Quanto conosciamo di Melitone ci é noto per le informazioni fornite da Eusebio di Cesarea e da Girolamo di Stridone. Eusebio ci informa di una lettera scritta dal vescovo Policrate di Efeso (130 ca. – 196 ca.) a papa Vittore I (189 ca. -198), in cui il vescovo di Efeso, dopo aver indicato che Melitone era vescovo di Sardi, città della Lidia, non esita a collocarlo fra <> della Chiesa dell’ Asia, definendolo pure < [caption id="attachment_196497" align="alignright" width="154"]

Melitone di Sardi [/caption] Anche Girolamo di Stridone, nel capitolo 24 del suo De viris illustribus, scritto a Betlemme nel 392, presenta Melitone come uno dei personaggi più venerandi del II secolo, insieme all’elenco delle opere a lui attribuiti: < Nel 1940 lo studioso classicista americano Campebell Bonner (1876– 1954) rintracciava e pubblicava un’intera Omelia Pasquale di Melitone (The Homily on the Passion by Melito (Studios and documents, 12, Londra 1940), che a tutt’oggi è la più antica giunta fino a noi (S. Mangano, vedi in www.cronacaoggioggiquotidiano.it/2024/03/30/La più antica omelia sulla passione del Signore: La nostra Pasqua è Cristo, l’agnello immolato che ci trasse dalla morte alla vita). Il vero argomento di questa omelia è la Passione di Cristo e il suo contenuto manifesta il possesso del Vescovo di Sardi di una cultura teologica assai vasta e comprensiva, orientata su sicuri fondamenti biblici e liturgici entro una cornice che fa pensare che fu pronunciata il Venerdì Santo, il giorno in cui è ricordata in primo piano la Passione del Signore. L’esposizione però è orientata in gran parte nel richiamo della narrazione dell’Esodo e della istituzione della Pasqua al punto da presentare quegli avvenimenti come precorrimenti e simboli delle realtà, che si sono compiute nella passione e nella morte di Cristo. La cristologia di Melitone è espressa in una terminologia teologica priva di ogni incertezza, soprattutto per quanto riguarda la preesistenza di Cristo come Dio, il mistero dell’incarnazione e, in modo particolare, l’efficacia redentrice della passione e morte di Cristo Gesù per la salvezza di tutta l’umanità. [caption id="attachment_196498" align="aligncenter" width="923"]

La dormizione di Maria [/caption] La mariologia di Melitone di Sardi si concentra sul Transito della Beata Vergine Maria, inteso come passaggio dalla vita terrena alla vita celeste, e non tanto sull’assunzione corporale nel senso moderno del termine. Nello scritto, attribuito Melitone, l’autore evidenzia il legame speciale di Maria con Cristo Gesù e il suo ruolo unico nella storia della salvezza, anticipando in qualche modo l’idea dell’assunzione, ma senza precorrere il dogma nella formulazione e nella proclamazione del 1950. Però, con il suo Transito il vescovo di Sardi ha contribuito in modo significativo alla riflessione sulla figura di Maria, anticipando la successiva proclamazione del dogma dell’Assunzione, senza però usarene quella terminologia, ma focalizzandosi sul suo transito alla vita eterna. Il dogma dell'Assunzione di Maria è stato proclamato da papa Pio XII l’1 novembre 1950 dell’Anno Santo del grande ritorno e del grande perdono, dopo le immani devastazioni del secondo conflitto mondiale, con la Costituzione Apostolica Muneficentissimus Deus nella quale si afferma che Maria, completato il corso della sua vita terrena, fu assunta e glorificata in cielo in corpo e anima. La festa liturgica dell'Assunzione, che era stata stabilita dall’imperatore Maurizio il 15 agosto del 600, è stata confermata dal santo Padre Pio XII. L’argomento che presenterò in questa ricerca è il testo apocrifo (ἀπόκρυϕος, cioè un testo «occulto, segreto». Trattandosi di testi apocrifi, non autentici e genuini, la Chiesa cattolica li ha esclusi dal canone delle Sacre Scritture, in quanto non ne ha riconosciuto l’ispirazione divina), del Transito della Beata Vergine Maria. Sebbene tradizionalmente questo apocrifo è attribuito a Melitone di Sardi, la maggior pare degli studiosi moderni lo datano al VI o al VII secolo e lo considerano opera di un autore anonimo, spesso chiamato Pseudo Melitone Il testo ebbe una notevole diffusione in Occidente, influenzando così la rappresentazione della Dormizione e dell’Assunzione. Questo racconto apocrifo ha avuto un ruolo significativo sulla tradizione cristiana, influenzando sia la liturgia che l’arte. Inoltre ha anche portato alla costruzione di chiese, come quella della Basilica della Dormizione di Gerusalemme nel 1910, situata sul Monte Sion, fuori le mura della Città Vecchia e officiata dai monaci Benedettini tedeschi. [caption id="attachment_196499" align="aligncenter" width="750"]
Cripta della Patriarcale Basilica di Aquileia IX sec.

