“Primo Festival dell’Aperitivo Siciliano”, bilancio positivo ad Isola delle Femmine

Il “Primo Festival dell’Aperitivo Siciliano” si rivela pienamente “femmina” in tutte le sue caratteristiche più seducenti nell’arrivare al pubblico con carisma e potenza. La kermesse ha avuto, ieri sera, il suo epilogo raccogliendo commenti entusiastici in tutte e tre le date (da venerdì 16 a domenica 18 dicembre) ad Isola delle Femmine (Palermo) che si sono svolte in tre locali della movida cittadina (per tradursi in un evento brillante ogni pomeriggio/sera).

“APERISICILY – DRINKS e SEMI di CULTURA” può riscuotere dunque la scia del successo, soprattutto per l’originalità con cui è stato impostato, dando una luce – un faro puntato su tutti i produttori presenti ed invitati del mondo dell’enogastronomia.

La trovata serve a far ammirare Isola delle Femmine anche nei suoi mesi invernali perciò è stata abbracciata dall’Ente comunale ma è stata organizzata da “Iocomprosicliano” nel ruolo di Media Partner ed appoggiata dall’Assessorato regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca Mediterranea. Ad intervenire all’inaugurazione nelle due differenti sedi (Lido Miramare e “Saracen Sands Hotel & Centro Congressi”) il Sindaco Orazio Nevoloso, l’assessore al Patrimonio Antonino Romeo e il vicesindaco Maria Grazia Bruno ed altri delegati di Giunta. Negli altri due appuntamenti, le location sono state il “Bar Gran Caffè” e “Bar Scalici & Scalici”.

Nelle intenzioni del progetto, l’Agroalimentare in degustazione deve spiccare e ha spiccato grazie al suo timbro di lunga intensità, insieme alla sezione delle tenute vinicole e del beverage, ponendo l’accento sulle tradizioni e aprendo alcune finestre culturali: l’esibizione della violinista guardando i cavalloni del mare al tramonto, accostata ad un calice di vino Igp di Terre Siciliane e la riflessione sul pranzo di Natale. Gli aperitivi sono un pretesto dal significato iconico per mettere in moto una serie di idee su questo territorio ed aiutare i commercianti del luogo non con soluzioni tampone ma con una manovra strutturata fino a poter vivere di turismo, come Isola dovrebbe fare.

Davide Morici, il sindaco Orazio Nevoloso e Giovanni Callea

Il Sindaco Nevoloso ha dichiarato: “AperySicily nasce da un’idea di coniugare i prodotti d’eccellenza dell’agricoltura siciliana, come il vino e i cereali, col nostro borgo marinaro e con i nostri caratteri identitari ovvero il mare e il pesce. Il tutto è stato pensato, modulato e identificato in un momento preciso della nostra vita: il momento dell’aperitivo, sempre più parentesi di serenità, cultura e socialità, nel caos della nostra quotidianità”.

L’artefice di Iocomprosiciliano, Davide Morici, nonché presidente del neo Consorzio “Made in Siciliy”, sostiene: “Attraverso l’aperitivo, attraverso il cocktail, abbiamo voluto dare valore e identità ad un’area che ha una grande forza legata al mare e alle storie legate al mare. Il cocktail presentato ad Isola risulta carico di identità ed è quello che cerco di promuovere con ‘Iocomprosiciliano’, restituendo o donando (in alcuni casi partendo da zero) valore a prodotti, aziende, imprenditori e territori in un unico contesto che diventa sponsorizzazione ed è Made in Sicily”.

Le chicche sono state il cocktail “Isola” a cura del conosciutissimo bartender Matteo Bonandrini di Palermo (anche proprietario, insieme a tre amici, del locale “Sartoria Miscelazione Democratica”) e il primo vino con la referenza “Isola”, nella due varianti bianca e rossa, di Cantine Paolini in “Limited Edition” Paolini. I frutti dell’agricoltura come il vino e/o un buon superalcolico, magari di produzione palermitana (come quello usato per il cocktail Isola), devono e possono trasferire emozioni ed agganciarsi al tema di un’economia che si mobilita nell’ambito del patrimonio paesaggistico e culturale della Trinacria, fino a farla decollare in altre parti del Pianeta.

Matteo Bonandrini con il cocktail Isola

Il cocktail “Isola” è stato studiato per accompagnare piatti a base di pesce crudo ed altre golosità siciliane. Lo specialista Bonandrini, che si è cimentato in un “Cocktail Show”, ha narrato le peculiarità della sua esecuzione (“con una bassa gradazione alcolica” per bere responsabilmente) e si è ispirato al fascino di incredibile impatto dei tramonti di Isola. Ciò che ha creato potrà essere realizzato e riprodotto da altri suoi colleghi in qualunque tipologia di locale dove si pratichi la somministrazione di cocktail: ormai, la tendenza è anche nei bistrot e nelle attività di ristorazione gourmet (dal ristorante alla pizzeria). I prodotti da forno preparati con selezioni di grano monococco, insieme al Consorzio Ballatore, sono stati un’altra “bella presenza”.      

