Domenica 27 gennaio, i festeggiamenti agatini sono entrati nel vivo fin dal mattino: i responsabili e i commissari delle Associazioni Agatine maschili e femminili cittadine, del gruppo diocesano di preghiera “Amici del Rosario”, il mastro della vara con la candela bianca in mano, nonché i collaboratori della festa di S.Agata, nella basilica Cattedrale, hanno rinnovato le promesse battesimali davanti all’arcivescovo mons. Salvatore Gristina, che ha presieduto la concelebrazione della s. messa della III domenica per annum, ciclo C, con gli assistenti spirituali dei sodalizi partecipanti. Mezzogiorno, allora della preghiera dell'Angelus, dal porto sono stati sparati in segno di festa 12 bombe a cannone. In giornata tutti i fedeli delle aggregazioni laicali agatine, nelle proprie sedi, hanno proceduto al rinnovo del tesseramento sociale. Nel tardo pomeriggio i soci del Circolo Cittadino Sant'Agata dalla Collegiata hanno solennemente scortato, per via Etnea fino al Duomo, la reliquia del Velo della Santa Patrona, con la presenza del clero, sacerdoti e diaconi, e delle autorità cittadine, seguiti dai cerei votivi dello stesso Circolo e del Vescovo Ventimiglia, detto popolarmente di Sant'Agata. Successivamente la reliquia è stata esposta nel santuario S. Agata al Carcere, in cui la protomartire concittadina, straziata dai duri tormenti, rese l’anima a Dio, la mattina del mercoledì 5 febbraio dell'anno 251, tra la commossa ammirazione dei compagni di pena, e dei fratelli e delle sorelle di fede presenti nella buia prigione del pretorio romano. Di sera, nella chiesa del Santo Carcere gremita di devoti, all'inizio della solenne concelebrazione eucaristica, preparata con tanta cura dal sac. prof. Carmelo Asero, rettore del santuario e della chiesa confraternale San Giuseppe al Transito, nonché vicario giudiziale del Tribunale diocesano e Croce pro piis meritis melitensi, e presieduta dall'arcivescovo mons. Salvatore Gristina che ha indossato i paramenti rossi come i due concelebranti principali, mons. prof. Leone Calambrongio, rettore delle chiese San Biagio in Sant'Agata alla Fornace e San Giuliano, e lo stesso padre Asero con l'assistenza liturgica del cerimoniere arcivescovile sac. Pasquale Munzone e del diacono transeunte Filippo Nunzio Rapisarda, si è rinnovato il tradizionale simbolico rito, risalente al 1522 ed ideato dal nobile concittadino don Alvaro Paternò -già patrizio (sindaco) di Catania, senatore romano e autore del cerimoniale rinascimentale della festa- dell'annuale riconsegna all'arcivescovo dell' L’evento religioso e civico ha dato il via alle solenni celebrazioni liturgiche patronali L'originale anello episcopale reca impressa la raffigurazione del semibusto reliquiario della celeste protettrice di Catania. Il sindaco, particolarmente emozionato, a nome della città metropolitana, ha avuto per la prima volta l'onore di consegnare l’anello a mons. Gristina. Il metropolita, che riveste anche l'alto ufficio di presidente della Conferenza episcopale siciliana, per la 18^ volta lo porterà al dito fino all'ottava della festa, come segno visibile di “sposalizio con la città”. In contemporanea, nella limitrofa primaziale “S.Agata La Vetere” è stata messa in scena dalla comunità parrocchiale “Madonna del Divino Amore in Zia Lisa” la sacra rappresentazione teatrale “Il martirio di S.Agata”, testo del parroco prof. Piero Sapienza. In via Beato Dusmet, davanti al monumento della Antonino Blandini





















