“Inatteso” il primo romanzo “terapeutico” del catanese Giorgio Buggiani

Perché credo negli esseri umani ho scritto il libro, e poi per me stesso come un dono che mi ha permesso di rivedere la mia vita, e per condividere con gli altri, amici e non, la bellezza del donare qualcosa”. Così nel suo intervento l’autore del romanzo “Inatteso”, Giorgio Buggiani, catanese del ’59, alla sua prima opera con i tipi di Book Sprint Edizioni, di Salerno, appena pubblicata e già disponibile sulla rete online e in alcune librerie dell’hinterland etneo.

La presentazione si è svolta sabato 12 novembre nei locali della parrocchia Santi Pietro e Paolo che ha formato l’autore a partire dalla più tenera età e dove continua, pur essendosi trasferito nella vicina Tremestieri Etneo, la sua attività di volontario in associazioni della società civile nell’impegno per la non violenza attiva, i diritti umani e il disarmo (Buggiani è referente del Punto Pace di Catania, sezione del movimento internazionale cattolico di Pax Christi Italia).

Ad accompagnare i numerosi partecipanti all’evento – che possiamo definire più del semplice evento culturale-letterario quanto piuttosto amicale ed intimo perché il romanzo parla della vita stessa dell’autore, trasferita nel protagonista Naned e nei tanti personaggi (i nomi sono inventati ma fanno riferimento agli incontri vissuti nell’esperienza lavorativa a fianco di persone in difficoltà e dei senza fissa dimora e nelle comunità di recupero dalla tossicodipendenza, e  fra tutte “Il Sentiero” in cui ha lavorato per ben 27 anni) –  sono stati gli interventi di Rosaria Garozzo e Martina Lo Piano. L’una e l’altra a sottolineare come la lettura del romanzo abbia aiutata, la prima, a conoscere se stessa aiutandola a vivere fino in fondo l’avventura della vita; e la seconda a vedere, comunque e sempre la speranza, nel libro (anche se in esso si parla di droga ed altre realtà negative) e nella vita che passa attraverso la condivisione di sé e nell’incontro di persone, nel costruire e ricostruire, mettendo tanti mattoni insieme e anche lasciando spazi vuoti per essere riempiti da nuove opportunità.

Un romanzo, dunque, che potremmo definire “terapeutico” per questa società malata ma pur sempre bella, dove – per citare le conclusioni dell’autore che prende a prestito le parole del brano di Marco Mengoni che ha fatto da file rouge nella stesura del romanzo – ci si può fidare ancora degli altri, dove l’amore vince e vincerà sempre e dove non si è mai soli.

Una prossima presentazione del libro è programmata per giovedì 17 novembre alle ore 17:00 presso la Pinacoteca “Nunzio Sciavarello” in piazza Manganelli a Catania, con i saluti e l’introduzione a cura dell’arch. Silvana Bonaccorsi e gli interventi di Rosaria Garozzo e Pino Fusari.

Vincenzo Caruso

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