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L’Annunciazione - l'Arcangelo Gabriele e la Madonna El Greco (1570-1575) – Museo del Prado - Madrid[/caption] Gabriele è l’angelo che annunziò a Maria il mistero dell’Incarnazione. Il nome Gabriele (ebr.: גַּבְרִיאֵל, Gavriel, lat.: Gabrielus, gr.: Γαβριήλ, ebr.: tiberiano Gaḇrîēl, ar.: جبريل Jibrīl o Jibrail), significa “uomo in cui Dio confida”. Gabriele è nominato quattro volte nella Sacra Scrittura. Nell’Antico Testamento Gabriele spiega al profeta Daniele la visione del montone e del capro: < Gabriele viene inviato per annunciare pure la fine del potere di Babilonia e a spiegare i problemi relativi alla "Fine dei Giorni" come quando il regno di Persia, Grecia e Roma stavano perdendo il dominio del mondo: < Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l’angelo partì da lei>> (Lc 1,26-38). Nel Protovangelo di Giacomo (11,1-3) e negli Oracoli Sibillini (8,460), Gabriele è l’angelo del Signore che annuncia a Maria la nascita di Gesù. Nella recensione arabo-latina, (cod. H) della Storia di Giuseppe il falegname è Gesù stesso a pregare il Padre affinché mandi < Su richiesta dei comandanti dei Reparti delle Trasmissioni e dell’Ordinario Militare per l’Italia, mons. Carlo Alberto Ferrero di Cavallerleone, il 12 gennaio 1951, il santo padre Pio XII designò l’Arcangelo Gabriele celeste patrono presso Dio delle Trasmissioni. PIO XII A perenne memoria Poiché ogni cosa ottima ed ogni dono perfetto viene dall’alto, discendendo dal Padre della luce”, si può ammirare la Sapienza divina quando servendosi delle invenzioni, frutto della tecnica moderna, possono per mezzo dell’elettricità sia trascrivere con la massima velocità le parole agli assenti, sia parlare tra di loro da luoghi molto distanti, sia inviare messaggi attraverso l’etere, sia infine assistere come presenti alla rappresentazione di cose e di avvenimenti lontani. Ci è sembrato molto opportuno che questa mirabile tecnica e gli addetti ai suoi servizi godessero di un particolare celeste beneficio e di uno speciale patrocinio. Siccome parecchie illustri persone di molte Nazioni che lavorano in questo campo hanno rivolto le loro suppliche affinché Noi dichiarassimo Celeste Patrono loro e di tutti gli addetti alle Telecomunicazioni San Gabriele Arcangelo, il quale recò il desiderato annunzio della Redenzione al genere umano, avvolto nelle tenebre e quasi disperato della propria salvezza. Noi, molto volentieri considerata la grande importanza della cosa, in forza della presente lettera ed in modo perpetuo, confermiamo, stabiliamo e dichiariamo San Gabriele Arcangelo Celeste Patrono delle Telecomunicazioni e dei loro addetti ed artefici con tutti e singoli onori e privilegi liturgici che, secondo il rito, spettano ai Principali Patroni di Associazioni e nonostante qualunque parere contrario. Dato a Roma, presso S. Pietro, sotto l’Anello del Pescatore, il 12 gennaio 1951 - anno dodicesimo del nostro pontificato Pio XII. PIO XII



