
Per la stagione “Nuovo Teatro” 2025-2026, lo scorso 5, 6 e 7 marzo, Teatro della Città e Marche Teatro hanno proposto al Piccolo Teatro della Città l’atto unico “La firma”, tratto dal libro, edito da Fandango, “Non ti fidare” di Claudio Fava con la regia dello stesso Fava e con scena e costumi di Vincenzo La Mendola.
Il lavoro, in circa sessanta minuti, con l’interpretazione convincente di Ninni Bruschetta e Federica De Benedittis si sofferma su una ferita ancora aperta della storia contemporanea, le persecuzioni del regime argentino del 1976 che incarcerò, torturò e uccise migliaia di oppositori politici, molti dei quali rinchiusi nel carcere segreto dell’Esma di Buenos Aires.
La vicenda si svolge in un arida e spoglia sala colloqui di un carcere dove avviene un serrato e teso incontro e dialogo tra due personaggi che esplorano i chiaroscuri dell’anima, fanno emergere colpe sottaciute e identità violate. L’incontro/scontro è tra un ex colonnello (reso da un credibilissimo Ninni Bruschetta) e la figlia (una intensa Federica De Benedittis) che trasformano quel parlatorio in un confessionale dell’atrocità delle ideologie politiche, in una realtà familiare divorata dalle verità negate e dalla dittatura in Argentina. In scena un uomo e una donna si confrontano sul passato che è riaffiorato e sul tragico segreto che li ha messi inaspettatamente l’una contro l’altro. L’uomo è il padre della donna o almeno, così lei ha creduto per tutta la sua vita ma in realtà quel militare l’aveva presa con sé al momento della nascita e la vera madre della ragazza, arrestata per reati politici e costretta a partorire nel luogo di prigionia, era stata poi eliminata come tutti gli altri suoi compagni di detenzione, oppositori politici (desaparecidos).
Intanto sul fondo del palco scorrono le foto segnaletiche di desaparecidos, che ricostruiscono visivamente le atrocità di quel 1976. Alla fine, però, dopo accuse, domande rimaste senza risposta,rabbia e qualche abbraccio, le note di un tango e le movenze di una danza sciolgono le tensioni e la donna decide di non firmare il disconoscimento di paternità più per affermare la propria libertà di scelta e la sua identità che per salvare il padre adottivo.
Applausi convinti, alla fine, da parte del pubblico per i due interpreti e per un testo crudo, attuale, che rilancia il problema della violenza cieca, delle ideologie politiche, del potere delle dittature e delle barbarie che spesso vengono compiute in loro nome.
La firma
scritto e diretto
da Claudio Fava
Assistente alla regia Massimo Blandini
con Ninni Bruschetta e Federica De Benedittis
Scene e costumi Vincenzo La Mendola
Luci Andrea Chiavaro
Produzione Teatro della Città e Marche Teatro
Rassegna Nuovo Teatro - Piccolo Teatro della Città di Catania - 5, 6 e 7 marzo 2026
Foto Dino Stornello





















