“Il Consorzio di Bonifica di Catania è al collasso e con esso rischia di crollare tutto il sistema dei consorzi di bonifica siciliani, oberati da una montagna di debiti e senza le risorse necessarie a garantire la normale attività” , lo affermano il vicepresidente vicario di Cia, Giosuè Catania e il presidente provinciale di Confagricoltura, Giovanni Selvaggi che esprimono preoccupazione per il protrarsi di una situazione insostenibile per gli imprenditori agricoli della provincia etnea. , spiegano Catania e Selvaggi. . sottolineano Catania e Selvaggi – – continuano Catania e Selvaggi – . – precisano Catania e Selvaggi –
“Le casse del Consorzio sono vuote e come al solito si cerca di risolvere il problema gravando gli imprenditori agricoli di ruoli sempre più sproporzionati rispetto ad un servizio scadente”
“Infatti – continuano i rappresentanti di Cia e Confagricoltura - oltre alla casse del Consorzio sono semivuoti anche gli invasi e questo, unito ai limiti strutturali e di manutenzione, non fa ben sperare per l’avvio della prossima campagna irrigua”
“La situazione è gravissima e l’assessore regionale all’Agricoltura deve intervenire per fermare l’aumento delle tariffe irrigue operate dai Consorzi di Bonifica e l’esecutività dei ruoli consortili, assolutamente insopportabili dal mondo agricolo –
e tener fede agli impegni assunti dai suoi predecessori che avevano garantito, in almeno un paio di occasioni, di non aumentare le tariffe per gli agricoltori”.“Gli imprenditori agricoli
chiedono al Governo della Regione e all’assessore Antonello Cracolici di intervenire con urgenza per mettere ordine al sistema della Bonifica restituendo agli agricoltori la gestione democratica di Enti che siano efficienti e risanati. Per farlo è necessario revocare l’art.47 della legge Regionale n. 9/2015 nella parte in cui si prevede il disimpegno finanziario della Regione Siciliana fino al pareggio bilancio dei Consorzi a decorrere dal 2021. Si decida inoltre in merito alle priorità sui grandi interventi relativi allo stato strutturale delle dighe, i collegamenti tra invasi, lo stato di salute delle reti scolanti e delle condotte idriche nonché lo stato dell’arte delle centrali di sollevamento e la loro funzionalità”
“Responsabilmente
abbiamo portato il nostro contributo a tutti gli incontri che hanno avuto lo scopo di affrontare una situazione che con il passare del tempo diventa sempre più drammatica e da cui non si esce se non si porta avanti un progetto di riforma radicale. E’ chiaro – concludono i rappresentanti degli agricoltori il coordinatore – che chi ha creato questa situazione esplosiva, anche a causa delle cartelle esose che stanno arrivando a migliaia di consorziati e di cui chiediamo l’immediata sospensione, non può tirarsi indietro”.










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