“ ” è un’antologia di racconti a firma di 17 giornaliste: (che è anche la curatrice del libro),
È la stampa, bellezze!
Alessandra Bonaccorsi, Donata Calabrese, Maria Teresa Camarda, Jana Cardinale, Federica Di Gloria, Ambra Drago, Giada Drocker, Sandra Figliuolo, Laura Grimaldi, Giada Lo Porto, Isabella Napoli, Giusi Parisi
Paola Pottino, Pierelisa Rizzo, Laura Spanò, Daniela Tornatore, Simonetta Trovato.

Ognuna di loro ha raccontato il proprio amore per questo mestiere, come il lavoro sia cambiato con la rivoluzione digitale e quanto sia stato difficile affermarsi, o provare ancora a farlo, essendo donne. Ognuna di loro ha donato al lettore, mettendolo ancora una volta nero su bianco, un pezzetto di sé, un momento di vita o di carriera, narrando a cuore aperto le soddisfazioni e le rinunce, le gratificazioni e le porte in faccia, gli apprezzamenti e i compromessi. Abituate a raccontare, per la prima volta si sono raccontate. è una raccolta di racconti eterogenei, , nei quali però si trova un unico filo conduttore, la passione per il giornalismo che quando è così vera e viscerale diventa quasi una smania, un bisogno, una dipendenza. L’unico modo che hanno queste diciassette donne per essere davvero se stesse, esprimendosi attraverso l’uso della parola, con l’esigenza di riportare la realtà che ci circonda con onestà e trasparenza.
oggi
“È la stampa, bellezze!”
disponibile in libreria dal 21 febbraio
Le giornaliste autrici del libro hanno scelto di destinare i compensi derivanti dalla vendita all’AIRC – Associazione italiana per la ricerca sul cancro.SCHEDA LIBRO
SINOSSI “E ne vale la pena?”. “Ma almeno ti pagano?”. “Sì, ma il tuo vero lavoro qual è?”. Queste domande – e tante altre – hanno affollato e affollano la lunga e difficile strada professionale del giornalista. È così da sempre, e lo è ancor di più dopo la rivoluzione digitale. È così per tutti, e lo è ancor di più se si è donne. Diciassette giornaliste in diciassette racconti narrano momenti di vita e di carriera vissuta: gli inizi, gli ostacoli, i compromessi, le rinunce, ma anche le vittorie, la passione, gli amori, quel certo “non so che” che le obbliga ancora oggi, a distanza di anni, a non staccare l'orecchio dal telefono e le mani dalla tastiera. Perché il giornalismo, quello vero, era ed è una brutta malattia, una dipendenza difficile da curare, perché nel bene e nel male, facendo il verso al grande Humphrey Bogart, possiamo ancora affermare: “È la stampa, bellezze! E voi non potete farci niente! Niente!”. Le giornaliste Alessandra Bonaccorsi, Donata Calabrese, Maria Teresa Camarda, Jana Cardinale, Federica Di Gloria, Ambra Drago, Giada Drocker, Sandra Figliuolo, Laura Grimaldi, Giada Lo Porto, Isabella Napoli, Giusi Parisi, Paola Pottino, Pierelisa Rizzo, Laura Spanò, Daniela Tornatore, Simonetta Trovato. Giusi Parisi nasce a Messina il 7 maggio del 1963. Buddace dentro, per lei l’arancino è prelibatezza culinaria di genere maschile (ma a Palermo è costretta a renderla femmina). Dopo la laurea in Lingue e letterature straniere moderne, si trasferisce (non) di buon grado nelle Langhe dove insegna inglese per un periodo (che a lei sembra) infinito. Tra tormente di neve e cioccolatini al tartufo, evita il suicidio scrivendo racconti. All’alba dei trent’anni, l’incontro con un giornalista catanese risulta fatale: inizia a fare due mestieri e collabora fin dal primo numero col settimanale Centonove. Pubblicista, risulta all’Ordine dei giornalisti di Sicilia dal 2000. Ha scritto per la testata online Blogsicilia, poi si è dedicata solo al “suo” Giornale di Sicilia.
AUTORE
CURATORE




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