
Pubblicato nel 1920 e messo in scena al Teatro nazionale di Praga il 25 gennaio 1921, lo spettacolo “R.U.R. - Rossum’s Universal Robots” del giornalista, scrittore e drammaturgo ceco Karel Čapek, proposto alla Sala Futura di Catania, per l’odierna stagione di prosa dello Stabile etneo, è un dramma utopico fantascientifico che ben si integra ai tempi attuali, ponendo mille interrogativi sul rapporto uomo e macchina, sul sottile confine tra progresso e coscienza e sulle contraddizioni di un mondo sempre più automatizzato.
Il testo originale di Capek, composto di un prologo e tre atti, viene proposto oggi nell’agile e convincente adattamento e traduzione di Ottavio Cappellani e con la lineare regia di Cinzia Maccagnano, in un solo atto di 80 minuti, con l’avveniristico ed altamente tecnologico impianto scenografico di Andrea Taddei (una sorta di sala grigia con pareti dipinte come l’interno dei telecomandi o dei sistemi elettronici, con i fili e simboli chimici e sagome di teste biomeccaniche), con gli intriganti costumi di Dora Argento, le luci ed i video di Gaetano La Mela e con delle ammalianti musiche elettroniche.
Il lavoro, prodotto dal Teatro Stabile di Catania, propone al pubblico una storia di grande attualità che lascia aperti mille interrogativi. In un’isola immaginaria, l’ombra di Utopia, alcuni ingegneri hanno messo su un progetto curato da Glory Rezon, grande scienziato e fisiologo, di convivenza tra umani e robot allo scopo di dare agli uomini una vita priva di fatiche. Succede però che per la smania, l’ambizione di ampliare gli orizzonti, la scoperta sfugge al potere degli esseri umani e la microsocietà dei robot, ai quali è stato innestato un misterioso cip del dolore, si organizza per ribellarsi a una vera e propria schiavitù. La vicende vede Helena, figlia del proprietario Rezon, arrivata per una breve visita, rimanere sull’isola e poi il passare degli anni, ed i contrasti con Domino, la portano a distruggere il prezioso apparecchio con le formule segrete per la riproduzione dei robot che alla fine si ribellano contro gli umani per poi trovare una tregua, lasciando intravedere una speranza di coesistenza pacifica. Rispetto al finale del testo di Capek nella riscrittura di Cappellani la storia si conclude in modo meno drammatico e per i protagonisti si apre uno spiraglio di speranza, infatti gli uomini, alla fine, chiedono “Ci ucciderete?” ed i robot rispondono “Stiamo decidendo”.
Nella pièce e sull’isola/bunker/laboratorio si muovono il direttore Domin (un disinvolto Agostino Zumbo) che cerca di conciliare l’aspetto umano con quello robotico privilegiando gli introiti del suo capo ed il benessere degli umani, la figlia del proprietario Rezon, Helena, che vuole rendere più umani i robot e dare loro dei sentimenti (interpretata con brio ed eleganza da Evelyn Famà), i diversi robot Silla, Radius e Omna a cui da volto, bellezza ed armonia Marina La Placa e gli ingegneri Alquist e Busman/Marius e Damon, resi con personalità rispettivamente da Franco Mirabella e da Rita Fuoco Salonia.
Affiatato il cast, indovinata la regia di Cinzia Maccagnano e di grande fascino ed intelligenza la riscrittura e l’adattamento di Ottavio Cappellani per uno spettacolo di straordinaria attualità alla fine apprezzato ed applaudito dal pubblico e che affronta temi a noi molto vicini quali intelligenza artificiale, lavoro e progresso tecnologico, destino dell’umanità, tutti aspetti e dilemmi del nostro problematico e difficile presente e che Karel Capek aveva anticipato ed immaginato nel suo testo scritto nel 1920 ed al quale hanno fatto riferimento celebri film di fantascienza.
R.U.R. - Rossum’s Universal Robots
di Karel Čapek
Traduzione e adattamento Ottavio Cappellani
Regia Cinzia Maccagnano
Scene Andrea Taddei
Costumi Dora Argento
Luci e video Gaetano La Mela
Personaggi e interpreti:
Domin Agostino Zumbo
Helena Evelyn Famà
Busman, Marius, Damon Rita Fuoco Salonia
Silla, Radius, Omna Marina La Placa
Alquist Franco Mirabella
Produzione Teatro Stabile di Catania
Dal 23 al 25 gennaio 2026 Sala Futura- Catania
Durata 80 minuti
Foto Antonio Parrinello

















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