
Uno spettacolo diretto, dal linguaggio crudo e che, con cinismo, scruta le dinamiche comportamentali dei nostri giorni, l’ambiguità del rapporto tra uomo e donna, l’evoluzione e l’involuzione dei sentimenti rispetto alla violenza ed alla sottomissione. E’ andata in scena lo scorso 21 e 22 gennaio, al Piccolo Teatro della Città di Catania, in prima nazionale, la pièce “Quartett” di Heiner Muller, ispirata al noto romanzo “Le relazioni pericolose” di Laclos, con l’adattamento e la regia di Maximilian Nisi e la traduzione di Saverio Vertone, edizione prodotta dal Teatro della Città.
In circa settanta minuti, l’atto unico, nell'adattamento di Maximilian Nisi, avvalendosi della frastagliata e volutamente claustrofobica scenografia di Vincenzo La Mendola (autore anche dei preziosi costumi), oltre che del delicato ed originale tappeto sonoro di Stefano De Meo, tra divani ed oggetti vari, è focalizzato - tra il ticchettio di un orologio che scandisce il tempo in uno spazio indefinito, opprimente e illuminato da luci fioche - sui due protagonisti in continua competizione, la marchesa di Merteuil ed il visconte di Valmont, figure aristocratiche e significative del XVIII secolo. I due, con un linguaggio forte, duellano in modo sfacciato e ordiscono intricati intrighi sessuali ai danni di terzi, rinfacciandosi con cinismo ogni sorta di bassezze. Il pubblico assiste ad una competizione distruttiva fra due cinici prevaricatori che, con crudeltà, ironizzano sull’orlo dell’abisso pronti a sbranarsi con i loro inganni. La marchesa ed il visconte si scambiano di ruolo, ora carnefici ora vittime, perdono e ritrovano la propria identità e impersonano a turno le loro vittime: Cécile de Volanges, la verginella fresca di collegio e Madame de Tourvel, la signora virtuosa che cerca lievemente di opporre resistenza.
Quasi spiati, attraverso un velo trasparente, i due protagonisti (resi con drammatica, attuale e convincente autorevolezza da Maximilian Nisi e da Viola Graziosi) offrono al pubblico uno spettacolo crudo, diretto, che, con cinismo ed umorismo tragico, riporta agli attuali rapporti tra donna ed uomo, alle maschere ed agli scambi di ruolo che non fanno altro che far scomparire i veri sentimenti e farci precipitare nell’oblio della solitudine e della incomunicabilità.
L’edizione di Maximilian Nisi rispetto al testo originale di Muller, inverte sin dall’inizio i ruoli dei due protagonisti volendo sottolineare come oggi le donne irrompono nella sfera maschile e gli uomini vedono vacillare il loro ruolo, sono confusi e spesso diventano violenti. La visione del regista Nisi crea quindi una sorta di gioco di specchi tra uomo e donna, come se l’uomo volesse mostrare alla donna che cosa è diventata e viceversa ed il tutto si svolge in un totale abisso, in una profonda disperazione che odora di morte.
Nello spettacolo, come regista ed interprete, Nisi si immerge completamente in un materiale incandescente, tossico ed analizza quindi, in maniera interessante e profonda, le relazioni umane, ovvero ciò che accade nella nostra vita, soprattutto nel rapporto tra uomo e donna, facendo anche riflettere sui concetti di dominio, manipolazione, fluidità di genere e sopraffazione.
Il testo e l’allestimento diventano anche un modo per interrogarsi sulla reale consistenza del desiderio ai nostri giorni, sul margine di contatto tra uomo e donna e sull’uso sempre più diffuso di maschere, espedienti che stanno incrementando incomunicabilità e violenza gratuità, facendo quasi scomparire i sentimenti, l’amore nei rapporti di coppia.
Spettacolo complesso, ben interpretato e diretto ed alla fine lungamente applaudito dal pubblico presente, grazie ad una messa in scena originale e con una visione intrigante ed analitica della relazione uomo-donna che ha portato alla degenerazione dei nostri giorni, all’autodistruzione, allo scambio dei ruoli che sminuisce l’affetto, allontana la curiosità verso l’altro ed annulla i sentimenti.
Ed alla fine, infatti, sulla scena, rimane solo oblio e distruzione che travolge vittime e carnefici. Ed è tutto racchiuso nella frase conclusiva: “Merteuil Adesso siamo solo morte, amore mio”.
“Quartett” dopo la prima nazionale a Catania e le repliche al Teatro Massimo di Siracusa sarà dal 27 gennaio al 1° febbraio al Teatro Franco Parenti di Milano e il 2 e 3 febbraio alla Sala Bartoli del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.
Nelle foto di Dino Stornello: una scena e gli applausi finali.

















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