Gabriele viene inviato per annunciare pure la fine del potere di e a spiegare i problemi relativi alla "Fine dei Giorni" come quando il regno di , e stavano perdendo il dominio del mondo: < PIO XII A perpetua memoria Al nostro cuore paterno, che sente “le preoccupazioni per tutte le Chiese” (2Cor 11,28), reca non piccolo conforto sapere che molte aggregazioni o associazioni o ordini desiderano, anche ai nostri tempi, affidarsi alla protezione di un celeste Patrono, come a perfetto esemplare di vita per gli uomini. Dopo aver sopportato grandi tribolazioni durante l'infierire dell'ultimo conflitto mondiale, gli uomini ora implorano un aiuto divino per godere una vita più sicura e serena. Spinti da questa lodevole aspirazione, i soldati Italiani di una recente sezione dell'Esercito, hanno adottato un singolare loro Patrono. Motivo per cui, in campo militare, a causa delle nuove invenzioni e delle particolari responsabilità che esse oggi comportano, si è aggiunto anche il reparto, del tutto nuovo, degli addetti agli Strumenti per le “Trasmissioni”. Questi stessi operatori chiesero un nuovo Patrono più idoneo al proprio lavoro. Come Santa Barbara, vergine e martire, pure con Breve Apostolico del 4 Dicembre 1951 da noi stessi, sotto l'anello del Pescatore, era stata proclamata e affidata quale celeste patrona degli artiglieri, dei marinai, dei minatori, dei vigili del fuoco; così gli operatori delle telecomunicazioni: telegrafo, telefono, radio e televisione ben a ragione ritennero che fosse loro Patrono più appropriato l'Arcangelo S. Gabriele. Noi stessi, con Lettera apostolica in forma di Breve, il 12 gennaio dello stesso anno, dichiarammo il detto Arcangelo celeste Patrono delle tecniche, chiamate con un ibrido nome "Telecomunicazioni", e di tutti coloro che, come persone singole o società, in qualsiasi modo prestano la loro opera. La scelta fu motivata dal fatto che l'Arcangelo Gabriele aveva recato "il tanto desiderato annuncio della Redenzione del genere umano". Allora non dubitammo di scrivere: "La Santa Madre Chiesa non solo mai si oppose al progresso dei popoli, ma anzi ne ebbe e ha massima cura di sostenerlo, incoraggiarlo e proteggerlo; poiché ogni verità, ogni scoperta che si raggiunge attraverso la ricerca, devono essere riconosciuti come un vestigio dello spirito di Dio e un indizio della potenza divina". Che se quelle recentissime tecniche e moderni strumenti, in quanto opere di pace, "hanno una grande importanza - ripetendo una recente nostra espressione – per favorire e consolidare una fraterna comunità tra gli uomini, nobilitare la loro vita e diffondere il più possibile le arti liberali, la cultura della propria nazione e ancor più difendere la vita degli addetti e rendere più spedito il compito con il quale si collegano tra loro, debbono servire e rendere efficaci queste finalità. Pertanto essendo stati insistentemente pregati dal Venerabile fratello Enrico Pintonello, Arcivescovo titolare di Teodosiopoli in Arcadia [= Teodosia] e Ordinario Militare per l'Italia, portavoce anche dei voti dei responsabili alle medesime "Trasmissioni", di benignamente estendere anche agli addetti del medesimo ordine la celeste tutela di San Gabriele Arcangelo, Noi abbiamo ritenuto opportuno di accogliere ben volentieri tali preci. Pertanto, consultata la Sacra Congregazione dei Riti, esaminata attentamente ogni cosa, con conoscenza certa e matura Nostra deliberazione, per la pienezza della potestà Apostolica, in forza di questa Lettera e in modo perpetuo, costituiamo, facciamo e dichiariamo San Gabriele Arcangelo celeste Patrono presso Dio di tutti i militi dell'esercito italiano addetti alle “Trasmissioni”, con tutti i relativi onori e privilegi liturgici che competono ai principali patroni delle aggregazioni. Nonostante qualsiasi disposizione in contrario. Questo dichiariamo, stabiliamo, decidendo che la presente Lettera sia e rimanga sempre stabile, valida ed efficace, raggiunga e ottenga i suoi pieni effetti. Coloro ai quali essa è rivolta o potrà essere rivolta, ora e in futuro, siano in tutto favoriti; e così in forma solenne dev’essere giudicata e definita. Da questo momento sarà irrita e nulla qualunque cosa che cercasse di intaccare quanto sopra stabilito, da parte di chiunque, con qualsiasi autorità, scientemente o per ignoranza. Dato in Roma presso S. Pietro, sotto l'anello del Pescatore, il giorno 6 del mese di Aprile, 1956, dodicesimo anno del Nostro Pontificato. Per speciale mandato del Cardinale per i Pubblici Affari della Chiesa Gildo Brugnola Cancelliere dei Brevi Apostolici PREGHIERA DEL TRASMETTITORE



Gabriele viene inviato per annunciare pure la fine del potere di e a spiegare i problemi relativi alla "Fine dei Giorni" come quando il regno di , e stavano perdendo il dominio del mondo: < PREGHIERA DEL TRASMETTITORE O Signore, che guidi l’universo con sapienza e amore, ascolta la preghiera che ti rivolgiamo per la nostra Patria. Fiorisca in Essa la Giustizia e la Concordia e, per l’onestà dei cittadini e la saggezza dei Governanti, si attui un vero progresso sociale. Tu, o Dio, che governi il destino degli uomini, fa che i nostri mezzi edifichino solo pace e amore e che diffondano nell’etere solo messaggi di fratellanza. L’Arcangelo Gabriele, Patrono dei nostri reparti, protegga noi e le nostre famiglie, illumini le nostre menti ed infiammi i nostri cuori, affinché sappiamo usare gli strumenti che la scienza e la tecnica ci offrono, per il bene della nostra Patria e di tutti gli uomini. Egli ci guidi nelle ardue conquiste dell’umano progresso, dandoci forza e coraggio e per sempre ben operare. Amen. San Michele Arcangelo - Patrono dei Paracadutisti e della Polizia di Stato [caption id="attachment_42579" align="alignleft" width="204"]



