Nello stesso giorno, nell’intervallo di poche ore, il Primo ministro ha fatto il giro del mondo; è stato in Calabria e, dopo, nelle due Sicilie; per me le due Sicilie si trovano entrambe nell'isola. Che spiritosone! Oltre lo Stretto, dopo avere egli stesso domandato in dono la sciarpa del Crotone a cui ha rivolto le doverose congratulazioni per la promozione nella massima serie, vistasela recapitare, ha inscenato una manfrina rifiutando il dono e aggiungendo qualcosa, tipo: "No, la mia sciarpa resta viola; diffidate di chi cambia squadra per prendere due voti". [caption id="attachment_7739" align="alignright" width="500"]

Nella foto la firma del Patto tra il Premier Renzi ed il sindaco Bianco [/caption] A Catania e a Palermo un’analoga scena ce la siamo risparmiata; anche perché qui non c’era di che complimentarsi. Ma al teatro Massimo Bellini – dove è stato firmato il cosiddetto “Patto per Catania” (denominazione stranamente ricorrente) con il sindaco Bianco – Renzi è stato accolto dalle note del vero inno siciliano, che per me sarà sempre la “Sinfonia” della “Norma” (anche senza parole) e, chissà perché, dal più “aspro” e ferale coro, forse dell’intero melodramma, di cui riporto le parole senza commento: «Guerra, guerra! Le galliche selve / Quante han querce producon guerrier. / Qual sul gregge fameliche belve / Sui Romani van essi a cader. / Sangue, sangue! Le galliche scuri / Fino al tronco bagnate ne son / Sovra i Flutti del Ligeri impuri, / Ei gorgoglia con funebre suon. / Strage, strage, sterminio, vendetta! / Già comincia, si compie, si affretta. / Come biade da falci mietute / Son di Roma le schiere cadute. / Tronchi i vanni, recisi gli artigli, / Abbattuta ecco l'aquila al suol….» (V. Bellini, “Norma”, atto secondo, scena settima). È una scelta; si poteva scegliere anche qualcosa di segno opposto: infatti, nel primo atto della stessa opera lirica c’è, invece, uno degli inni di pace più puri e alti che esistano al mondo, “Casta diva”, che – però è vero – richiede l’impiego di un soprano. Non ce n’era alcuna a portata di mano? O è stata, appunto, una scelta? [caption id="attachment_8646" align="alignleft" width="300"]

Bianco e Renzi al Teatro Bellini di Catania [/caption] Tanti pacifisti mal digeriscono questa partitura accusando Bellini di istigazione alla violenza; soprattutto perché è intonata contro gli invasori romani dalla stessa sacerdotessa che prima aveva innalzato “Casta diva”; invano, chi la pensa diversamente l’ha motivata con i furori libertari e con la psicologia della donna che si sente tradita e traditrice a un tempo. Bellini è l’autore della musica, mentre i versi sono di Felice Romani che ha lavorato su una tragedia coeva “Norma, ou l'infanticide” del francese Louis-Alexandre Soumet, che pone l’accento sull’infanticidio, qui evitato. Scelta casuale? È come se l’“organizzazione” avesse previsto certe affermazioni del Capo (riportate univocamente dalla stampa): "Sul tema delle infrastrutture per il Sud la prima regola è la manutenzione. Quando finiremo di mettere a posto tutto e, finalmente, completeremo la Salerno-Reggio Calabria, allora si potrà pensare all’alta velocità e quindi al Ponte". Questa dichiarazione, interpretata in termini speranzosi, ottimistici, da tanti, contiene una sfilza di portenti. Intanto, non mi pare di avere sentito che l’ostinazione per fare, ad esempio, la TAV o l’Expo, sia stata la conseguenza di un pensiero successivo al completamento del TUTTO. Tutto cosa? Ma è possibile che chiunque si possa sentire autorizzato a menarci per il naso? Vero che il ponte è osteggiato anche da tanti benpensanti di casa nostra… ma quel dirci in faccia che solo quando TUTTO sarà stato messo a posto, FINALMENTE… Finalmente, che? Finalmente, si POTRÀ … COMINCIARE A PENSARE… Ah. Già! E pensare… A cosa? All’Alta velocità… E, per concludere… QUINDI… al ponte! Uèèèè? Mio compare Alessandro Quasimodo racconta nel suo monologo “Operaio di sogni” che suo padre – da buon siciliano – quando da “quell’orecchio non voleva sentirci” usava l’espressione “ora viremu”. Credo che il senso sia lo stesso. Bene d’esportazione o d’importazione? È eccessivo pensare che le manutenzioni, i progetti per trasporti decorosi, le infrastrutture in genere e quant’altro, debbano essere priorità più che pretesto per togliere dall’agenda delle urgenze altri progetti? Della serie: chi camperà, vedrà; ma chi camperà, si vedrà anche tutte le feste dell’anno. Nel frattempo, in Irlanda o in Australia continuano ad andare, molti più giovani del Sud che del Nord e non i peggiori. [caption id="attachment_8340" align="alignright" width="285"]
Salvo Nicotra [/caption] Salvo Nicotra si è occupato di tante di quelle cose che è come se non si fosse occupato di nulla… Laurea in Lettere all’Università di Torino con tesi sull’attualità del Teatro dei Pupi siciliani, regista teatrale e uomo di cultura e di sport, ha collaborato sin dalla (lontana) giovinezza con numerose testate giornalistiche; nella “precedente vita” è stato lavoratore pubblico e dirigente sindacale.





















