Henley, Wolf, Koltès, Mrozek, Erri De Luca. E alle messe in scena vanno aggiunti i video, realizzati durante la pandemia e condivisi in streaming: Su questa labile spiaggia del tempo (giugno 2020), sul tema della labilità dei destini umani, e La notte non è pronta (luglio 2021), con testi di O’Neill, Yourcenar, Ishiguro, Collodi, Shakespeare, Pinter, Marias, Thornton Wilder. La decisione di perseverare e continuare il lavoro di pedagogia teatrale, in periodo di pandemia, naturalmente nel pieno rispetto delle norme sanitarie, è stato un atto consapevole di resistenza culturale ed esistenziale.

La stessa continuata resistenza che in quarantadue anni di attività ha consentito al Laboratorio del Teatro del Molo 2 di riconoscere e formare attrici e attori del calibro di Donatella Finocchiaro (una delle più apprezzate attrici italiane, protagonista in film e spettacoli di Bellocchio, Crialese, Torre, Battiato, ecc.), Giovanni Calcagno (protagonista in film e spettacoli di Bellocchio, Martone, Scimeca, Pirrotta, ecc.), Tea Falco (protagonista dell’ultimo film di Bertolucci), Savi Manna (autore e attore), Eleonora Bordonaro (cantante-attrice), Lele Coco (autore e attore), Riccardo Mondo (psicoterapeuta e attore) e tanti altri. Tutti allievi che hanno fatto di una loro passione una professione.

INFO e PRENOTAZIONI:

gioacchinopalumbo@gmail.com  o tel o messaggio al 3427810859.

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