A Linguaglossa si ricorda il poeta Santo Calì a cinquant’anni dalla sua scomparsa

Iniziative per 50 anni Santo Calì

Il Comune di Linguaglossa a cinquant’anni dalla scomparsa di Santo Calì (poeta, insegnante, enigmista e uomo di cultura italiano), lo ricorda con una serie di importanti appuntamenti per tutto il 2023. Una occasione per ricordare un figura poliedrica di intellettuale e poeta tra i più grandi della Sicilia, un figlio illustre di Linguaglossa. Ad aprire la serie di eventi l’inaugurazione ieri, 16 Dicembre – alle 17:30, al Museo Regionale Francesco Messina – Esposizione Permanente Incorpora, della mostra “Nel cinquantenario, un ricordo”, a cura di Antonio Cavallaro.

Oggi invece, sabato 17 Dicembre, alle ore 17:30, alla Casa San Tommaso si svolgerà l’incontro “Ricordo di Santo Calì”, con gli interventi di Paolo Daniele, Marinella Fiume, Mariano Indelicato e Salvo Nicotra e con le letture di Antonio Caruso e Agostino Zumbo, accompagnato al pianoforte dal maestro Karym Daidone.

Santo Calì

Santo Calì, noto col nome di Santino Calì (Linguaglossa, 21 ottobre 1918 – 16 dicembre 1972), è stato un poeta, insegnante, enigmista e uomo di cultura italiano. Dopo aver frequentato l’università di Roma, sotto la guida dei maggiori studiosi del tempo, si laureò a Catania con una tesi dal titolo Il Folklore nella zona Nord-orientale dell’Etna rivelando già da allora il suo vivo interesse per le tradizioni della sua terra. Fu un uomo poliedrico, dagli interessi vastissimi, che si impegnava con passione in tutto ciò in cui credeva.

Dedicò la sua vita all’impegno politico, all’insegnamento e alla cultura. Da giovane militò nel movimento separatista e in seguito si iscrisse al Partito Comunista, all’interno del quale partecipò attivamente alla vita politica di Linguaglossa. Come insegnante egli fu tra i primi ad utilizzare un nuovo modo di fare scuola, più democratico e più aperto alle novità. In tempi in cui non si parlava d’attualità a scuola, egli collegava spesso la sua didattica ai fatti del presente e a tale scopo, ad esempio, portava il giornale a scuola e lo commentava insieme ai suoi alunni.

Calì fu un fine letterario ed erudito. Tradusse in siciliano e reinterpretò diversi poeti del passato, come i poeti dell’Antologia palatina (1967) in Mara Sgamirria, Marziale in Epigrammi di Marziali, Giovenale in Fimmina, scrisse saggi di folklore, di etnologia, di sociologia, di storia e di storia dell’arte. Per gli studenti di Linguaglossa, scrisse il testo Il mio paese (1959), ricco di notizie sulle leggende, sui canti, sugli uomini illustri, sulla storia di Linguaglossa. Nel testo ci sono anche dati statistici sul territorio, sulla popolazione, sulla geografia e sull’economia del paese. Egli inoltre raccolse e commentò le poesie degli alunni del liceo in cui insegnava e provvide a farli pubblicare nei due testi Giacinti per il tuo spirito (1966) e Tulipano rosso (1971).

Nel libro Leggendario dell’Etna furono raccolte invece otto leggende, apprese dal poeta dalla voce dei contadini e dei pastori che abitavano sulle pendici del vulcano e riscrisse utilizzando un linguaggio dove coesistono il registro letterario e il registro popolare, creando un mirabile gioco linguistico, in base al quale si alternano i toni idilliaci delle descrizioni dei paesaggi etnei ai toni popolari del colorito lessico linguaglossese. Ha insegnato al liceo ginnasio “Michele Amari” di Giarre. (Fonte Wikipedia)

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