Suggestivo, straziante, profondo e dai mille spunti di riflessione. Questo e tanto altro troviamo nell’atto unico “Un Sogno a Istanbul” di Alberto Bassetti, tratto dal bestseller di Paolo Rumiz “La cotogna di Istanbul”, proposto dal 26 novembre all’1 dicembre al Teatro Brancati di Catania, nell’odierna stagione di prosa e prodotto da La Contrada Teatro Stabile di Trieste/ Arca Azzurra. [caption id="attachment_183551" align="aligncenter" width="600"]

Maddalena Crippa - Foto Barbara Riigon [/caption] La pièce è una Ballata per tre uomini ed una donna, una forma unica nel suo genere, con canzoni che rendono il racconto estremamente travolgente ed è diretta, in modo scorrevole ed intrigante, da Alessio Pizzech. In circa 90 minuti intensi, cattura e coinvolge lo spettatore, grazie soprattutto ad una storia piena di fascino e dai mille risvolti con l’interpretazione ineccepibile di Maddalena Crippa, Maximilian Nisi, Mario Incudine e Adriano Giraldi e grazie ad un allestimento efficace, che crea suggestioni, con l’impianto scenografico (una parete di fondo fredda e piena di crepe, simbolo di dolore ed instabilità della vita), i costumi di Andrea Stanisci, il disegno luci di Eva Bruno e le musiche e le canzoni originali cantate dal vivo da Mario Incudine. “Un sogno a Istanbul” si rivela, dall’inizio alla fine, un lavoro di forti emozioni, una grande storia d’amore, di popoli diversi e sentimenti comuni, una lezione di vita, oltre che una sfida per gli attori e la produzione ed una occasione per il pubblico per poter riflettere su tematiche di stringente attualità. Un testo, uno spettacolo, che attraversa il tempo, che tocca luoghi ed anime, che parla di amore, di incontri, di sensazioni e rimpianti, di tristezza e malinconia, di guerra e di morte. Tutto seguendo l’amore travolgente e tragico, tra Max e Maša, in un’Europa devastata dalla guerra dei Balcani. [caption id="attachment_183552" align="aligncenter" width="600"]

Maddalena Crippa e Maximilian Nisi - Ph. Barbara Rigon [/caption] Attraverso le musiche, le canzoni di Mario Incudine, eseguite dal vivo, che creano le atmosfere e i tempi del racconto, lo spettatore si ritrova coinvolto, magicamente, nella storia d’amore tra l’ingegnere austriaco Maximilian von Altenberg, con un padre che ha combattuto i partigiani e Maša, una musulmana figlia di partigiano, "occhio tartaro e femori lunghi”, vedova, selvaggia e bellissima. Si parte dal loro incontro a Sarajevo dove Max viene mandato per un sopralluogo nell’inverno del ’97 e si continua a descrivere i risvolti di una passione misteriosa, magica e soprattutto di un destino che prima li coinvolge e li infiamma e poi li allontana. Maša ha amato prima di Max altri uomini, come il rude Vuk, ucciso in guerra e il professore di fisica Dusko, dal quale ha avuto due bellissime figlie La storia racconta poi il distacco, il ritorno in patria di Max, l'attesa di un nuovo incontro, ma prima di ritrovare Maša passeranno tre anni (i tre anni fatidici di cui parlava “La gialla cotogna di Istanbul”, la straziante canzone d’amore che Maša cantava a Max). Quando poi i due si ritrovano, ecco un nuovo e terribile gioco del destino: Maša è malata ed anche se la passione tra i due è forte e si accende, si arriva al tragico epilogo della morte di Maša che porterà poi Max nei luoghi magici della donna, in un sorta di viaggio che è rito e resurrezione. In scena per tutta la durata della pièce, con le emozionanti canzoni di Mario Incudine che legano i vari momenti della storia tra Max e Maša, tra la neve che cade, il ballo ed il sirtaki, incantano e strappano gli applausi del pubblico una ammaliante e completa Maddalena Crippa, autentica signora del palcoscenico, che da voce e corpo alla determinata, sofferta ed elegante Maša, accompagnata dal passionale e rigoroso Maximilian Nisi nei panni di Max, da un convincente Adriano Giraldi (il professore di Fisica Dusko) e dal polistrumentista ed autore delle strazianti musiche Mario Incudine. https://www.youtube.com/watch?v=DjPA2ADaEDM Lavoro di grande raffinatezza, intriso di malinconia e di estrema dolcezza, che comunque - pur narrando di un amore intenso e sfortunato - alla fine, tra gli applausi calorosi e reiterati del pubblico, consegna un messaggio di speranza per un futuro migliore, a condizione di imparare qualcosa dal passato, cercando di migliorare, di rendere più umano, un mondo oggi avvilito da guerre, incomprensioni e meschinità. [caption id="attachment_182985" align="aligncenter" width="600"]

Un sogno a Istanbul - Foto Barbara Rigon [/caption] Testo di , liberamente tratto da "La cotogna di Istanbul" di Paolo Rumiz con Regia di Scene e costumi di Musiche originali eseguite dal vivo da Luci di Produzione Stagione Teatro Brancati di Catania - 26 novembre-1 dicembre 2024
Un Sogno a Istanbul
Alberto Bassetti
Maddalena Crippa, Maximilian Nisi, Mario Incudine e Adriano Giraldi
Alessio Pizzech
Andrea Stanisci
Mario Incudine
Eva Bruno
La Contrada Teatro Stabile di Trieste/ Arca Azzurra



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