Lo scorso 11 e 12 luglio al Castello Ursino di Catania, all’interno del cartellone “Catania Summer Fest 2024”, organizzato dall’Amministrazione comunale, l’associazione culturale “Terre forti”, fondata e guidata dall’attore, regista e autore catanese Alfio Guzzetta, ha proposto “’U volontariu” , una farsa scritta da monsignor Francesco Pennisi, vescovo di Ragusa, morto nel 1974. Lo spettacolo, diretto da Alfio Guzzetta, coadiuvato alla regia da Letizia Tatiana Di Mauro, con un essenziale impianto scenografico che raffigura, con tanto di quadri attaccati al muro di Lenin e Marx, la sede del PCI di un paesino della Sicilia, risulta - grazie alle battute ed all’ironia dei personaggi - una sorta di gioco teatrale, creando uno spaccato socio/politico degli anni Cinquanta del secolo scorso quando esisteva la netta divisione tra schieramenti e ognuno difendeva, anche aspramente, il proprio ideale di partito. Da un lato c’erano i “compagni” comunisti e dall’altro gli “amici” democristiani appoggiati “spudoratamente” dalla Chiesa. [caption id="attachment_175513" align="alignleft" width="600"]

Una scena dello spettacolo [/caption] L’autore mons. Francesco Pennisi, con un ironico sarcasmo, inventa un contesto, in un piccolo centro siciliano, dove, in ottemperanza delle direttive di Togliatti, occorreva trovare un volontario, in occasione del conflitto coreano del 1950/53 che, insieme ad altri “volontari” di tutta Italia, potesse andare a difendere i “proletari” della Corea del Nord. Ovviamente nessuno, dal segretario agli altri componenti della locale segreteria, era “liberamente” disponibile a partire ed a affrontare rischi, per cui si cercava uno stratagemma, una soluzione per dare un nome al coraggioso volontario. L’arrivo poi in paese dell’inaspettata onorevole Carlotta Martorana, inviata dal partito, rendeva le cose più difficili ed innescava una serie di divertenti equivoci e stratagemmi, fino alla sorpresa finale. Sulla scena divertono nei loro ruoli Alfio Guzzetta (Lorenzu Priolu, il segretario della sezione), Concetto Cefalà (Petru Battaglia), Gaetano Gullo (Turi Cannata), Saro Stella (Massaro Carmelu Trinnaschi), il piccolo Andrea Caruso (Januzzu, figlio di Trinnaschi), Antonietta Attardo (l’onorevole Carlotta Martorana). Azzeccati e scorrevoli gli interventi di Letizia Tatiana Di Mauro e di Matteo Sicuro che arricchiscono di particolari e spiegano meglio il lavoro ed il suo contesto. [caption id="attachment_175514" align="alignright" width="600"]

Applausi e ringraziamenti finali [/caption] Applausi convinti alla fine per la rappresentazione e per gli interpreti da parte del pubblico presente che ha apprezzato la satira semplice ed intelligente dell’autore nel rappresentare le diatribe che avvenivano nel nome dell’ideologia tra opposti partiti, tra la sinistra, il centro e la destra, anche se in quegli anni, quando tutto alla fine tornava alla normalità, c’era sempre la consapevolezza del proprio schieramento e la stima ed il rispetto dell’avversario. Lo spettacolo verrà ancora rappresentato a settembre (1, 14 e 15) e ad ottobre (5) nell’ambito del progetto “Palcoscenico Catania”.


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