Per la ripartenza della scuola a settembre, occorrono immissioni in ruolo con procedure più agili: il concorso straordinario per titoli garantirebbe sicurezza e trasparenza. È la proposta della Cisl Scuola di Catania, con il suo segretario generale Ferdinando Pagliarisi, per reclutare il personale per l’anno scolastico 2020-2021, con l’emergenza Covid 19 non ancora spenta, attraverso il concorso straordinario indetto. «Lo spostamento di centinaia di docenti nelle diverse regioni d’Italia per partecipare alle prove del concorso straordinario indetto – spiega Pagliarisi - non potrà dare le adeguate garanzie sulle necessarie condizioni di sicurezza, definite a seguito della pandemia COVID-19 in atto». «Non si può non tener conto della pericolosa situazione che stiamo vivendo – evidenzia il segretario della Cisl Scuola etnea - e sarebbe doveroso, per la sicurezza di tutti, ricorrere a un concorso per soli titoli che, in modo rigoroso e trasparente, permetta l’immissione in ruolo attraverso procedure più agili già con l’avvio del nuovo anno scolastico». In Sicilia, i posti messi a concorso straordinario risultano insufficienti a coprire il fabbisogno dell’isola: su 24.000 posti nazionali previsti, alle scuole siciliane ne saranno destinati solamente 855. I posti derivanti dai concorsi ordinari banditi, saranno 292 infanzia e primaria, 842 secondaria di primo e secondo grado. «Facendo un rapido calcolo, alla fine dei giochi – sottolinea Pagliarisi - in Sicilia i posti coperti saranno 1989, che non riusciranno minimamente a garantire la stabilità delle cattedre e, a settembre, migliaia saranno ancora le cattedre scoperte, soprattutto nel sostegno. «Proprio nel settore del sostegno, solo a Catania, per l’anno in corso, i 2386 posti disposti dall'Ufficio Scolastico Provinciale sono in deroga, cioè con supplenze. A pagarne lo scotto, oltre ai docenti, saranno proprio quei bambini e ragazzi che hanno maggiormente bisogno di continuità didattica e professionalità». Secondo Pagliarisi «è auspicabile per tutti i lavoratori della scuola, e per i nostri figli che la vivono quotidianamente, riorganizzare il lavoro di tutta la comunità educante e l’attività didattica in condizioni di massima sicurezza, all’interno di uno specifico protocollo nazionale che definisca e utilizzi al meglio le risorse del nostro sistema scolastico nazionale».










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