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Cronaca di una memorabile giornata, 13 Settembre 1959 Consacrazione dell’Italia al Cuore Immacolato di Maria

2019-09-19 12:15

Michele Minnicino

Cronaca,

Cronaca di una memorabile giornata, 13 Settembre 1959 Consacrazione dell’Italia al Cuore Immacolato di Maria

La giornata di domenica 13 settembre 1959, ultimo giorno del XVI Congresso Eucaristico Nazionale, ha segnato il culmine delle celebrazioni con la processione Eucaristica, la Consacrazione dell’Italia al Cuore Immacolato di Maria e il Radiomessaggio del Santo Padre Giovanni XXXIII.


A cantare le lodi a Dio, in quel luminoso pomeriggio di fine estate, nella grande piazza del Congresso e nelle strade adiacenti c’erano più di trecentomila persone ed io, appena quindicenne, ne sono testimone. Nella Piazza G, Verga, la Fontana dei Malavoglia è stata realizzata dallo scultore catanese  Carmelo Mendola (1895-1976) e inaugurata il 25 ottobre 1975.


La Consacrazione dell’Italia al Cuore


Immacolato di Maria, voluta e  fatta


da tutto l’Episcopato Nazionale, la solenne  Benedizione Eucaristica impartita la Card.


Legato Marcello Mimmi e il radiomessaggio del Santo Papa Giovanni XXIII, sono


stati tre momenti di fede che certamente hanno segnato un’epoca della storia


civica e religiosa di Catania e delle persone - chierici e laici - che li  hanno vissuti e che certamente non dimenticheranno


mai.


12 settembre alle ore 21.00 


il Card. Mimmi che celebra il solenne pontificale in Piazza G. Verga


Una pallida idea


di quanto è avvenuto in quella domenica la possiamo avere solo attraverso


alcune foto che di seguito sono qui pubblicate.  


Alle 11,30 di quella


indimenticabile domenica, il Simulacro della Madonna di Fatima, posto


sull’anfibio dei Vigili del Fuoco di Catania ed accompagnato da un corteo di


macchine, venne portato dalla Cattedrale a piazza G. Verga e posto accanto all’Altare


del Congresso.


Alle 16.oo ebbe


inizio la processione eucaristica che si è snodata per via Etnea e viale XX


Settembre, fino a piazza G. Verga. La partecipazione di tanti sacerdoti, frati,


suore e seminaristi ed una marea di persone venuti da ogni parte d’Italia è


stata veramente qualcosa di inimmaginabile oggi.


Seguivano a piedi


il carro trionfale su cui troneggiava  l’ostensorio


con Gesù Eucaristico, tenuto dal Card. Mimmi, i cardinali, i vescovi, il clero


ed una moltitudine di persone.


Alle 18.00 il carro trionfale entrava in piazza G. Verga, accolto dal canto del “Credo”, mentre la Rai-Tv, che trasmetteva in diretta la cerimonia conclusiva del XVI Congresso Eucaristico Nazionale, con i suoi riflettori illuminava ogni angolo della piazza e delle strade limitrofe.


Al centro della foto mons. Francesco Ricceri


Dopo che l’ostensorio con il Santissimo Sacramento venne intronizzato


sull’altare, in modo da poter essere visto da ogni angolo della piazza, il


Cardinale Legato, in ginocchio,  <>, ha letto dinanzi a Gesù


eucaristico l’Atto di consacrazione


dell’Italia al Cuore Immacolato di Maria:


<unico Maestro e Pastore delle nostre anime, mediatore tra la terra


e il Cielo, accogliete questo atto solenne, col quale noi intendiamo


riconoscere il vostro sovrano dominio, e deporre nelle vostre mani l’offerta


delle nostre anime, della nostra vita, dei nostri beni, delle nostre famiglie,


della nostra patria, di tutto il mondo.