Gabriele viene inviato per annunciare pure la fine del potere di e a spiegare i problemi relativi alla "Fine dei Giorni" come quando il regno di , e stavano perdendo il dominio del mondo: < [caption id="attachment_42579" align="alignleft" width="204"]
Guido Reni, 1636 - chiesa di Santa Maria della Concezione - Roma[/caption]
Michele (ebr.: מיכאל), il cui nome deriva dall’espressione Mi-ka-El, che significa chi è come Dio?, per essere stato il difensore della fede contro le orde di Satana. Michele è un arcangelo menzionato nella Sacra Scrittura, nella letteratura apocrifa vetero e neotestamentaria, in quella ebraica ed e in quella islamica. Nell’Antico Testamento Michele è citato nel Libro del profeta Daniele: <
La devozione a san Michele arcangelo affonda le sue radici nel primo secolo cristiano giacché - prima dei santi, scrisse san Paolo ai Colossesi (cfr. 2,18) – i cristiani cominciarono a venerare gli angeli. Nel calendario liturgico cattolico san Michele Arcangelo si festeggia il 29 settembre, con san Gabriele Arcangelo e san Raffaele Arcangelo.
Dante scrisse nell’Inferno che <
Il 29 settembre 1949, san Michele arcangelo è stato proclamato dal santo padre Pio XII, patrono particolare presso Dio dell’Amministrazione dell’ordine e della pubblica sicurezza d’Italia.
Il 17 giugno 1955 san Michele venne scelto a celeste Patrono dei Paracadutisti d’Italia, con il Breve Pontificio di sua santità Pio XII. Con questa motivazione: << …a chi se non ad un Angelo, affidare in vigile custodia, la rischiosa vita dei paracadutisti? Alle numerose apparizioni dell’arcangelo Michele agli eserciti guerreggianti per il trionfo del bene sul male>>.
PIO XII



Gabriele viene inviato per annunciare pure la fine del potere di e a spiegare i problemi relativi alla "Fine dei Giorni" come quando il regno di , e stavano perdendo il dominio del mondo: < PIO XII A perpetua memoria dell’evento E’ prerogativa di Dio, come la stessa ragione umana insegna ed è confermato attraverso le Sacre Scritture, reggere il mondo e diffondere tra gli uomini la giustizia, in modo che i buoni siano tenuti lontano dai malvagi ed i malvagi invece sorvegliati ed osservati, tenuti sotto controllo, mai tuttavia privati della loro libertà, si facciano buoni, in modo che s’avveri “che tutti gli uomini siano salvi”, secondo la rivelazione di Dio. Per risolvere la perenne lotta tra il bene ed il male, Dio Onnipotente affidò il compito a San Michele Arcangelo, il cui nome suona “chi come Dio?” ed esprime e manifesta “la potenza di Dio”. A costui infatti, che da Dio è stato costituito Capo e Principe dell’Angelica Milizia, è stato affidato il compito d’opporsi al Principe delle tenebre ed ai suoi seguaci, sia scacciando dal Paradiso celeste quel medesimo eterno nemico di Dio e gettandolo nel profondo dell’inferno, sia difendendo, non senza immane contesa, quella Donna sublime, che, “vestita di sole, mentre la luna sta ai suoi piedi e sul capo di Lei una corona di dodici stelle”,appare nell’Apocalisse, sia infine proteggendo con forza ed ardore “ le anime destinate al cielo”, a maggior gloria di Dio.Non diversamente, perché si possa dire serena e ordinata e simile al regno celeste, accade in questa terrestre città, cioè nella società umana, la quale, per favorire la giustizia e tutelare i buoni, ha bisogno di forza e di fermezza e si regge con l’aiuto delle leggi. Nulla di strano quindi, che coloro che in Italia sono preposti alla pubblica sicurezza, considerando attentamente il grave e severo compito delle Forze di Polizia per il bene comune e l’interesse dei cittadini, e preoccupati soprattutto della loro tutela fisica e spirituale, abbiano avuto sempre presso Dio San Michele Arcangelo come Patrono nel controllo della sicurezza pubblica.Son soliti infatti le Milizie cristiane, secondo un’antica e lodevole consuetudine, col favore e l’approvazione dei Sommi Pontefici, scegliersi ed invocare celesti Patroni, che in situazioni avverse, e nei pericoli specialmente, proteggano i singoli e la comunità intera, e procurino loro la desiderata vittoria.E tra di loro nessuno mi è sembrato più adatto alla tutela della sicurezza pubblica e più confacente, di quel grande Principe della Corte celeste, per l’appunto l’Arcangelo Michele, essendo dotato di forza divina contro “le forze delle tenebre”.Stando così le cose, il venerabile Fratello Carlo Alberto Ferrero di Cavallerleone, Arcivescovo titolare di Trebisonda (città del Ponto, Turchia), Ordinario Militare d’Italia, accogliendo i desideri sopra ricordati, perché meglio si provveda, contro i detrattori delle leggi civili, al bene spirituale dei tutori dell’Ordine pubblico e della sicurezza, sia Dirigenti sia Agenti e di lor stessi, con una protezione, recò a noi le preghiere formulate perchè benevolmente ci degnassimo di proclamare San Michele Arcangelo, Patrono celeste dell’Amministrazione che ha il compito di controllare tutta la pubblica sicurezza.Noi poi, seguendo le orme dei Nostri Romani Pontefici che ci hanno preceduto, per aumentare la devozione di coloro che prima abbiamo ricordato, e per rafforzarli e difenderli con una protezione ed un aiuto superiore, abbiamo deciso, con disposizione d’animo molto favorevole, di dare consenso a tali desideri e preghiere.Perciò, sentito il Nostro Venerabile Fratello Clemente, S.R.E. il Cardinale Micara, Vescovo di Velletri, Prefetto della Sacra Congregazione dei Riti, con piena cognizione e soppesata deliberazione nostra e nella pienezza del Nostro Potere Apostolico, con la forza del presente Decreto, in forma perpetua proclamiamo San Michele Arcangelo Patrono particolare presso Dio dell’Amministrazione dell’Ordine e della Pubblica Sicurezza dell’Italia, e lo stabiliamo con tutti i privilegi liturgici e gli onori aggiunti, che competono solitamente ai Celesti specifici Patroni delle Istituzioni. Non c’è alcuna obiezione, che sia di parere contrario.Questo notifichiamo,stabiliamo e decidiamo che il presente Decreto, secondo consuetudine, sia e rimanga intatto; che abbia ed ottenga i suoi pieni ed integri effetti, e che dia pieno suffragio a coloro a cui è rivolto, a chi lo osserva e lo osserverà, ora e sempre, e così, secondo le norme, dev’esser giudicato e definito; ed inefficace già da ora e nullo diventa se qualcosa diversamente da quanto sta scritto, da parte di chiunque, con qualsiasi autorità, consapevolmente o inconsapevolmente abbia a capitare che lo modifichi. Emesso da Castel Gandolfo, col sigillo di Pietro (il Pescatore), il 29 del mese di settembre, festività di San Michele Arcangelo,l’anno 1949, undicesimo del nostro Pontificato. Con speciale mandato del Santo Padre per il Cardinale responsabile degli affari pubblici della Chiesa. Gildo Brugnola Reggente l’Ufficio per il conferimento delle Onorificenze Pontificie. PREGHIERA DEL PARACADUTISTA



