Sabato 30 agosto, alle ore 21, a Piazza Santa Maria del Gesù a Vizzini, per le "Verghiane", in scena "Un cuore semplice di nome Nedda” (Vi cuntu dell’umile lavoro, dell’amore e del destino irriverente), tratta dalla novella-bozzetto siciliano “Nedda” di Giovanni Verga. Adattamento, interpretazione e regia di Chiaraluce Fiorito, libretto musiche e interpretazione Paolo Toti. Produzione Rebetiko. La "Nedda" di Chiaraluce Fiorito è una denuncia sulle condizioni lavorative dei braccianti dal Verga ai nostri giorni. “La figura femminile di Nedda - spiega Chiaraluce Fiorito - si staglia eretta come una delle voci più strazianti degli umili e dei diseredati del Verga. Ultima degli ultimi la sua figura minuta è sopraffatta dalla povertà e dagli stenti e da un destino che non lascia scampo e si erge a mio avviso, inconsapevolmente, redentrice di quel piccolo mondo corroso dalla povertà, dal sacrificio e dai lavori pesanti in mezzo ad una umanità disumanizzata da altrettanti diseredati e vinti dove la parola misericordia e commiserazione sono una eresia. E se la novella di Verga, datata 1874, appare come denuncia ante litteram sulla natura del lavoro precario, l’incolumità sulla sicurezza del lavoro e la condizione lavorativa mi chiedo come ancora nel 2025 le condizioni del lavoratore siano pressoché immutate e di quanto "Nedda" sia contemporanea ai nostri giorni. La potenza del racconto diventa voce dei braccianti agricoli di ieri e di oggi”.


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