Accogliete


questa offerta, e unendola a quella del vostro Corpo e del vostro Sangue, che


voi rinnovate ogni giorno, mediante il ministero dei Sacerdoti, nel Sacrificio


Eucaristico, fatela ascendere gradita al Padre Celeste, nel


seno della Augusta Trinità, dove voi vivete e regnate eternamente, come unico


vero Figlio di Dio.


Accogliete


specialmente, in questo giorno solenne, l’atto ufficiale di


consacrazione, che noi intendiamo fare a voi, e per voi, alla


Trinità santissima, della nostra amata patria, in unione alle intenzioni del


Cuore Immacolato e Addolorato della vostra eccelsa Madre Maria, che a noi, come


a figli amatissimi, ha voluto suggerire e richiedere quest’atto di


riconoscimento del sovrano dominio di Dio sulle Nazioni.


Vescovi di un


Paese da voi prediletto, e predestinato a Sede del vostro Vicario sulla


terra, solleciti del bene spirituale e materiale del nostro popolo,


desiderosi che sulla nostra Patria e sul mondo intero, risplenda presto un arcobaleno


di speranza e di pace, noi, o Signore, deponiamo nel Cuore della Madre vostra e


nostra, i voti più ardenti per la diletta Nazione italiana: la sua prosperità


nella pace, nella giustizia, nella libertà, nell’ordine, nella concordia; la


sua fedeltà alla Religione, che voi le avete dato; la sua integrità nella fede


cattolica; la sua santità nei costumi; l’unione di tutti i suoi figli in una


fraterna carità.


A questi voti


corrisponde anche l’impegno che noi, come legittimi rappresentanti di questo


popolo presso il vostro Altare, intendiamo prendere e prendiamo, nel


consacrarci ancora una volta a voi, nella luce del Cuore Immacolato e


Addolorato di Maria Santissima.


Posti da voi


come maestri e pastori di questo popolo, noi Vescovi c’impegniamo ad eseguire,


con sempre maggior sollecitudine e dedizione, il mandato che voi ci


avete conferito.


Il nostro


clero sarà sempre più vicino al vostro Cuore, più pronto e generoso nel


collaborare con noi alla salvezza delle anime, che ci avete affidate.


Il nostro


popolo, e tra esso specialmente le anime consacrate, e coloro che più


direttamente si dedicano al servizio del vostro Regno, seguirà l’insegnamento e l’esempio dei suoi pastori, per fare di


questa Italia, delle sue diocesi e parrocchie, delle sue famiglie, dei suoi


istituti, una terra veramente a voi consacrata.


Questi sono i


voti, queste sono le promesse che noi, Vescovi italiani, oggi intendiamo


affidare al Cuore della vostra e nostra Madre, in unione


di pensiero e di volontà col vostro Vicario in terra, il Sommo Pontefice,


Primate d’Italia.


E con Lui,


noi ci rivolgiamo, o Signore Nostro Gesù Cristo, a questa SS. Madre, perché essa, con la sua materna intercessione, ci assista e renda


effettivo e operante, per la grazia, ottenutaci presso il vostro Trono, quest’atto


di consacrazione.


Vegli, o


Maria, il vostro Cuore Immacolato sulla Chiesa di Cristo, su noi, su questa terra benedetta, che mille Santuari vostri


costellano, facendone quasi la vostra seconda patria.


Assistetene i


reggitori, illuminatene il popolo, di tutti soccorrete le necessità, confortate


le sofferenze, alimentate le speranze; in modo speciale, assistete


coloro, che si trovano lontani dalla propria terra, e ne sentono la nostalgia; accrescete nelle anime dei fedeli il


fervore, riconducete al Padre gli erranti; santificate e adeguate alle presenti


necessità i Sacerdoti; custodite particolarmente, in un clima cristiano, la


limpida fede ed il candore innocente dei piccoli, speranza d’Italia.