Koimesis, Koimesis - dormizione, della Vergine Maria [/caption] Il "Transito della Beata Vergine Maria", attribuito a Melitone di Sardi, di seguito riportato, si riferisce al passaggio di Maria dalla vita terrena a quella celeste, di cui l'assunzione in cielo è il culmine di questo viaggio. Esso, insieme ad altri scritti sullo stesso argomento, ha contribuito alla formazione della festa dell'Assunzione in cielo della Madre di Dio: (1,1) Melitone, servo di Cristo, vescovo della chiesa di Sardi, ai venerabili fratelli nel Signore con i quali siamo in pace, salute! Spesso ricordo di aver scritto spesso di un certo Leucio che visse con noi assieme agli apostoli, ma poi con un sentimento estraneo e animo temerario si allontanò dalla via della giustizia e inserì nei suoi libri molte notizie sulle gesta degli apostoli: molte e diverse cose scrisse sui loro miracoli, ma del loro insegnamento diede un resoconto molto falso, della loro dottrina asserendo che avevano insegnato da quanto è in realtà e volendo sostenere quasi con le loro parole le sue pestifere argomentazioni. Né questo gli bastò: con linguaggio empio corruppe la stessa narrazione del transito della beata sempre vergine Maria madre di Dio, tanto che non solo non è permesso leggerla nella chiesa di Dio, ma non è lecito neppure anche ascoltarla. A voi dunque che ce lo domandate, alla fraternità vostra, scriveremo così semplicemente quanto abbiamo udito dall'apostolo Giovanni, non credendo ai dogmi negli strani che pullulano tra gli eretici, ma al Padre nel Figlio al Figlio nel Padre, nella trinità delle persone pur restando indivisa la natura divina, né credendo alla creazione di due nature umane, una buona e l’altra cattiva , ma ad un’unica natura buona creata dal Dio buono, viziata dalla colpa per l'inganno del serpente e restaurata per la grazia di Cristo. (2.1). Quindi il Signore e Salvatore Gesù Cristo pendeva dal legno della croce ove era stato affisso con chiodi per la vita di tutto il mondo, vide sua madre diritta presso la croce in piedi e Giovanni l'evangelista da lui prediletto su tutti gli altri apostoli in quanto era il solo corporalmente vergine. A lui egli affidò la cura della santa Maria. A lui disse: < (2). Da quell'ora la santa madre di Dio rimase in modo speciale sotto la cura di Giovanni, per tutto il tempo della sua ulteriore dimora quaggiù. Quando poi gli apostoli andarono per il mondo a predicare secondo la sorte che era loro toccata, lei restò in casa dei genitori di lui presso il monte degli Ulivi. (3.1). Nel secondo anno dunque dopo che Cristo, vinta la morte, era salito in cielo, presa da un ardente desiderio di Cristo, tutta sola nella sua cella, Maria si mise a piangere. Ed ecco un angelo di grande splendore apparve a lei con l’aspetto fulgido si presentò davanti a lei e proferì queste parole di saluto: < (2). Allora Maria disse all'angelo: <<Ti chiedo che tutti gli apostoli del Signore Gesù Cristo siano riuniti qui da me>>. L'angelo rispose: < (3) Maria allora, si svestì e poi indossò gli abiti migliori, prese la palma avuta dalla mano dell'angelo, uscì verso il monte degli Ulivi e iniziò a pregare, dicendo:< [caption id="attachment_196500" align="alignright" width="300"]
Mosaico del XIV sec. nella chiesa di San Salvatore in Chora, oggi moschea, di Istanbul, Turchia

