E' stata presentata ieri mattina alla Camera in conferenza stampa la proposta di legge a prima firma di Marco Furfaro, responsabile Welfare del partito Democratico e capogruppo in Commissione Affari Sociali. Il testo, dal titolo "Disposizioni in materia di tutela della salute riproduttiva e di riproduzione medicalmente assistita", rappresenta un passo importante per la riforma della legge 40, ormai ampiamente superata dalla giurisprudenza e dall'evoluzione scientifica. Una proposta solida, nata da un lungo e approfondito lavoro di confronto con la comunità scientifica, medica e con le realtà civiche, che negli ultimi anni hanno sollecitato con forza un intervento legislativo strutturale. "La genitorialità non è un privilegio, ma un diritto - ha dichiarato Furfaro - Non è accettabile che per diventare genitori si debba affrontare una battaglia legale o prendere un aereo per andare all'estero. La Corte Costituzionale ha lanciato un sasso nello stagno chiedendo al Parlamento di discutere e intervenire. Del resto, la legge 40 era nata vecchia e necessita oggi di un aggiornamento. Lancio un appello a tutte le forze parlamentari: è il momento di avviare un esame serio e costruttivo, guidato dalla scienza, non dai pregiudizi ideologici. Abbiamo il dovere di dare risposte concrete a milioni di persone che affrontano un percorso a ostacoli. Non intervenire è indegno per un Paese civile". Il testo, che recepisce le proposte della SIRU (Società Italiana della Riproduzione Umana), definisce principi e diritti fondamentali, rafforza norme centrali come quelle sul Servizio sanitario nazionale, sull'interruzione volontaria di gravidanza e sul ruolo dei consultori. Garantisce il riconoscimento della soggettività delle persone coinvolte nei percorsi di PMA, tutela il nato e il nascituro, chiarisce le regole sulla crioconservazione, sulla donazione alla ricerca, e consolida il ruolo della comunità scientifica nella definizione delle politiche pubbliche in materia di salute riproduttiva. Al tavolo dei relatori sono intervenuti per la SIRU il ginecologo Antonino Guglielmino, fondatore e past president, Paola Piomboni, la biologa presidente, Luigi Montano, l’andrologo past president, che hanno dichiarato congiuntamente: “Siamo molto contenti di essere stati coinvolti dall’Onorevole Furfaro nell’elaborazione di questa proposta di legge, quale società scientifica di riferimento nella riproduzione medicalmente assistita. Ci auguriamo che questa iniziativa dia una prospettiva nuova ai cittadini sulla prevenzione e la cura della fertilità”. Alla conferenza stampa, moderata dall’avvocato Maria Paola Costantini, ha partecipato anche Giacomo D’Amico, Presidente dell’Associazione di pazienti Hera, che ha così commentato: “Un testo ragionato, ponderato ed equilibrato quello contenuto nella proposta di legge presentata oggi alla Camera dei Deputati dall’on. Furfaro del PD. È giunto il momento di mettere da parte quella sorta di “ipocrisia istituzionale” che in questi anni ha spinto la classe politica a far finta di non vedere i problemi di salute riproduttiva della società italiana. Per questa ragione deve essere accolta con favore la proposta, elaborata dalla SIRU (Società Italiana della Riproduzione Umana) e fatta propria dall’on Furfaro, di una integrale riscrittura della legge 40, che tenga conto delle più vistose incongruenze della legge e delle incostituzionalità dichiarate dalla Corte costituzionale”. "La proposta - ha aggiunto Furfaro - rappresenta anche una risposta chiara ai moniti della Corte costituzionale, ribadendo il dovere del Parlamento di affrontare con serietà una questione che riguarda la salute, i diritti e la dignità di migliaia di persone". Da remoto si è collegata Marina Sereni, responsabile Sanità del Partito Democratico, che ha sottolineato: "Troppe famiglie si trovano ancora intrappolate nei limiti della legge 40: dai Lea non applicati alle liste d'attesa interminabili, fino ai costi proibitivi. La procreazione medicalmente assistita deve essere riconosciuta come un diritto esigibile nel sistema sanitario pubblico e resa accessibile in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. Ma per farlo servono risorse, personale e una strategia seria per rilanciare i consultori che dovrebbero essere uno ogni 20.000 abitanti, mentre oggi ne abbiamo uno ogni 35.000 e per affrontare le vere cause della denatalità, come la precarietà, la carenza di servizi e il mancato sostegno alle giovani coppie". È intervenuta inoltre Maria Vitale di Cittadinanzattiva. "Il Partito Democratico - ha concluso Furfaro - chiede alla maggioranza e al governo di assumersi finalmente la responsabilità di agire: non è credibile invocare la natalità senza intervenire concretamente sulla salute riproduttiva, sull'equità di accesso e sulla qualità dell'assistenza. La proposta elaborata da SIRU, sostenuta da operatori, organizzazioni scientifiche e civiche, è un testo maturo, serio e ambizioso. E' il momento di aprire una discussione parlamentare vera, all'altezza del tema e delle numerose persone coinvolte".










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