Ecco, o Madre


e Regina d’Italia, la supplica che, con filiale speranza, rivolgiamo e


affidiamo al vostro Cuore Immacolato, pregandovi che giunga presto l’ora, da


voi promessa, in cui il vostro Cuore Immacolato trionferà in questa nostra


terra, e in tutto il mondo. Così sia!>>.


Al termine


dell’Atto di Consacrazione i Pueri


cantores, che erano più di mille provenienti dalle Diocesi d’Italia e


d’Europa,diretti da mons. L.


Rapicavoli,insieme al popolo di Dio


che gremiva la piazza e le strade vicine intonarono il popolare canto siciliano del XVI sec.  “O sanctissima, o piissima, dulcis Virgo,


Maria. /Mater amata, intemerata. Ora, ora pro nobis….”. Dopo il canto del


“Tantum ergo”, il Cardinale Legato impartì la solenne Benedizione Eucaristica,


A questo punto vi fu un silenzio totale perché tutti aspettavano il radiomessaggio del Santo Padre Giovanni XXIII, che parlava da Castelgandolfo:


«Cantemus


Domino, gloriose enim magnificatus est »: cantiamo inni al Signore,


poiché è stato gloriosamente esaltato! (Ex. 15,1).


  Amiamo ripetere queste parole di lode e di


riconoscenza al Divino Salvatore, nel momento così solenne in cui, Venerabili


Fratelli e diletti figli, vi stringete palpitanti di amore attorno al trono


eucaristico di Gesù, al chiudersi del XVI Congresso Eucaristico Nazionale. Esso


ha visto folle numerose di credenti confluire in questi giorni a Catania da


ogni parte di Sicilia e d'Italia.


  Oh! come ricordiamo Catania, dai giorni


felici del Nostro incontro con il suo venerato Arcivescovo Cardinale Nava, che


Ci volle ospiti nella sua casa, al Nostro passaggio di là nel 1923, mentre


eravamo applicati al servizio di ripresa e di fervore delle energie di


cooperazione missionaria in Italia, a cui Ci aveva avviati due anni prima Papa


Benedetto XV, di tanto cara e pia memoria.


  La città dell'Etna, assisa quale splendida


regina di fronte al mare Ionio, e cinta dal maestoso scenario di naturali


bellezze, che le fanno corona, ricca di monumenti millenari, ma più ricca


ancora di gloriose memorie cristiane, è stata — dunque — il centro di vibranti


manifestazioni in onore del Santissimo Sacramento dell'Altare.


  Per questo il Nostro cuore è stasera


particolarmente vicino a voi, e gode di esprimervi, col prezioso ausilio delle


onde radiofoniche, la Nostra viva compiacenza. Ed è naturale che, guardando ai


fervidi tributi di amore e di lode resi all'Eucaristia, Noi aggiungiamo


l'omaggio della Nostra personale devozione, a conforto della fede comune, ed a


suggello della nuova pagina di pietà, che i diletti figli d'Italia hanno


esemplarmente scritta nei fasti della loro storia religiosa.


  Le vostre preghiere, i vostri canti, i


solenni riti ai quali avete assistito, si sono rivolti incessantemente in


adorazione del Pane eucaristico, che le lezioni dei valenti Maestri del


Congresso hanno presentato ai vostri occhi in tutto il suo vivificante


splendore. E volendo riassumere quanto è stato compiuto durante questi giorni,


Noi ben possiamo additare nel culto dell'Eucaristia l'espressione più luminosa


e completa della religione cattolica.


  In verità, il Sacramento dell'Altare è


chiamato, nell'atto stesso della Consacrazione del calice, «Mysterium fidei»,


mistero della fede, e cioè il compendio vivente di tutto il Credo cattolico. Da


esso, infatti, s'irraggia il Sole di giustizia, Gesù, unico Mediatore tra Dio e


gli uomini, Vittima incruenta di riconciliazione tra la terra e il Cielo. In


esso è il memoriale perenne del sacrificio, da Lui offerto sul Calvario per la


nostra salvezza. In esso Egli è presente come Capo del Corpo Mistico, fonte dei


Sacramenti, che danno fecondità e bellezza al giardino spirituale della Chiesa.