Basilica della Dormizione (1910) - Gerusalemme [/caption] (4.1) Improvvisamente, una domenica all’ora terza del giorno, mentre san Giovanni predicava a Efeso, vi fu un grande terremoto, una nube lo sollevò, e lo tolse dagli occhi di tutti, e lo portò davanti alla porta della casa dove si trovava Maria. Bussò alla porta, e subito entrò. E quando Maria lo vide, esultò di gioia, e disse: <<Figlio mio Giovanni, ti prego di ricordati delle parole con cui il mio Signore Gesù Cristo mi ha affidato a te. Di qui a tre giorni abbandonerò il corpo e ho udito degli Ebrei che si consultavano dicendo: Aspettiamo il giorno in cui morirà colei che portò quel seduttore, e poi bruceremo il suo corpo nel fuoco>>. (2) Chiamò dunque san Giovanni, l’introdusse nella cella, gli mostrò la veste per la sua sepoltura e la palma splendente che aveva ricevuto dall'angelo, raccomandandogli che fosse portata davanti alla sua lettiga durante il trasporto nella tomba. (5,1) E san Giovanni le rispose: < (6.1) Allora tutti gli apostoli, pieni di gioia, elevarono tutti insieme la loro preghiera, e appena pronunciarono l'Amen, giunse il beato Giovanni e disse loro tutto. Gli apostoli, entrati in casa, videro Maria e la salutarono dicendo: < (2) Lei rispose: < [caption id="attachment_196501" align="aligncenter" width="800"]

Basilica della Dormizione, interno, Maria dormiente – Gerusalemme [/caption] (7.1) Le si sedettero intorno, consolandola, e passarono tre giorni lodando Dio. Nel terzo giorno, verso l’ora terza, tutti coloro che erano in quella casa furono colpiti da sopore e nessuno poté restare sveglio ad eccezione degli apostoli e di tre vergini che si trovavano là. (2) Venne improvvisamente il Signore Gesù Cristo con una grande moltitudine di angeli e sul luogo si diffuse un grande splendore, mentre gli angeli cantavano un inno e lodavano il Signore Dio insieme. Allora il Salvatore disse: < 8.1 Maria si prostrò sul pavimento, adorò Dio, e disse: < (2) Il Salvatore rispose: < (3) E mentre Signore così parlava, Maria si alzò dal pavimento, si pose a giacere sul suo letto e, ringraziando Dio, spirò. E gli apostoli videro che la sua anima aveva un candore tale, che nessuna lingua mortale ne può degnamente parlare; per la grandezza e il chiarore della luce superava il candore della neve, quello di tutti i metalli, e lo splendore dell'argento. (9.1) Il Salvatore disse allora: < (2) Detto questo, il Signore affidò a Michele, preposto al paradiso e principe della stirpe ebraica, l'anima di santa Maria. Gabriele li accompagnava. E subito il Salvatore fu accolto in cielo con gli angeli. (10.1) Le tre vergini, che erano presenti e vegliavano, presero il corpo della beata Maria e lo lavarono, secondo l’uso funebre. Una volta svestito dei suoi abiti, quel sacro corpo risplendette di un così grande chiarore che si poteva toccare per onorarlo, ma a motivo della luce straordinaria che irradiava era impossibile vederne la bellezza. Solo lo splendore del Signore apparve così grande; e mentre quel corpo mondissimo era lavato non si sentiva nulla, in esso non v’era alcunché di sordido. (2) Quando fu rivestita con gli abiti mortali, quella luce poco alla volta si oscurò. gradualmente. Il corpo della beata Maria era simile a fiori di giglio e da esso emanava un profumo così soave che era impossibile trovarne un altro uguale. [caption id="attachment_196503" align="alignright" width="659"]

