Oggi più che mai, ognuno di noi è immerso in un contesto socioculturale in cui la tecnologia ha permeato profondamente ogni carattere del quotidiano. L’avvento di dispositivi sempre più performanti, accessibili e facili da trasportare, ha reso il conseguimento di obiettivi, il compimento di attività e l’esecuzione delle task più disparate estremamente immediato, visto che tutto questo può essere fatto, semplicemente, con pochi tocchi su uno smartphone, device ormai alla portata di tutti e trasportabile, semplicemente, nella tasca di un indumento. L’affermazione della tecnologia come elemento fondante nella vita delle persone ha coinvolto proprio chiunque, bambini compresi. Il fatto che gli smartphone vengano messi a disposizione a una quantità sempre maggiore di bambini solleva una questione di sicurezza oltre che di etica. Fortunatamente, per quanto riguarda il primo aspetto, esistono diversi strumenti a disposizione dei genitori per limitare i rischi e monitorare l'attività online dei propri figli. Tra questi strumenti, i parental control rappresentano una soluzione efficace per gestire l'accesso dei bambini ai contenuti online, stabilendo limiti di tempo e impostando filtri per bloccare contenuti inappropriati. Inoltre, esistono delle app – e al riguardo segnaliamo la pagina sui cellulari spia del portale endoacustica.com per saperne di più – che consentono ai genitori di tenere sotto controllo le attività dei loro figli monitorando le chiamate, i messaggi e le attività online. Appare chiaro, alla luce dei presupposti, che l’utilizzo dello smartphone da parte dei bambini rappresenti una fattispecie, quantomeno, controversa, soprattutto se si esaminano gli ultimi dati raccolti al riguardo. Il quadro della situazione italiana, in particolare, presenta dei dati a dir poco sorprendenti, addirittura, nonostante il peculiare periodo storico in cui viviamo e a cui si è fatto riferimento nel paragrafo introduttivo. Nelle prossime righe, andremo a scoprire il dettaglio dell’indagine sull’utilizzo degli smartphone da parte di bambini che, lo scopriremo, hanno un’età media sempre inferiore. Come già precedentemente accennato, il quadro italiano sull’utilizzo dello smartphone da parte dei bambini mostra dati abbastanza preoccupanti. Nel nostro Paese, infatti, il 78.3% dei bambini di età compresa tra gli undici e i tredici anni naviga in rete quotidianamente, servendosi soprattutto dei telefoni cellulari per poterlo fare. L’età media minima per il possesso di uno smartphone aumenta in modo sensibile dopo le ultime rilevazioni, con moltissimi bambini di età compresa tra i 6 e i 10 anni che utilizzano giorno per giorno il telefono. Si è passato dal 18.4% registrato nel periodo antecedente alla pandemia al 30.2% nel biennio compreso tra 2021 e 2022. A questa indagine non corrispondono aspetti positivi se si pensa che, a discapito dell’utilizzo copioso e profuso che i bambini fanno dello smartphone in Italia, il Paese si ponga in ambito europeo quartultimo nella classifica delle competenze digitali nel target compreso tra i 16 e i 19. Quest’ultima rilevazione evidenzia, infatti, come i giovanissimi con scarse o competenze nulle in ambito digitale sia del 42%. La media nel resto del continente corrisponde al 31%. Poco più di un giovane italiano su quattro presenta elevate competenze digitali, mentre i francesi e gli spagnoli hanno registrato, rispettivamente, un 50 ed un 47%. Oltre a questo, risulta fondamentale la puntualizzazione sul fatto che il dato medio in Italia abbia creato una vera e propria spaccatura tra nord e sud, con il centro che tende ad avvicinarsi al settentrione in termini statistici. Il 52% dei giovani con scarse o nessuna competenza nell’ambito digitale, infatti, proviene proprio dal sud Italia, mentre il nord e il centro si avvicinano ai dati europei con il 34% e il 39%.Bambini e smartphone: il punto della situazione in Italia

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