Molto interessante il dialogo con il giornalista ed esperto di tradizioni culinarie siciliane Gaetano Basile che ha spiegato in tantissimi Paesi del mondo quanto sia necessaria la campagna sulla cucina siciliana, esportando i piatti tipici quali le “stigghiole”, un tipo di grano cucinato per Santa Lucia e il Couscous della cultura maghrebina, impiegato egregiamente a Trapani: il professore è stato in giro per vent’anni a mescolare queste tradizioni con un piccolo staff gastronomico per “vendere” il sapere antico dei fornelli e di ricette secolari.

E, ancora, gradito il dialogo sulle linee basilari di “Iocomprosiciliano” con il responsabile Morici e con altri rappresentanti istituzionali e dell’universo ristorazione come i professionisti dell’Associazione Barman Italiani, tutti correlati dalla conduttrice Eliana Chiavetta. Il musicista Antonio Zarcone e la cantante Pamela Barone hanno alternato questi momenti e hanno reso più soft l’atmosfera. I frangenti dedicati agli aperitivi culturali hanno avuto la regia della giornalista del settore enogastronomico Marcella Ruggeri.

Ottenere il “Brand Isola” per questo posto a mission turistica è quello che l’Amministrazione odierna si prefigge e gli attori volenterosi come “Iocomprosiciliano” possono corrispondere ad un incentivo in più per colpire l’obiettivo. 

Le Braciole di carne leggendarie e “Sua Maestà l’Arancino”

Basile prepara l’arancino

A guardarli, a sentirne il profumo, per non parlare del loro sapore tipicamente succulento, sappiamo già che si tratta di loro. Ma se ottenessero la De.Co. o Denominazione Comunale di Origine potrebbero non avere più rivali. Ecco che due piatti caratteristici messinesi – le Braciole di carne leggendarie e “Sua Maestà l’Arancino” – sono stati scelti dai vertici dell’Ente municipale per avviare l’iter della De.Co. e fungere da apripista per tanto altro che cammini nel settore della ristorazione ma anche dell’agroalimentare.

La loro presentazione ufficiale al Museo Regionale Interdisciplinare di Messina con tutte le parti valide per la questione politico – istituzionale, tanti produttori e tra questi di vino Doc, aziende da emulare e relatori dell’Università per argomentare il rapporto eterno tra cibo e vino. Questa fase si profila come una ventata di ossigeno necessaria per la crescita delle eccellenze enogastronomiche e necessita di una squadra solida di competenze che rafforzino il progetto di rendere riconoscibile e distintivo nel mondo quello specifico prodotto o pietanza messinese.

A formare questa rete, oltre alla “Casa Comunale”, anche Sicindustria Delegazione di Messina, l’Università degli Studi e la Camera di Commercio peloritana. Non si può parlare di cibo senza apprezzarne le materie prime e le ricette, così questa mattina, nell’ex Filanda al Museo, dopo i diversi contributi del Sindaco Federico Basile e dei referenti di Giunta per le Attività Produttive Massimo Finocchiaro e per l’Agroalimentare Alessandra Calafiore, hanno creato molto entusiasmo i Cooking Show a quattro mani per l’uno e per l’altro piatto proposto per le DeCo.

A cimentarsi per la preparazione dell’Arancino è stato proprio il Primo Cittadino con la guida dello Chef de “L’Ancora dal 1968” Cosimo Andreotti – una garanzia per l’attività che esporta dappertutto il rustico fatto di riso e ragù di carne. Mentre per il secondo Cooking Show le protagoniste sono state le Braciole, eseguite per prova dall’assessore Calafiore con l’Azienda “Lombardo 1830” che ha spiegato, con il suo titolare Giovanni Lombardo, la qualità e i passaggi della realizzazione del piatto (il taglio di carne come la lattughina, strofinata con la sugna dal sapore molto spiccato e il ripieno di pangrattato, olio Evo, caciocavallo dolce, parmigiano – pecorino ed aromi).

E poi l’assaggio di queste ricette èstato realizzato al Circolo del Tennis e della Vela per gli organi di stampa e gli addetti ai lavori, accompagnato dalle rilevanti Doc dei tre Consorzi di tutela in provincia: Faro, Malvasia e Mamertino. A coordinare e fare degustare il banco alcolico è stata la Scuola Europea Sommelier. In questa sede, il presidente del Circolo Antonio Barbera ha manifestato la sua soddisfazione nell’accogliere questo bel progetto e le persone che lo incoraggiano.  

Da puntualizzare che l’iniziativa si convoglia in una delibera comunale del 2020 che è senz’altro l’impulso dato dalla precedente amministrazione e raccolta dall’attuale, una strategia che dovrà incontrarsi a metà percorso con le associazioni di categoria e le imprese fino a scrivere un Disciplinare che stabilisca le linee guida dei requisiti.