  Antivedendo il trionfo, che l'ignominia della


Croce gli avrebbe meritato, Gesù disse un giorno: «Quando sarò esaltato da


terra, trarrò tutto a me» (Io. 12,32).


Queste


parole si addicono bene al Pane eucaristico per la dovizia dei celesti tesori


che esso in sé racchiude. Sì, anche il Sacramento dell'Altare è centro di


misteriosa attrazione.


  I venti secoli di progresso delle scienze,


delle arti, della cultura, e dell'economia, i mutamenti avvenuti nel campo


politico e sociale non hanno diminuito il valore delle parole di Cristo: «In


verità, in verità vi dico: se non mangerete la carne del Figliuol dell'uomo e


non berrete il suo sangue, non avrete in voi la vita... Questo è il pane che è


disceso dal Cielo... Chi mangia di questo pane vivrà in eterno» (Io. 6, 54,59).


   Sovrastando


pertanto con la forza della nostra fede e il fervore delle nostre acclamazioni


le voci confuse degli oppositori, che non mancarono mai, e guardando allo


stuolo innumerevole di martiri e di santi, che dalla Eucaristia hanno attinto


il segreto e la forza della loro grandezza, noi insieme ripetiamo a Gesù:


«Signore, dateci sempre di questo pane», poiché voi siete «il pane di vita» (Io. 6, 34,35).


   Venerabili


Fratelli e diletti figli! Non Ci soffermiamo nell'illustrare il significato


della quarta domanda del Padre Nostro, scelta a tema del Congresso. Ma in


quest'ora solenne desideriamo sottolineare la triplice prerogativa di quel «Pane


quotidiano», che i figli della Chiesa devono chiedere ed attendere, con fiducia


e desiderio, dalla provvidenza del Padre celeste.


  a) Esso


dev'essere anzitutto un pane nostro, chiesto cioè in nome di tutti. «Il Signore


— ammonisce in proposito S. Giovanni Crisostomo — ha insegnato nel Pater a


rivolgere a Dio una preghiera anche a nome dei fratelli. Egli vuole, cioè, che


non s'innalzino a Dio suppliche avendo di mira soltanto i propri interessi, ma


anche quelli del prossimo. Egli intende con ciò combattere le inimicizie e


reprimere l'arroganza» (In Matthc.


VI, homil. XIX; MG 57, 278).


   b) Dev'essere


inoltre un pane sostanzioso, che è quanto dire, necessario al nostro


sostentamento. E poiché l'uomo è composto di corpo e di spirito immortale, il


pane che occorre domandare a Dio sarà non soltanto il pane «temporale», ma,


come osserva sapientemente il Dottore Eucaristico S. Tommaso, soprattutto il


pane «spirituale», che è Dio stesso, verità da contemplare e bontà da amare; ed


inoltre il pane «sacramentale», ossia il Corpo del Salvatore, segno e viatico


di vita eterna (Cfr. Comm. in Matthc.


VI).


   c) La


terza dote, infine, non meno importante, del pane quotidiano, è che esso sia


uno, cioè, simbolo e causa di unità. «Quemadmodum enim corpus illud Christo


iungitur, ita et nos per panem hunc unimur» — continua S. Giovanni


Crisostomo — : «Come infatti quel corpo è unito a Cristo, così anche noi siamo


uniti per mezzo di questo pane» (In Epist. I


ad Cor. Homil. XXIV, 2; PG. t. Cd. col. 200).


  Non v'è dubbio che il pane eucaristico è


figura e sorgente di unità nel Corpo Mistico, sia per le menti che illumina e


induce alla professione delle medesime verità divine, sia per le volontà che


accende d'una medesima fiamma d'amore di Dio e del prossimo: fiamma, che non


rimane occultata entro le mura del focolare domestico, o del tempio, ma che


tende di sua natura a espandersi e incendiare.


