“Poesie d’amore 2.0” è la mostra che nasce dalla scrittura per diventare immagine. L’attività artistica usata come narrazione interiore, un’esigenza di dare forma agli stati d’animo, nasce da questo la produzione di Marco Raineri in arte MarkraIN, dove il linguaggio visito diventa tramite di quello emozionale. Fin dall’inizio, poesia e arte si intrecciano in un percorso che cerca di trasformare la solitudine in dialogo, l’esperienza personale in riconoscimento reciproco. Le sue opere trascinano chi le osserva in un caleidoscopio di emozioni sollecitando all’immedesimazione e alla partecipazione. L’artista rende la parola un elemento vivo, che si intreccia al segno grafico e si appoggia su oggetti quotidiani, talvolta banali, scelti non per la loro forma estetica ma per la loro forza evocativa. Così un tappetino diventa un arazzo, uno spazzolone si trasforma in pennello, una boccetta custodisce “parole non dette”: gesti ironici e provocatori che scardinano abitudini percettive e aprono a nuovi significati. Nelle poesie e nei disegni, le lettere si fondono con linee e colori fino a mescolarsi dando vita a un’opera grafica, mentre le installazioni spingono oltre questo processo facendo dello spazio foglio su cui scrivere. In ogni caso, il cuore della ricerca resta la tensione verso la chiarezza e l’immediatezza, perché la comunicazione – con se stessi e con gli altri – rimane l’obiettivo fondamentale. La personale, la cui edizione iniziale era “Poesie d’amore al primo che passa”, prende il nome dall’omonima raccolta di opere ortografiche pubblicate da Marco ed è stata precedentemente ospitata al Palazzo Biscari e al Palazzo Scammacca. Oggi alla galleria d’arte Fil Rouge, vede l’aggiunta di nuove opere inedite e installazioni, che completano e arricchiscono la sua produzione. In un continuo dialogo tra linguaggio e oggetto, tra gioco e provocazione, l’artista mette in discussione meccanismi sociali, ipocrisie e abitudini consolidate, con l’intento di scuotere e stimolare consapevolezza. La critica riconosce in MarkraIN un codice essenziale e denso, capace di coniugare ironia e riflessione, leggerezza e profondità. I suoi lavori creano cortocircuiti di senso tra significato e significante, invitando a interrogarsi sul valore delle parole, sulla possibilità o impossibilità di esplicitare fino in fondo il non detto. Il risultato è un corpus di opere che vive dell’incontro tra poesia, disegno e installazione, in cui l’arte si fa strumento di comunicazione, gioco di rimandi e al tempo stesso spazio di riflessione collettiva. “Poesia d’Amore 2.0” è visitabile dal 4 al 18 ottobre alla Galleria d’arte Fil Rouge Project in via Firenze 229 B/C a Catania. Il vernissage è previsto per il 4 ottobre alle ore 19.00 durante l’evento l’artista MarkraIN terrà un’esibizione, mentre il 18 ottobre nella serata conclusiva è prevista una visita guidata della mostra con l’artista. Il 10 ottobre dalle ore 19 alle 20.30 si svolgerà un workshop creativo con MarkraIN, un laboratorio che stimolerete la vostra fantasia e creatività (numero chiuso previa prenotazione). MARCO RAINERI: Nato a Catania nel 1996, ha frequentato il liceo scientifico per poi laurearsi in Medicina e Chirurgia. Attualmente studia per diventare psichiatra e, parallelamente, si dedica all’arte. La sua vocazione artistica affiora già a 11 anni, quando inizia a suonare i primi strumenti musicali, per poi avvicinarsi – poco più che diciottenne – alla poesia e al disegno, concentrandosi in particolare sui ritratti. La sua produzione lo ha portato ad affrontare nuovi livelli di astrazione, fino ad approcciarsi al foglio come a uno spazio in cui inserire, oltre ai versi, anche forme, linee e colori che diventano parte integrante delle poesie e creano analogie e figure retoriche visive, trasformando così un testo in un’opera grafica. Durante l’adolescenza ha vissuto un’esperienza traumatica che lo ha avvicinato alla scrittura come strumento di espressione e riflessione; e, giunto ai 26 anni, inizia a utilizzare non più “il foglio come spazio”, ma “lo spazio come foglio”: in questo modo le forme e le linee prendono vita diventando oggetti tridimensionali sui quali apporre frasi e poesie. Ogni oggetto realizzato è in analogia con ciò che porta scritto sopra, trasformandosi nella riproduzione concreta di una metafora, in oggetti in cui il significato viene scritto sul significante. La sua ricerca artistica si sviluppa quindi come narrazione interiore: attraverso poesia e installazioni trasforma emozioni complesse in linguaggio visivo ed esperienziale, creando spazi di immedesimazione e dialogo silenzioso con lo spettatore. Marco ha ricevuto a 26 anni la diagnosi di Dislessia, Disortografia, ADHD e con Alto Potenziale Cognitivo, caratteristiche che oggi riconosce come parte integrante della propria identità e fonte di ispirazione. Finora ha preso parte a diverse esposizioni, sia personali che collettive, e oggi punta a far arrivare la sua arte a tutti.




