La Tomba vuota della Vergine Maria all’interno della cripta del IV sec. della chiesa dell'Assunzione a Gerusalemme. [/caption] (11.1) Gli apostoli posero quel corpo santo sulla lettiga e si domandavano poi l'un l'altro: < (2) Dopo di ciò, Pietro, si alzò e disse < (12.1) Ed ecco un nuovo miracolo; sulla lettiga apparve a una grande nube simile al grande nimbo , simile al grande cerchio che suole accompagnare lo splendore della luna; sulle nubi c'era un esercito di angeli dal quale partiva un cantico soave, e sulla terra risuonava un suono dolcissimo. Dalla città uscì allora una folla di circa quindicimila persone che, piene di ammirazione, dicevano: < (2) Uno rispose loro: < (3) Ma uno di loro aveva la carica di principe dei sacerdoti giudei, pieno di furore e d’ira, disse agli altri: < (13.1). Quel principe allora gridò: < (2) Quello rispose: < (14.1) Allora Pietro fece fermare la lettiga e gli disse: < (2) Pietro gli disse: «Avvicinati al corpo, bacia la lettiga e di': < (3) Allora iniziò a benedire Dio abbondantemente con grande entusiasmo e a prendere testimonianze dai libri di Mosè per lodare Cristo, tanto che gli stessi apostoli ne rimasero stupiti e piangevano dalla gioia, lodando il nome del Signore. (15.1) Poi Pietro gli disse: < [caption id="attachment_196504" align="aligncenter" width="941"]

Morte della Vergine [/caption] (2) Quello fece così e trovò una grande folla di persone accecate che piangeva dicendo: < (16.1) Gli apostoli che trasportavano Maria, giunsero nella valle di Giosafat, nel luogo che era stato loro indicato dal Signore. La posero in una tomba nuova, e chiusero il sepolcro. Poi si sedettero all'ingresso della tomba, come aveva ordinato loro il Signore. Improvvisamente apparve il Signore Gesù Cristo con una grande moltitudine di angeli tutti risplendenti di grande fulgore, e disse agli apostoli: < (2) Allora il Salvatore disse loro: < [caption id="attachment_196505" align="alignright" width="396"]
Mosaico XII sec. Chiesa della Martorana – Palermo

Assunzione di Maria Peter Paul Rubens – 1625!1626 – Cattedrale di Nostra Signora - Anversa [/caption] (3) Pietro e gli altri apostoli risposero: <<Tu, Signore, ti sei scelto questa ancella come camera nunziale immacolata e noi come servi del tuo ministero. Tu con il Padre e lo Spirito Santo, costituenti una sola e uguale divinità ed una infinita potestà Prima dei secoli hai preconosciuto ogni cosa insieme, c'è un'unica divinità, uguale e infinita potenza, sapevi tutto prima dei secoli. Se, dunque con la potenza della tua grazia fosse possibile, a noi tuoi servi parrebbe giusto che come tu, superata la morte, regni nella gloria, così risuscitassi il corpicino di tua madre e la conducessi lieta in cielo>>. (17.1) Disse allora il Salvatore: < (2) Maria risorta immediatamente dal sepolcro, benediceva il Signore e distesa ai piedi del Signore l’adorava dicendo: < (18.1) Il Signore la baciò, poi si allontanò affidando la sua anima agli angeli affinché la portassero in paradiso. Disse agli apostoli: << Pace a voi! Salite a me. E quando furono saliti, li baciò e disse: < La Chiesa cattolica e tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi celebrano la memoria di san Melitone di Sardi, martirizzato nell’anno 194, l’1 aprile. Desidero concludere questa ricerca sottolineando che il valore storico della vasta letteratura apocrifa, che secondo Ireneo, vescovo di Lione (122 ca. - 202 ca.), è quasi incalcolabile (Adv. haer. I,20), è abbastanza tenue e, il più delle volte, nullo, però esso è insostituibile per farci conoscere i sentimenti, gli stati d’animo, le ansie, gli ideali di moltissimi cristiani, e per rivelarci le tendenze, le correnti morali e religiose di molte Chiese. Infatti, talvolta completano , modificano o rettificano, quello che è giunto da altre fonti e qualche volta anche suppliscono al loro silenzio. Questa letteratura, oltre a rivelare la fede semplice del popolo, ci fa comprendere molti momenti dell’arte e della letteratura cristiana antica e ci suggerisce inoltre che non tutto di essi è fantasia, ma contengono qualcosa di autentico e venerabile, anche al di là di quello che è il loro innegabile valore di testi di letteratura popolare. [caption id="attachment_196506" align="aligncenter" width="568"]
Diac. Dott. Sebastiano Mangano Già Cultore di Letteratura Cristiana Antica nell’Università di Catania

Morte e Assunzione della Vergine Maria - Scultura di Andrea di Cione di Arcangelo, soprannominato l’Orcagna (1350) – Tabernacolo di Orsamichele – Firenze [/caption]


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