  Oh! se l'Eucaristia fosse dai cristiani


meglio compresa, più degnamente e frequentemente ricevuta. Quanto più copiosi


sarebbero i frutti di concordia, di pace, di spirituale decoro che ne


deriverebbero alla Chiesa e al mondo intero. Quanti problemi che agitano le


menti sarebbero più prontamente ed efficacemente risolti, grazie allo spirito


di sincera e perfetta fratellanza, che previene nei singoli individui


pericolose iniziative, e preserva dal compromesso con le forze e le seduzioni


del mondo.


  Infatti la vera devozione Eucaristica porta


alla lealtà, alla rettitudine, alla dirittura morale, anche a costo di


sacrificio personale in vista del bene comune. Non esitiamo, anzi, di affermare


che governanti e popoli sono destinati a restare in balìa dei naturali egoismi


e delle divisioni, se non conformano le loro leggi a quelle norme di giustizia


e di amore cristiano, di cui il Sacramento dell'Altare è la vera ed


inesauribile sorgente. Non si veda, dunque, nella Eucaristia il bene soltanto


del fedele comunicante, ma, al dire dell'Angelico Dottore, «il bene comune


spirituale di tutta la Chiesa, che è ivi sostanzialmente presente» (Sum. Theol. 3,


q. 65, a. 3, ad 1).


  Venerabili Fratelli e diletti figli! Nella


lezione del Breviario della solennità di S. Agata si legge questa edificante


espressione: «Multo praestantior est christiana humilitas et servitus regum


opibus ac superbia»: « La cristiana umiltà dei servi di Dio è molto superiore


alle ricchezze ed alla superbia dei re» (Cfr. Brev. Rom. in festo S. Agatae).


   Questo


sentimento di umiltà e di volonteroso servizio di Dio e della sua Chiesa vi ha


condotti alla odierna professione di fede e di amore, che d'ora innanzi sarà


più generosa che per il passato, dopo l'atto di consacrazione dell'Italia, da


voi compiuto, al Cuore Immacolato di Maria.


  Noi confidiamo che, in forza di quest'omaggio


alla Vergine Santissima, gli Italiani tutti con rinnovato fervore venerino in


Lei la Madre del Corpo Mistico, di cui l'Eucaristia è simbolo e centro vitale;


imitino in Lei il modello più perfetto dell'unione con Gesù, nostro Capo; a Lei


si uniscano nell'offerta della Vittima divina, e dalla sua materna


intercessione implorino per la Chiesa i doni della unità, della pace,


soprattutto una più rigogliosa e fedele fioritura di vocazioni sacerdotali. In


tal modo la consacrazione diverrà, un motivo di sempre più serio impegno nella


pratica delle cristiane virtù, una difesa validissima contro i mali che ne


minacciano, e una sorgente di prosperità anche temporale, secondo le promesse


di Cristo.


  O Pane divino, disceso dal Cielo, per dare la, vita


al mondo! O Pastore amabile delle anime nostre, dal vostro trono di gloria, ove


<> avvivate le famiglie e i popoli con la vostra,


grazia, riguardate alla diletta Nazione Italiana, che è tutta spiritualmente


unita davanti a Voi, per rinnovarvi l'espressione della sua fedeltà e del suo


amore. Ad essa avete fatto l'incomparabile dono di essere prescelta a sede del vostro Vicario in terra; da secoli essa canta


le vostre lodi dalle sue cattedrali, dalle splendide tavole dei suoi artisti,


dalle opere dei suoi poeti, dalla vita semplice e operosa delle sue città


antiche. Fate che i suoi figli del territorio metropolitano, e i suoi emigranti


che con tanta soddisfazione incontrammo nelle vie del mondo in Oriente e in


Occidente, eredi consapevoli e fedeli della devozione dei padri, rimangano


stretti a Voi nella fermezza della fede, nella certezza della speranza,


nell'ardore della carità. Dall'altare, ove perennemente rinnovate il vostro


sacrificio, siate sempre per essi il Maestro, il Consolatore, il Salvatore,


Colui che dà il nutrimento che preserva dalla corruzione e dalla morte.