Gabriele viene inviato per annunciare pure la fine del potere di e a spiegare i problemi relativi alla "Fine dei Giorni" come quando il regno di , e stavano perdendo il dominio del mondo: < PREGHIERA DEL PARACADUTISTA Eterno, Immenso Iddio, che creasti gli eterni spazi e ne misurasti le immense profondità, guarda benigno a noi, Paracadutisti d’Italia, che nell’adempimento del nostro dovere, balzando dai nostri aerei, ci lanciamo nella vastità dei cieli. Manda l’Arcangelo San Michele a nostro custode; guida e proteggi l’ardimento del volo. Come nebbia al sole, davanti a noi siano dissipati i nostri nemici. Candida come la seta del nostro paracadute sia la nostra fede e indomito il coraggio. La nostra giovane vita è tua, o Signore! Se è scritto che cadiamo, sia! Ma da ogni goccia del nostro sangue sorgano gagliardi figli e fratelli in numeri, orgogliosi del nostro passato, sempre degni del nostro immancabile avvenire. Benedici, o Signore, la nostra Patria, le nostre Famiglie, i nostri Cari! Per loro, nell’alba e nel tramonto, sempre la nostra vita! E per noi, o Signore, il Tuo glorificante sorriso. Così sia. PREGHIERA A SAN MICHELE ARCANGELO



Gabriele viene inviato per annunciare pure la fine del potere di e a spiegare i problemi relativi alla "Fine dei Giorni" come quando il regno di , e stavano perdendo il dominio del mondo: < PREGHIERA A SAN MICHELE ARCANGELO PATRONO DELLA POLIZIA DI STATO San Michele Arcangelo, nostro celeste Patrono, che hai vinto gli spiriti ribelli - nemici della Verità e della Giustizia - rendi forti e generosi, nella reverenza e nell’adesione alla Legge del Signore, quanti la Patria ha chiamato ad assicurare tra i suoi cittadini concordia, onestà e pace, affinché, nel rispetto di ogni legge, sia alimentato lo spirito di umana fraternità. Per questo, imploriamo dal tuo Patrocinio rettitudine alle nostre menti, vigore ai nostri voleri, onestà agli affetti per la serenità delle nostre case, per la dignità della nostra terra. Amen. Diac. Sebastiano Mangano






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