A Bergerac ennesima volata e quarto successo di Kittel. Come previsto la classifica resta immutata con Froome sempre al comando su Aru e Bardet. Stesso spartito, stessa musica. Sorvolando rapidamente sulla passerella televisiva, che per quasi tutta la durata della tappa ha visto protagonisti Offredo e Gesbert, la scarna cronaca si riduce alle battute finali. I due francesi sono stati controllati facilmente dai piloti automatici che Lotto Soudal , Quick Step, Katusha e Cofidis hanno inserito a turno in testa al gruppo prima di essere ripresi ai meno sette. L’ultimo chilometro è stato tutto un affannarsi di Lotto Soudal , Katusha e Cofidis. I pesci pilota di ognuna di queste formazioni ha sputato l’anima per Greipel, Kristoff e Bouahnni ma nulla hanno potuto contro lo strapotere di Kittel che, lanciata la sua volata ai meno duecento cinquanta metri, ha messo tutti d’accordo ben prima del nastro . Volata senza storia vinta su Degenkolb e Groenevegen, in fondo due di quelli che han fatto meno schiamazzi. Insufficienti il solito Kristoff di questi tempi e Bouhanni; respinto dietro Greipel. Kittel, nettamente maglia verde ed arrivato a quattro successo, allo sprint al momento non ha rivali. Sinché la coalizione delle squadre dei velocisti gli consegnerà le volate è probabile che le vinca tutte. Nello sprint di oggi l’unico vero brivido l’ha regalato Bouahnni a Sabatini con una scodata ai meno cinquecento degna della sua fama. Scorrettezza inutile, ininfluente, ma regolarmente sanzionata.

Domani vedremo se continua il festival della noia, da Eymet a Pau in 203 km, i presupposti ci sono tutti. Tappa sostanzialmente pianeggiante che porterà il gruppo ai piedi dei Pirenei . Niente paura, nei prossimi giorni anche le prestigiose montagne al confine con la Spagna verranno solo sfiorate. Cosa non hanno fatto gli organizzatori del Tour per non turbare i sonni degli uomini delle grandi pianure.
Turi Barbagallo (Il salotto del Ciclismo)





