Capo Passero - Monumento alla Madonna 1959


  Vi raccomandiamo in particolar modo i malati,


i poveri, gli indigenti e quanti chiedono pane e lavoro, per tutti e per


ciascuno implorando il conforto della vostra Provvidenza; vi preghiamo per le


famiglie, affinché siano centri fecondi di vita cristiana; vi presentiamo i


giovani, speranza della Chiesa e della Patria, affinché, preservati dai


pericoli dell'anima e del corpo, si preparino in serietà e letizia ai doveri


della vita; vi preghiamo per i sacerdoti, per gli alunni del Santuario, per le


anime consacrate, per gli educatori, per i lavoratori. Su tutti discenda


l'abbondanza della vostra grazia, affinché l'Italia, che da Voi trae la sua


vera grandezza, continui ad essere esempio di virtù gentili e generose, culla


di santi, centro di verità e di luce.


  Confortati da tale fiducia, a degno


coronamento di questa devota glorificazione del «Pane degli Angeli», «fattosi


cibo di noi viatori», impartiamo di gran cuore a tutti i presenti alla solenne


cerimonia, con la persona o con lo spirito, e in primo luogo al degnissimo


Nostro Cardinale Legato, ai Signori Cardinali, allo zelante Arcivescovo di


Catania e ai Nostri Fratelli nell'Episcopato la confortatrice Benedizione


Apostolica>>.


Le venerate parole del Santo Papa, ricche


di umanità, che lo hanno reso particolarmente vicino al popolo italiano, hanno


chiuso il XVI Congresso Eucaristico Nazionale di Catania.


Mi pare giusto ricordare anche il


messaggio che il Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi fece pervenire al


Cardinale Legato, presidente del Comitato per la Consacrazione dell’Italia al


Cuore Immacolato di Maria:


Eminenza Reverendissima,


            ringrazio


l’Eminenza Vostra della cortese comunicazione per la cerimonia che chiuderà il


Congresso Eucaristico di Catania con la consacrazione dell’Italia al Cuore di


Maria.


  Neppure coloro


cui è ancora negato il dono della fede potrebbero, io credo, misconoscere


l’intimo significato di un solenne atto come questo; significato che va al di


la del suo altissimo carattere religioso. Ogni volta, infatti, che l’uomo sa


elevare la mentee al divino, con ciò stesso testimonia la validità perenne di


quei valori dello spirito dai quali è stolto prescindere se si vuol tendere –


nella vita degli individui come delle nazioni – ad un progresso che non sia soltanto


un avanzamento della tecnica e della economia.


  Io partecipo,


Eminenza, della sua persuasione che gli onori tributati dovunque alla piccola


immagine della Madonna di Fatima, e rinnovati in ogni forma tanto solenne nella


generosa città siciliana, interpretino il sentimento dell’enorme maggioranza


del nostro popolo. E condivido l’auspicio: l’Italia che sta sorgendo da aspre e


dolorose vicende, e l’umanità intera che nella sua storia anche recente conobbe


così vasti naufragi, possiamo acquistare sempre più chiara coscienza che dove


venga meno l’augusta presenza di Dio la guerra e la pace, nella vita interna


delle nazioni, come nei loro rapporti esteriori, non sono che disfatta e resa a


discrezione al più forte.


  Mi creda,


Eminenza, con deferente ossequio.


