“Una città più vivibile, più pulita, con una mobilità integrata ed efficiente”. E in una città che è al decimo posto in Italia per traffico urbano, l’impegno che coinvolge anche il sindacato non è da poco. Ma è l’obiettivo al quale lavorerà la nuova segreteria del Presidio Fit Cisl di Catania, la federazione dei lavoratori dei trasporti e dell’igiene ambientale, eletta nel corso della seconda assemblea congressuale tenutasi all’hotel Sheraton. A guidare la segreteria è stato confermato Mauro Torrisi, che sarà al suo secondo mandato; con lui sono stati eletti due nuovi vicesegretari, Maria Cristina Denaro (Sac Service) e Venero Sorbello (Trenitalia), che subentrano agli uscenti Tiziana Lupo e Alberto Toscano. All’assemblea hanno partecipato la segreteria regionale della Fit siciliana, con il segretario generale Amedeo Benigno, e i segretari Dionisio Giordano, Concetta Arduino e Domenico Perrone; e Maurizio Attanasio, segretario generale della Ust Cisl di Catania. Nella relazione d’apertura, Torrisi ha passato in rassegna la situazione dei trasporti urbani ed extraurbani e della gestione dei rifiuti nell’area metropolitana di Catania e la condizione dei lavoratori dei relativi settori. “Il centro urbano catanese – ha affermato Torrisi– è interessato, ogni giorno da circa 70.000 auto che provengono dall’hinterland, con conseguenze disastrose sul traffico cittadino, sull'inquinamento e sul numero d’incidenti stradali. Si deve pertanto mettere mano a una rivisitazione del sistema trasporti dell’area catanese, sia in termini di realizzazione di infrastrutture adeguate, sia in termini di reale riorganizzazione del sistema del trasporto pubblico, per una ricaduta positiva tanto sui lavoratori quanto sul territorio”. Sulla necessità di un coordinamento sovracomunale e le competenze della Città Metropolitana è intervenuto Attanasio: “Occorre tornare alla figura di un mobility manager, competente e preparato, per coordinare la pianificazione e la gestione a livello di area vasta, in grado di razionalizzare gli attuali servizi, e i futuri come la metropolitana di superficie, e di creare l’integrazione con i servizi urbani ed extra urbani, porto e aeroporto”. Le difficoltà in atto nei settori di competenza della Fit, riguardano soprattutto l’handling aeroportuale, con troppe aziende che puntano al profitto trascurando i diritti dei lavoratori, e quelli della igiene ambientale, per un sistema caratterizzato da un’enorme frammentazione, con ogni Comune che opera da sé, attraverso le ordinanze urgenti, di cui fanno le spese gli operatori con ritardi negli stipendi e spostamenti. Nelle sue conclusioni Benigno ha sottolineato l’autonomia del sindacato dalla politica: “Noi rispettiamo la politica ma essa deve restare nel proprio ambito e favorire le relazioni industriali per l’interesse dei lavoratori e della comunità”.






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