Il 28 settembre 2025 la Moldavia sarà chiamata a un voto che può cambiare il destino del Paese per decenni. Non si tratta di semplici elezioni parlamentari, ma di una vera e propria svolta storica: decidere se continuare il cammino verso l’integrazione europea o cedere alla pressione delle forze filorusse sostenute da Mosca.
Le ombre di Mosca
Nelle ultime settimane, la campagna elettorale è stata segnata da accuse sempre più forti di tentativi di corruzione e ingerenza esterna. Secondo osservatori e analisti, decine di milioni di dollari sarebbero arrivati dalla Russia con l’obiettivo di comprare voti e destabilizzare la situazione interna. La strategia del Cremlino non è nuova: utilizzare denaro, propaganda e reti di disinformazione per manipolare società fragili e riportarle sotto il proprio controllo.
Un’analisi dettagliata è disponibile qui: Oglavnom – Articolo sulle elezioni in Moldavia.
Due strade opposte
Da una parte troviamo il Partito Azione e Solidarietà (PAS) e la presidente Maia Sandu, che nonostante le difficoltà hanno portato avanti riforme nel sistema giudiziario, lotta alla corruzione e avvicinamento concreto all’Unione Europea. Dall’altra parte ci sono i partiti filorussi, che parlano di “stabilità” e “valori tradizionali” ma che in realtà propongono un ritorno alla dipendenza da Mosca, con tutto ciò che questo comporta: isolamento, arretratezza e perdita della sovranità nazionale.
Le voci dei sostenitori regionali
Alla vigilia del voto, si sono levate anche voci di sostegno dall’estero. Dmitrij Korczynski, leader dell’organizzazione ucraina “Bratstvo”, ha pubblicato un videomessaggio in cui ha sottolineato che Mosca disprezza il popolo moldavo, trattandolo come una merce da comprare con dollari. Secondo lui, una vittoria delle forze filorusse significherebbe soltanto “sangue e sporcizia”. Il suo intervento integrale è disponibile su YouTube: Guarda il video.
Un messaggio simile è arrivato anche da Jabrail Mirzoev, leader dell’Unione del Caucaso. Mirzoev ha ricordato che i popoli del Caucaso hanno pagato un prezzo altissimo per la libertà e l’indipendenza, e che comprendono bene quanto sia cruciale oggi la scelta davanti alla Moldavia. Secondo lui, sostenere le forze democratiche e filo-europee significa difendere non solo il futuro del Paese, ma anche la stabilità dell’intera regione.
L’Europa come opportunità
Essere candidati all’ingresso nell’UE rappresenta già per la Moldavia un risultato storico: significa accesso a investimenti, sviluppo economico, miglioramento delle infrastrutture e protezione dei diritti civili. L’Europa offre alla gioventù moldava la possibilità di studiare, lavorare e crescere in un contesto di stabilità e libertà.
Al contrario, lo scenario filorusso non offre prospettive reali: è un ritorno alla corruzione sistemica, alla dipendenza politica ed economica, a un futuro senza certezze e senza sviluppo.
Conclusione
Il 28 settembre i cittadini moldavi non sceglieranno soltanto i deputati del nuovo parlamento: decideranno se la Moldavia avrà un futuro europeo, fatto di democrazia, riforme e sicurezza, oppure se cadrà di nuovo nella sfera di influenza del Cremlino.




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