 Alle 20,30,


in piazza G. Verga e lungo tutto il percorso di viale XX Settembre e via Etnea,


una fiaccolata e un corteo di macchine hanno accompagnato la Vergine SS. di


Fatima, “Prima Sovrana e Pellegrina del


Congresso>>, che faceva ritorno in Cattedrale sull’anfibio riccamente


infiorato ed illuminato dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, che proprio


in quell’anno celebrava il ventennale della Fondazione (1939-1959).


La  mattina di lunedì 14 settembre le Autorità, che


avevano partecipato alle cerimonie del XVI Congresso Eucaristico Nazionale, hanno


lasciato Catania per recarsi a Siracusa per rendere  omaggio alla Madonna delle Lacrime, esposta


alla venerazione dei fedeli  in piazza


Euripide, nella cappella provvisoria prima della costruzione del grande


Santuario, che venne aperto al culto e consacrato


da San Giovanni Paolo II il 6 novembre 1994, in occasione della sua visita


pastorale a Catania (4-5- novembre 1994), quindi hanno poi proseguito per


Capo Passero dove hanno inaugurato un monumento in ricordo della Consacrazione dell’Italia al Cuore


Immacolato di Maria, alla “Vergine SS. dell’accoglienza e della speranza”, che


guarda e benedice il “Mare nostrum” e


quanti hanno perduto la vita - di cui solo Dio conosce il nome e il numero -


per cercare la pace, il lavoro e il rispetto della dignità a cui ogni essere


umano ha il sacrosanto diritto qualunque sia il colore della pelle e la


religione professata.


Siracusa - Piazza Euripide, altare della Madonna delle Lacrime 1958 


Diac. Sebastiano Mangano


CRONACA

Secondo l'art. 3 del Decreto Legge n. 63/2012, convertito con modificazioni in Legge 16 luglio 2012, n. 103, la testata www.cronacaoggiquotidiano.it, diffusa solo online, fondata nel 2005, senza benefici pubblici e con ricavi inferiori a 100.000 euro annui, non ha l'obbligo della registrazione in Tribunale

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2026-07-11 16:37

Quasi 800 ragazzi, tra bambini e adolescenti, hanno accolto i poliziotti che hanno preparato delle aree tematiche per spiegare attività e modalità d'intervento.

Servizi sociali, nasce 'moda operandi', sartoria e hub di riscatto per donne in vulnerabilità in un bene confiscato alla mafia
Catania News,

Servizi sociali, nasce 'moda operandi', sartoria e hub di riscatto per donne in vulnerabilità in un bene conf

Redazione

2026-07-11 13:26

Trasformare un simbolo del malaffare in uno spazio di libertà, riscatto e autonomia economica per le donne più vulnerabili è l'obiettivo del progetto

Nascondeva l’eroina nelle scarpe, sessantaduenne arrestato dalla Polizia di Stato
Catania News,

Nascondeva l’eroina nelle scarpe, sessantaduenne arrestato dalla Polizia di Stato

Redazione

2026-07-11 13:16

L'uomo è stato individuato, in sella al suo scooter, lungo viale Africa ed è stato fermato per essere identificato.

D.e-Mo. 2026 | RiCostituente, a Catania cinque Stazioni per tradurre la Costituzione in esperienze di cittadinanza
Spettacolo, Teatro,

D.e-Mo. 2026 | RiCostituente, a Catania cinque Stazioni per tradurre la Costituzione in esperienze di cittadin

Redazione

2026-07-11 13:01

Progetto di Retablo ETS, iniziativa promossa dal Comune di Catania nell’ambito del progetto “Palcoscenico Catania. La bellezza senza confini 2026”.

Canoa Polo, Jomar Club Catania in acqua per i play off scudetto Junior
sport, Vari,

Canoa Polo, Jomar Club Catania in acqua per i play off scudetto Junior

Redazione

2026-07-11 12:42

La squadra rossazzurra, oggi e domenica, a Bacoli (Napoli), cercherà di bissare il titolo della scorsa stagione

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