La Stemo Production e la WePower Production hanno presentato un film dedicato alla sperimentazione avanguardistica sull'uso del formato dell'inquadratura, “Kwockdown – the suiced format” della regista italo-bielorussa Inessa Gordè, presso l’Italian Pavillon, all’interno della 74° edizione del Festival internazionale del cinema di Cannes. È la prima opera nella storia del cinema realizzata nello stile costruttivista interamente a colori. Nato da un’idea di Claudio Bucci, il film è una cronaca dei disagi sociali, politici e personali vissuti da tutti gli italiani nei mesi della pandemia del 2020-2021. La chiave estetica dell'opera prevede l'utilizzo di molteplici aspect ratio: dall'orizzontale 16:9 al verticale 9:16, passando per il 4:3, raggiungendo addirittura formati intermedi, con l'obiettivo di isolare il core visivo, esaltando le esigenze narrative nella loro drammatica progressione essenziale.
La fruizione imprime alla normale visione la capacità di rendere naturale l'innovativa tecnica espressiva. Il carattere rivoluzionario della nuova esperienza si sedimenta nei processi percettivi in modo innato, radicandosi profondamente nell’inconscio. Il progetto nasce da una pre-visione trainata dal progresso tecnologico: l'ingresso dei nuovi schermi trasparenti e della proiezione olografica abrogano ogni limite geometrico fin d'ora determinanti per le scelte estetiche relative al formato dell'inquadratura; quest’ultimo, oltre che mezzo espressivo, è anche una soluzione green che fa dell'approccio sostenibile una consuetudine artistica. Il film è stato realizzato grazie alla partecipazione e dedizione degli artisti di altissimo livello professionale: Paola Lavini, nominata come Miglior Attrice al Globo d'Oro 2020, Fabio Fulco, Premio Speciale Italian Movie Award 2017; Blasco Giurato, DoP del film "Nuovo Cinema Paradiso", Oscar per il miglior film straniero e nominato a molti altri premi, tra cui Globo d'Oro, David di Donatello, Nastro d'Argento, BAFTA; Louis Siciliano, compositore delle musiche originali, vincitore del Nastro d'Argento e candidato al David di Donatello; Marco Spoletini al montaggio, vincitore di David di Donatello, Nastro d'Argento, Ciak d'Oro. Louis Siciliano, il compositore: “Inessa Gordè è una mente che va oltre. Definire questa donna non è un compito facile: è la Leonardo Da Vinci al femminile di questo primo millennio. Grazie al produttore Claudio Bucci e alla sua incredibile creatività. Sono lieto di partecipare a questo progetto insieme a straordinari professionisti del Cinema Italiano.” Paola Lavini, l’attrice protagonista: “Mi sono affidata ad una regista nuova (non solo perché è la sua opera prima, ma anche perché è proprio una novità nel panorama cinematografico) con idee decise e precise, lontane anche dal mio mondo e modo finora affrontati. Parole intense che vanno ad appoggiarsi felicemente su figure geometriche, riferimenti iconografici, formati che cambiano. E così, con le sue mani sapienti e visionarie, Inessa Gordè ha plasmato questo progetto universale e trasversale, con molta attenzione umana, ma anche con molta convinzione e determinazione sui contenuti, sui colori, sui dettagli, sulla forma, sullo scopo. Ecco: lo scopo ci ha unite per sempre.” L’approccio Costruttivista Derivato dal Costruttivismo, prende le mosse dal Movimento artistico d’avanguardia che si sviluppò in Russia dopo la rivoluzione del 1917, trovando espressione nella musica, nelle arti figurative – ove tese a ridurre ogni forma artistica a pure designazioni di spazio e movimento. Nel cinema assume un carattere centrale il montaggio, come forma combinatoria di attribuzione di senso dove l’inquadratura e le sue associazioni progressive rappresentano “il mattone”, la “cellula” basilare ed originaria destinata alla costruzione dell’universo di significati. I principali esponenti della Scuola Sovietica sono Lev Kulesov, Vsevolod Pudovkin, Sergej Ejzenštejn e Dziga Vertov.






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