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Cambio di titolo per la stagione 2022-2023 di AltreScene, la rassegna di teatro contemporaneo di Zo Centro Culture Contemporanee di Catania. Sabato 25 febbraio, alle 21, al posto di “Ferrovecchio” della compagnia Marino-Ferracane, che ha cancellato la tournée, va in scena “Via del popolo”, il nuovo spettacolo Saverio La Ruina, uno dei più premiati e attivi esponenti del teatro contemporaneo, già noto agli spettatori di “AltreScene”. Lo spettacolo è prodotto da Scena Verticale, la compagnia di La Ruina, Dario De Luca e Settimio Pisano, arrivata a 30 anni di attività. Cecilia Foti ha collaborato alla regia, il disegno luci è di Dario De Luca, audio e luci sono di Mario Giordano, l’allestimento di Giovanni Spina, il dipinto di scena è di Riccardo De Leo. La tournée siciliana dello spettacolo è resa possibile grazie a Latitudini, rete siciliana di drammaturgia contemporanea.

E’ un ritorno alla terra natìa “Via del popolo”, ai luoghi della gioventù di una città del Sud, per un adulto ormai in età. Per raccontare una città, una società e una socialità ormai scomparse. “Via del popolo” è un tratto di strada di Castrovillari, il paese d’origine dell’attore, drammaturgo e regista calabrese, che un tempo brulicava di attività: due bar, tre negozi di generi alimentari, un fabbro, un falegname, un ristorante, un cinema… Due uomini percorrono Via del Popolo, un uomo del presente e un uomo del passato. Il primo impiega 2 minuti per percorrere 200 metri, il secondo 30 minuti.

È la piccola città italiana a essere cambiata, è la società globalizzata. Ai negozi sono subentrati i centri commerciali e la fine della vendita al dettaglio ha portato via posti di lavoro, distruggendo un modello sociale ancora basato sulle relazioni personali. A cu appartènisi, chiedevano i vecchi paesani, a chi appartieni? E dalla tua risposta ricavavano le informazioni essenziali sulla tua identità. “Via del popolo” è il racconto di un’appartenenza a un luogo, a una famiglia, a una comunità. Ma quei duecento metri rappresentano anche un percorso di formazione in cui sono gettate le basi della vita futura, dal quale emergono un’umanità struggente, il rapporto coi padri, l’iniziazione alla vita, alla politica, all’amore. “Via del popolo” è anche una riflessione sul tempo, il tempo che corre ma che non dobbiamo rincorrere, piuttosto trascorrere. Sul ricordo di chi non c’è più, ma “sempre presenti” in Via del Popolo, sull’infanzia e il passato scolpiti nella memoria, La Ruina intesse una narrazione anche autobiografica, intrisa di una saggezza popolare atavica. La Ruina: “Metto in scena un album della desertificazione in corso. Lo spopolamento e le persone più chiuse in casa creano un senso di solitudine”.

Saverio La Ruina si forma come attore alla Scuola di Teatro di Bologna diretta da Alessandra Galante Garrone e lavora, tra gli altri, con Leo De Berardinis e Remondi & Caporossi. È tra i giovani registi selezionati agli atelier di regia curati da Eimuntas Nekrosius per La Biennale di Venezia nelle edizioni 1999 e 2000. Nel 1992 fonda la compagnia teatrale Scena Verticale, con la quale è presente nei maggiori festival e teatri italiani e all’estero. Tra i maggiori riconoscimenti: due Premi Ubu 2007 (miglior attore e nuovo testo italiano) con “Dissonorata”, il Premio Ubu 2010 (nuovo testo italiano) con “La Borto”, il Premio Ubu 2012 (migliore attore) per l’interpretazione di “Italianesi”, il Premio Hystrio alla Drammaturgia 2010, il Premio Lo Straniero 2015, il Premio Enriquez 2012 e 2015. I suoi testi sono stati tradotti e rappresentati in diversi paesi del mondo. Dal 1999 è direttore artistico del festival Primavera dei Teatri di Castrovillari.

Biglietti: € 15 botteghino, € 12 prevendita su Dice.fm, € 8 studenti. Info e prenotazioni: tel. 0958168912 da lunedì a venerdì (dalle 10 alle 13), email biglietteria@zoculture.it.

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