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La filiera brassicola siciliana punta a produrre una birra 100% Born in Sicily. Con questo obiettivo quattro aziende agricole delle province di Enna e Palermo e tre birrifici siciliani di Vittoria (RG), Nicosia (EN) e Torrenova (ME) hanno accettato la sfida di INNO.MALTO, un progetto (finanziato dal PSR 2014/22 Mis. 16 – Sottomisura 16.1) incentrato sulla “caratterizzazione di un malto tipico siciliano, attraverso l’introduzione di metodi di coltivazione e di trasformazione delle materie prime innovative”, con al fianco i partner scientifici CREA – Centro di Ricerca Cerealicoltura e Colture Industriali (CREA-CL) di Acireale (CT), il Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente (Di3A) dell’Università di Catania e l’Ente di Sviluppo Agricolo della regione Siciliana. Hanno collaborato anche il Dipartimento SAAF dell’Università di Palermo e Unionbirrai Sicilia.

I risultati del progetto verranno presentati giovedì 11 luglio, ore 9.30 nel corso del convegno finale organizzato nell’Agriturismo Bannata in C.da Bannata – S.S. 117 bis – km 41 – Piazza Armerina (EN).

Le attività INNO.MALTO hanno riguardato le fasi della produzione delle materie prime, del processo di maltazione, ma anche l’introduzione di alcuni lieviti innovativi in fase di birrificazione, così come la produzione di 3 tipologie di birra, utilizzando il grano tenero Maiorca, i grani duri Bidì,Timilia e Strazzavisazzi e gli orzi Fandaga, Fortuna, Rgt Planet e Concerto.

Porgeranno i saluti: Carlo Domenico Turriciano, Commissario Straordinario dell’Ente di Sviluppo Agricolo; Nicola Pecchioni, direttore del CREA- Centro di ricerca Cerealicoltura e Colture Industriali; Mario D’Amico, direttore del Dipartimento Di3A dell’Università di Catania.

Introdurrà Antonino Drago, Dirigente Area 3 – Coordinamento e gestione programmi agro-biodiversità e Cooperazione Dipartimento regionale dell’Agricoltura, Assessorato dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea.

La presentazione sarà a cura di Dario D’Angelo, responsabile della SOPAT di Valguarnera e Innovation Broker del progetto. Modererà la giornalista Letizia Carrara. Le relazioni scientifiche saranno di Nino Virzì e Massimo Palumbo, ricercatori CREA-CL di Acireale, Umberto Anastasi del Di3A, Cristina Restuccia, responsabile scientifica del progetto INNO.MALTO del Di3A, Gaetano Chinnici del Di3A, Aldo Todaro e Ignazio Maria Cugino del Dipartimento SAAF dell’Università di Palermo. E ancora Luca Traina, produttore azienda capofila, Katya Carbone del CREA – OFA di Roma, Vincenzo Pernice, Dirigente Area 2, programmazione, Dipartimento regionale dell’Assessorato dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea, Vittorio Ferraris, direttore Generale di Unionbirrai, Giorgio Carpenzano Dirigente dell’Ispettorato provinciale dell’Agricoltura di Ragusa.

Inoltre, interverranno i presidenti degli ordini che hanno accreditato l’evento per l’ottenimento di crediti formativi: Salvatore Fiore, presidente della Federazione degli Ordini dei Dottori Agronomi e Forestali della Sicilia, Daniele Alfio Romano, presidente dell’Ordine dei Tecnologi Alimentari di Sicilia e Sardegna. Concluderà Dario Cartabellotta, Dirigente generale del Dipartimento dell’agricoltura dell’Assessorato regionale dell’Agricoltura dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea.

Seguirà la degustazione guidata delle birre realizzate nell’ambito del progetto INNO.MALTO in abbinamento ai prodotti identitari del territorio.

In particolare:

1) Una birra chiara ad alta fermentazione prodotta dal birrificio Irias di Torrenova (ME) il cui stile si ispira alle witbier belghe: realizzata con il 55% di malto d’orzo Pilsner proveniente dalla varietà Fandaga, con il 22,5% di malto di grano duro da conservazione varietà Bidì e con il 22,5% di grano tenero da conservazione varietà Maiorca;

2) Una birra chiara ad alta fermentazione prodotta dal birrificio Paul Bricius di Vittoria (RG) secondo i dettami stilistici delle belgian blondale: realizzata con l’85% di malto d’orzo Pilsner proveniente dalla varietà Fortuna e con il 15% di malto di grano duro da conservazione varietà Timilia;

3) Una birra ambrata ad alta fermentazione prodotta dal birrificio 24 Baroni di Nicosia (EN) con un profilo da belgian amberale: realizzata con il 60% di malto d’orzo Vienna proveniente dalla varietà Rgt Planet, con il 35% di malto d’orzo Monaco proveniente dalla varietà Concerto e con il 5% di malto di grano duro da conservazione varietà Strazzavisazzi.

I risultati della degustazione effettuata dagli esperti degustatori Unionbirrai hanno rilevato una maggiore “presenza” dei sentori tipici dei cereali durante la bevuta, rispetto alle caratteristiche proprie degli stili di rispettivo riferimento. Questo risultato rappresenta un buono ed incoraggiante inizio di un percorso che porti a “costruire” birre artigianali siciliane uniche per la loro suggestiva e piacevole caratterizzazione territoriale da filiera corta.

Il convegno rappresenterà l’occasione anche per parlare delle prospettive future della filiera brassicola siciliana con l’obiettivo finale di produrre una birra artigianale e/o agricola realizzata con materie prime prodotte in Sicilia.

Le aziende partner sono: i birrifici Paul Bricius & Company di Vittoria (RG) – Capofila; Irias Società Agricola s.n.c. di Blandi Fabrizio e Blandi Sergio di Torrenova (ME), con l’omonima  azienda agricola; Birrificio 24 Baroni di Nicosia (EN). Le aziende agricole: Sicali Grazia di Assoro (EN), Frasson Lorenzo di Aidone (EN), Bioagri 24 Baroni S.S. di Consentino Antonio & C. Società Agricola di Nicosia (EN), Valle del Dittaino Società Cooperativa Agricola di Assoro (EN). I partner scientifici sono: il Dipartimento Di3A di UniCt, Il CREA – CL di Acireale. Partner istituzionale l’Ente di Sviluppo Agricolo della Sicilia

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