Il dibattito e l’ascolto di testimonianze al Museo sono stati ritmati dal direttore del giornale online “Cronache di Gusto” Fabrizio Carrera, media partner della presentazione e da qui sono emersi commenti e impegni futuri.        

A portare i suoi saluti il Direttore del Museo Orazio Micali che ha accolto il ricco parterre in questa atmosfera di cultura. A seguire l’assessore Finocchiaro si è sbilanciato: “Siamo convinti che l’input di istituire le DeCo per questi primi prodotti emblematici per la città di Messina stimolerà l’ingresso di altre tipicità in questo iter. Noi stiamo riattivando una delibera del 2020 che è stata proposta dall’assessore uscente Musolino (quindi onore al suo merito) e che si allaccia alla condotta nazionale. Le DeCo già esistono ma bisogna saperle sfruttare in virtù della propria area ed estendendo il discorso alle associazioni di categoria per ottenere risultati più celeri. Ci sono dei piatti che nessuno ci può togliere e su cui ci concentreremo vedi la granita caffè con panna e la brioche col tuppo e il pesce stocco a’ ghiotta”. L’assessore Calafiore ha chiarito la possibilità di integrare nuovi prodotti facendo un censimento agricolo grazie alla sua delega di settore ed inserendo anche la formazione per i ragazzi, magari nel settore sociale. “Questo di oggi deve essere un confronto felice – ha evindenziat0 – per misurarci con il futuro, senza diatribe con altre province. Ognuno può trovare la sua peculiarità senza restare indietro”.         

Flora Mondello – presidente del Consorzio di tutela Doc Mamertino – ha aggiunto: “Il marchio DeCo rappresenta la perfetta sinergia tra istituzione locale e impresa che opera nel territorio: una svolta epocale per la valorizzazione del territorio legato alle proprie eccellenze agroalimentari. Messina dimostra di esserci”. L’evento, secondo l’imprenditrice, si rivela “un momento di virtuosa collaborazione tra imprese, corpi intermedi e istituzioni”.

“Il Consorzio della Doc Mamertino – conclude la responsabile- abbraccia questa iniziativa con entusiasmo: del resto, il nostro prodotto si lega indissolubilmente alle nostre zone”. A prendere la parola è anche uno dei membri del Consorzio Doc Faro Antonino Bonfiglio: “Il nostro territorio unico e meraviglioso con delle eccellenze ancora non ben valorizzate. Il ruolo dei produttori e delle istituzioni è fondamentale in una visione cooperativa per invertire la tendenza del mancato accreditamento. Abbiamo delle eccellenze già riconosciute come l’architetto Geraci di Palari che ha fatto bere il suo vino Faro ai Grandi della Terra in occasioni importanti ma abbiamo anche delle realtà in crescita gestite da Sabbatino e Barzagli. Per quanto riguarda la mia realtà, nasce come azienda agricola in un versante opposto (a sud) rispetto a queste e nasce con forte vocazione di salvaguardia del territorio perché siamo reduci dalle alluvioni del 2007 e del 2009. La cura del territorio per noi, attraverso la viticoltura, è anche motivo per mitigare il fenomeno di erosione idrogeologica che colpisce in particolar modo la nostra provincia”.

La senatrice Dafne Musolino ha voluto supportare questa operazione già intrapresa da lei ma sospesa dal Covid – 19. Il Sindaco Basile ha invece ribadito l’importanza di dovere amplificare il comparto Food espressione di una identità e cultura che non va mai persa ma solo recuperata con tutte le risorse possibili. Il Presidente della Camera di Commercio di Messina – Ivo Blandina è intervenuto sulla costruttività del servizio che verrà offerto (se venissero istituite le DeCo) alla città, in termini di volano per gli altri commercianti e per il turismo. Ad esprimersi per Sicindustria Messina il delegato – Alberto Donato mentre il Presidente Pietro Franza è riuscito a partecipare in seconda battuta al Circolo del Tennis e della Vela ad un simpatico “esperimento di pasticceria” nel riempire i cannoli, a cui anche l’assessore Calafiore non ha potuto rinunciare. La distribuzione dei cannoli è stata curata dalla Pasticceria Irrera ed abbinata ad alcune Malvasie delle Lipari che rappresentano un’altra Doc messinese.  

L’Università è stata ben contenta di coinvolgere gli studenti mettendo a disposizione crediti formativi. Il primo dei tre moduli “Vino: tra scienza e cultura” è stato esaustivo con il docente Nicola Cicero. Il secondo modulo “L’alimentazione tra lusso, crisi e tradizione” è stato affrontato dalla docente Elena Santagati, in materia dei prodotti territoriali, sotto l’aspetto storico. Il terzo modulo “La sostenibilità dell’agroalimentare, strategie circolari di valorizzazione dei sottoprodotti” è stato analizzato dalla docente Rossella Vadalà. A concludere sono state le esperienze delle aziende virtuose quali Damiano Think Organic, Simone Gatto e Filippo Denaro della “Pasticceria Irrera”.

Diventa il primo a commentare

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*