CIA e Memoria e Futuro contro la gestione della Regione Sicilia del patrimonio culturale

CIA e Memoria e Futuro

La Confederazione Italiana Archeologi e l’associazione Memoria e Futuro hanno depositato
al Consiglio di Giustizia Amministrativa un ricorso straordinario al Presidente della
Regione Siciliana con il quale chiedono l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del
decreto “di riorganizzazione”, con cui la Giunta Musumeci aveva rimodulato i dipartimenti
regionali, sopprimendo le sezioni scientifiche delle Soprintendenze provinciali ai beni culturali
e ambientali, dei Musei e dei Parchi archeologici.
Le associazioni denunciano ancora una volta come l’autonomia siciliana venga utilizzata per demolire il
principio costituzionale di tutela del Paesaggio e del patrimonio storico artistico della Nazione, in
dispregio alla gerarchia delle fonti del diritto. L’assetto istituzionale multidisciplinare degli Istituti
regionali di tutela non può infatti essere modificato attraverso atti amministrativi, in quanto discende
dalle leggi regionali tuttora vigenti che prevedono l’esistenza di cinque distinte sezioni disciplinari
all’interno delle Soprintendenze siciliane: archeologica, architettonica, ambientale, bibliografica e
storico artistica.
“Come abbiamo ribadito più volte – ribadisce Enrico Giannitrapani, Presidente di CIA Sicilia –nella nostra azione degli ultimi anni, insieme con Memoria e Futuro e le associazioni nazionali Italia Nostra e Ranuccio Bianchi Bandinelli, in Sicilia deve essere ripristinata la legittimità del sistema di tutela e assicurato il rispetto delle specifiche competenze professionali dei beni culturali presenti nei ruoli della Regione“.
“Le professionalità differenti e specifiche -prosegue Giannitrapanigarantiscono la promozione e la conservazione del nostro patrimonio culturale nel pieno rispetto dei principi costituzionali, che deve essere sempre assicurato dal corretto esercizio della nostra autonomia regionale. Ci auguriamo quindi che il nostro ricorso venga accolto e si possa ristabilire la corretta gerarchia legislativa per garantire al meglio la conservazione, la fruizione e la valorizzazione dei nostri beni culturali tramite l’impiego corretto dei professionisti competenti, con anni di formazione alle spalle, di cui la nostra Regione dispone”.

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